Lilli Gruber e i suoi “attributi”

By on novembre 24, 2010

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Lunedì sera a Vieni via con me, dopo aver fatto l’elenco “delle cose che passano sul corpo delle donne”, il vicepresidente del Senato Emma Bonino ha chiosato, citando un famoso aforisma dell’anarchica Charlotte Wilson: “In generale, le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è così difficile!”. Le parole della Bonino, tanto valide quanto mai abbastanza valorizzate, sono in significativa consonanza con alcune delle riflessioni che Maria Luisa Busi, nel ruolo inconsueto di intervistata, ha condiviso con Daria Bignardi e gli spettatori de Le Invasioni Barbariche appena Venerdì scorso. L’ex conduttrice del TG1 ha sostenuto che, in ambito televisivo, specialmente in Rai, molte carriere femminili siano soltanto “di facciata”, e che sia frequente “una tendenza femminile a prendere il peggio dei percorsi maschili”.

Nel mare magnum della televisione italiana, tra le cui onde il giornalismo annaspa e la cronaca va direttamente alla deriva, esistono ancora alcuni fari che, saldi, indicano il cammino. Il più luminoso tra questi, che non di rado sono donne di La7, è sicuramente costituito da Lilli (all’anagrafe Dietlinde) Gruber. Il caso della Gruber consente di approfondire sia lo spunto offertoci dall’elenco della Bonino sia le riflessioni di Maria Luisa Busi. Dal 2008 alla guida di Otto e mezzo, il programma di approfondimento ideato nel 2000 da Giuliano Ferrara, Lilli ha esordito in coppia con Federico Guiglia ? in conformità alla formula manifestamente ‘bipartisan’ che caratterizzava il programma in origine ? ma ormai da tempo è al timone da sola. I talk show, come la stessa Ritanna Armeni, storica conduttrice di Otto e mezzo assieme a Ferrara, ha dichiarato, dipendono dal carisma di chi li conduce e Lilli Gruber di carisma ne ha da vendere. Gli ascolti del programma sono infatti da primato. Il 19 novembre scorso “Otto e mezzo” stabilisce il suo record: 7,63% di average share con più di 2.100.000 spettatori, ed un picco di più di 2.600.000. Ma la media si mantiene costantemente alta: solo ieri gli ascolti sono del 4,80%, con più di 1.400.000 telespettatori ed un picco di 1.700.000. In altre parole, Lilli è stata capace, da sola, di fare quello che a due giornalisti insieme non era riuscito e per giunta di farlo meglio, associando all’innegabile professionalità anche l’accattivante piglio da donna intelligente non meno che attraente.

La carriera delle Gruber è sempre stata, del resto, all’insegna della sfida e del coinvolgimento in prima persona: dopo la gavetta a TeleBolzano e presso alcuni quotidiani locali, la giovane Lilli approda in Rai, prima al TgR di Bolzano, poi al Tg2 ed infine alla guida del Tg1 delle 20, posizione che ne consacra l’immagine di donna dalla forte personalità (complice anche il suo particolarissimo modo di condurre quasi di tre quarti, con la spalla ed il braccio destro protesi in avanti verso la telecamera). Nel 2004 interrompe la carriera giornalistica, che l’ha resa lucida testimone di avvenimenti cruciali per la storia del nostro continente e mondiale, e si candida al Parlamento Europeo. Nel 2008 abbandona l’avventura politica per tornare al suo mestiere, che, proprio dal Settembre di quell’anno, torna a svolgere con grande buon senso ed equilibrio davanti alle telecamere di La7. Quali che siano le ragioni del suo percorso politico (che naturalmente esorbitano dai nostri interessi), è innegabile che Lilli Gruber abbia fatto e continui a fare una carriera degna del suo coraggio e della sua preparazione giornalistica; il che, di questi tempi, fa di lei una rarità nel panorama del giornalismo ? o presunto tale ? italiano e la rende un esempio per quante vogliano credere che un’inversione di marcia di quella “tendenza femminile a prendere il peggio dei percorsi maschili” sia ancora possibile.

About Francesco Ripa

Nato ad Ancona nel 1982, è dottorando di ricerca in Italianistica a Roma. Si definisce quasi un ‘anfibio culturale’: è attore professionista, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e alla Nuct di Cinecittà, ed ha recitato in cortometraggi, spot e fiction televisive; ma allo stesso tempo ama la scrittura e la letteratura. Ha pubblicato anche su alcune riviste letterarie. Scrivere di televisione rappresenta per lui una felice ‘quadratura del cerchio’ della sua personalità professionale.

2 Comments

  1. Maurizio

    aprile 25, 2011 at 06:50

    Ma quali atttributi e professionalità della Gruber??? Se non avesse l’auricolare nell’orecchio con una persona che le dice cosa deve chiedere e come, non saprebbe che domande fare!!! Questa secondo voi si chiama professionalità?

  2. Pingback: La7: da lunedì torna Otto e mezzo con Lilli Gruber | LaNostraTv

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