Dopo la prima. The Walking dead

By on novembre 4, 2010

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E’ cominciata il 1° Novembre, subito dopo Halloween, The walking dead (ogni lunedì ore 22,45 – canale FOX), la nuova serie americana a tinte horror che cerca di far tornare alla ribalta i mitici Zombie. Con un solo giorno di differenza dalla messa in onda americana, la serie approda sulla piattaforma Sky e lì ci rimarrà per 6 settimane (questo è il numero degli episodi della prima stagione). Si tratta di una trasposizione dall’omonimo fumetto di Robert Kirkman, divenuto già un cult tra i lettori americani (in Italia è edito dalla casa editrice “Salda Press” ma non è facile trovarlo) e vanta una regia di prima categoria grazie a Frank Darabont (lo stesso de Le ali della libertà e Il miglio verde, ndr), qui anche nelle vesti di produttore insieme all’autore del fumetto.

Dopo un lungo coma, il sergente Rick Grimes (interpretato da Andrew Lincoln) si risveglia ed è solo. Ospedale vuoto o quasi, strade piene di cadaveri e a casa nessuna traccia di moglie e figlio. Non ci vorrà molto quando Rick capirà che il mondo, come lo ricordava lui, non c’è più. Adesso i morti tornano in vita, distruggono, mordono, uccidono. Il primo aiuto, Rick, lo trova in un padre e figlio che vivono segregati in una casa abbandonata. In seguito, Rick tenta di comunicare con una ricetrasmittente ma il suo ex collega e amico Shane (Jon Bernthal, già visto in The Pacific), pur sentendo il messaggio, non riesce a rispondere. Anche Shane è un superstite, con lui altre persone e la stessa moglie di Rick, con la quale adesso ha intrapreso una relazione. Nel frattempo Rick arriva ad Atlanta e  trova una città completamente invasa da Zombie. Riesce a rifugiarsi in un carro armato ma medita il suicidio. Poi una voce da una radio sembra parlare proprio con lui: “Hey, tu coglione… stai comodo là dentro?”.

Più di 5 milioni di spettatori in America e ottimo risultato per Sky con 360.000 spettatori. La struttura di questa serie americana è solida e ben congegnata, si nota lo sforzo produttivo, soprattutto nella realizzazione degli Zombie molto realistici (un po’ Romero, un po’ 28 giorni dopo). I pochi personaggi sono semplici ma credibili e c’è la netta e onorevole volontà di introspezione (cosa non da poco in un prodotto fondamentalmente horror). Il ritmo e la tensione, però, non sempre rimangono alti e, almeno per ora, le scene di azione sono poche e non spaventano. Il finale è debole. Il momento clou: Sono due quelli degni di nota: l’inizio con la ragazzina di spalle che si rivela essere uno Zombie col viso sfigurato e poi il tentativo fallito del marito che tenta di uccidere la moglie mostro che sembra guardarlo e capire. E voi lettori cosa avreste fatto al suo posto? Sareste riusciti ad uccidere la persona amata trasformata in uno Zombie?

About Giordano Bassetti

Nato a Napoli nel 1982 è Laureato al DAMS di Roma. Nel 1995 ha intrapreso la carriera di attore ed è entrato a far parte della nota compagnia teatrale di Carlo Buccirosso. Nel 2008 ha diretto il cortometraggio dal titolo "Chissà come si divertivano"; nel 2009 "Il secchione" e nel 2010 "San Valentino". Ama scrivere ed ha pubblicato nel 2007 il libro "Queer tv".

2 Comments

  1. alessandra

    novembre 17, 2010 at 14:47

    analisi dettagliata e inecceplibile,per quanto riguarda la domanda finale…..beh bisognerebbe trovarsi nella situazione ma rispondendo in modo razionale…..morsa tua vita mea!

  2. Pingback: Dopo la prima. Falling skies, quando gli alieni hanno già detto tutto | LaNostraTv

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