Il no di Fazio e Saviano ai movimenti per la vita

By on novembre 26, 2010
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Non ci si stupisce più di fronte al clamore suscitato da Vieni via con me. Fabio Fazio e Roberto Saviano, infatti, sono diventati i Re dell’audience e la punta di diamante di Rai Tre. E con il successo si diventa protagonisti soprattutto quando si affrontano temi delicati e argomenti che possono suscitare facilmente il dibattito. Allora ecco che nascono le complicazioni.

L’ultimo “sacrilegio” commesso dai due “ragazzacci” è quello di aver preso posizione contro la richiesta del CdA Rai di ospitare in trasmissione le associazioni pro-vita dopo l’elenco letto da Beppino Englaro e il racconto di Saviano su Piergiorgio Welby. Un perentorio NO ha, infatti, bocciato l’ordine del giorno proposto dal consigliere Udc Rodolfo De Laurentiis per il diritto di replica dei movimenti contrari a eutanasia e aborto, e firmato con 7 voti a favore su 9 totali. Uno scacco al Cda Rai che non ha digerito affatto la scelta dei due conduttori e che è intenzionato a dare battaglia.

Ci sono due ragioni, hanno spiegato Fazio e Saviano, sostenuti anche  dagli autori del programma. “La ragione specifica: significherebbe avallare l’idea, inaccettabile, che la nostra trasmissione sia stata pro-morte, mentre abbiamo raccontato due storie di vita, sottolineando la pari dignità, di fronte alla prosecuzione artificiale della vita, di chi sceglie di accettarla e di chi sceglie di rifiutarla”. L’altra è basata sul principio. “Un programma di racconti, non ha la pretesa nè il dovere nè la presunzione di rappresentare tutte le opinioni.

Apriti cielo. L’opposizione del CdA si è spaccata, causando un’altra urgente riunione prevista oggi tra il direttore generale della Rai Mauro Masi e il direttore di Rai Tre Paolo Ruffini che tenteranno un possibile accordo. Intanto lo stesso Ruffini ha difeso Vieni via con me, sottolineando di non confonderlo con “un programma a favore della morte. Anche se ha sfidato in tv il tabù della morte, raccontando esperienze di vita. Sbaglia – ha concluso – chi contrappone una storia a un’altra, una esperienza ad un’altra. O equipara un’esperienza a una tesi politica e costruisce uno scontro ideologico fra dolori”.

Dove sta la ragione? Qual è la soluzione giusta da prendere? Un intervento delle associazioni per la vita a Vieni via con me risulterebbe probabilmente troppo strano e addirittura fuori luogo. E’ chiara la presa di posizione di Fazio & Co, e forse invitare qualcuno che contrasti così tanto con lo spirito del programma sarebbe un autogol. C’è anche da dire che i due consiglieri Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten avevano proposto un odg “secondo noi ancor più rispettoso delle sofferenze private di quelle famiglie che compiono altre scelte rispetto a situazioni così dolorose e drammatiche. Riteniamo che sia profondamente sbagliato utilizzare situazioni così delicate e difficili, come il tema della malattia, della vita e della morte, per costruire contrapposizioni ideologiche. E’ per questo che non abbiamo neppure voluto partecipare alla votazione”. Entrambi hanno infine sostenuto “che quanto avvenuto la settimana scorsa, cioè lasciare ogni valutazione alla direzione generale, alla direzione di rete e agli autori sarebbe dovuta essere anche oggi l’unica strada da seguire. Purtroppo non è stato così”.

Il caso è abbastanza scottante e la questione delicata. La piazza si divide, tra chi invoca la democrazia a tutti i costi e chi invece fa muro, insinuando l’intervento silenzioso della politica. Ma forse stavolta la scelta deve essere solo dei protagonisti

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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