Lettera per Sarah Scazzi

By on ottobre 31, 2010

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Ciao Sarah,

mi chiamo Nicola, lo so non ci conosciamo di persona, ma ho sentito e sento tanto parlare di te. So che sei nata ad Avetrana, 15 anni fa, come molte ragazze della tua età avevi amici, una famiglia che ti voleva bene, andavi a scuola e gestivi più profili di Facebook. Il 26 agosto dovevi andare al mare con tua cugina, invece sei sparita. Il 7 ottobre in diretta, durante la trasmissione “Chi l’ha visto”, vengo a sapere che tuo zio ha confessato l’omicidio. Qui la tua morte è diventata un fatto mediatico di proporzioni enormi, moltissime trasmissioni parlano della tua scomparsa, programmi d’ intrattenimento diventati per l’occasione delle testate giornalistiche, magicamente conduttori e conduttrici trasformati in esperti di cronaca nera. Sai, c’è anche chi ha costruito un plastico della casa di tuo zio. Tutto questo aiutato dal fatto che i tuoi parenti e amici sono sempre stati pronti a rilasciare interviste e dichiarazioni.

Mi chiedo dove abbiano trovato la forza. Ti scrivo per dirti che la cosa brutta di tutta questa storia, che tra l’altro pare non abbia fine, è che i telespettatori sembrano ossessionati, affamati di sapere anche il più piccolo particolare macabro, e le domande sono sempre le stesse: chi ti ha ucciso? Come l’ha fatto? Perché? Questo è il motivo per cui le trasmissioni che parlano di te sono seguitissime, ma a te dello share, degli ascolti, non ti è mai giustamente importato nulla credo, invece per chi fa televisione sono il pane quotidiano, ne sono schiavi, te l’assicuro. Mi dispiace, invece, vedere che nessuno si ferma, in segno di rispetto nei tuoi confronti ma soprattutto di tua madre e tuo padre.

La loro sofferenza non la possiamo nemmeno immaginare. Non ti nascondo che ogni volta che sento parlare di te, la prima immagine che mi viene in mente è il viso di tua mamma, ignara, spaesata, impietrita in diretta, in quello che fino a poco tempo prima era semplicemente un elettrodomestico, ma che ormai l’ha completamente risucchiata. Mi chiedo come viva questi giorni, dove non c’è programma o giornale che parli della tua morte, magari è a casa rinchiusa, perché, questo lo so per certo, la perdita di una persona cara, spesso è meglio viverla di nascosto da tutti. Sono dolori che vanno al di là dell’immaginazione e che è difficile condividere con qualcuno.

Sarah, credo che tante volte concentrarsi sulle disgrazie o sugli affari degli altri è molto più comodo, perché così per un attimo non pensiamo ai nostri di problemi. Scusaci se puoi, abbiamo invaso, radiografato, sviscerato la tua storia, solo per il gusto di sapere, di ficcare il naso in una vita che non è la nostra. Ciao Sarah

Questa lettera immaginaria a Sarah Scazzi vuole essere uno spunto per riflettere su come, l’ossessione per un fatto di cronaca, possa superare il limite della privacy, ma soprattutto del rispetto nei confronti di una ragazza di 15 anni. Forse il silenzio stampa sarebbe l’unica decisione giusta da prendere?

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.

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