Governo del Fare, Vieni via con me?

By on novembre 23, 2010
RAI: SAVIANO, LA 'NDRANGHETA AL NORD SI APPOGGIA SULLA LEGA

In democrazia il popolo è sovrano, in televisione il popolo è il più sovrano dei sovrani. E’ grazie al popolo, ai telespettatori italiani, che si sancisce un flop o un successo di una trasmissione tv. E’ il caso di “Vieni via con me”, osteggiata fin dal suo start: qualcuno avrebbe giurato che era la solita trasmissione di cultura (di sinistra), solita trasmissione “rossa” che avrebbe totalizzato 2/3 milioni di telespettatori, solita trasmissione che avrebbe stuzzicato i potenti non “facendosi sentire”, solita trasmissione silenziosa “tutto fumo e niente arrosto”, solita trasmissione da Rai3 (dove sono tutti comunisti, esclamerebbe “incazzato” il nostro Presidente del Consiglio). Non è il caso, però, di Vieni via con me (già analizzata nel nostro Blog da Diletta Innocenti Fagni, Giuseppe Calabrese e Luca Mastroianni).

I conduttori sono Fabio Fazio Roberto Saviano, celebre per aver scritto “Gomorra” (2 milioni e 250 mila copie vendute solo in Italia, per un totale di circa 10 milioni di copie vendute nel mondo) e per aver sacrificato la sua vita lottando contro la camorra. Saviano è un eroe perchè non ha paura di nessuno, non ha peli sulla lingua, non è un corrotto, non va a cena coi potenti, ama l’Italia e odia chi vuole “stuprarla”.

Ha bisogno dell’attenzione dei media affinchè l’attenzione su di lui non cali, e la camorra non possa agire, magari uccidendolo. La camorra, che è uscita allo scoperto grazie al best seller più venduto e apprezzato di tutti i tempi: Gomorra.

A “Vieni via con me” ospite anche Luca Zingaretti che ha letto “L’elenco dei motivi per cui con la cultura si mangia” (scritto da Andrea Camilleri, padre di “Montalbano”). Approfittando del suo “elenco”, volevo spezzare una lancia a favore dei nostri colleghi che lavorano nel mondo dello spettacolo, dell’Arte in generale: ci hanno tagliato il 40% dei Fus (Fabrizio Mallimaci nel suo articolo su Lanostratv.it scrive “Dai 408 milioni di euro del 2010 ai 262 milioni per il 2011. Non lasciate che tutto passi inosservato. Come dice Giulio Scarpati, ‘investire sulla cultura vuol dire investire sullo sviluppo del Paese'”), ci considerano un rottame, un peso di cui liberarsi al più presto. Non facciamo soldi, pesiamo all’economia. E’ indubbio altresì che c’è uno sperpero diffuso: finanziamenti stanziati non a registi promettenti, ma ai soliti “amici di..”. L’Arte non è un bene superfluo, l’Arte è sintomo di libertà, di progresso e di creatività. L’Arte è il futuro del nostro paese.

Un consiglio per tutti i nostri lettori: guardate questo video; si tratta di un interessante monologo CONTRO LA TELEVISIONE, interpretato da Antonio Landi (testi di Pier Paolo Pasolini, Diego Cugia e Antonio Landi).

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7 Comments

  1. diletta

    novembre 24, 2010 at 9:20:21

    Ben detto!! 🙂

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