Maria De Filippi: diavolo e acqua santa

By on novembre 15, 2010

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Se non sei particolarmente appariscente, se hai una voce che sembra un incrocio tra un radiogiornale anni ’30 e il grillo parlante Clementoni, se sei molto garbata, ma non brilli per umorismo e naturale scioltezza, tutto parrebbe destinarti ad una vita, dignitosissima, da impiegata al catasto. Ma se sei tutto questo e ti chiami Maria De Filippi il tuo destino è radiosamente diverso.

In quasi venti anni di militanza tra le schiere Mediaset, l’algida laureata con lode dell’Oltrepò pavese ha conquistato ogni genere di riconoscimento, ha scritto, prodotto e condotto trasmissioni tra le più svariate, dalla seduta ‘in stile alcolisti anonimi’ dello storico Amici ad Italia’s got Talent (Corrida versione updated). In una penuria così evidente di sex appeal, di presenza scenica, di gusto nel vestire, della Maria degli esordi non poteva che spiccare immediatamente l’intelligenza, la sfumata sensibilità: ai tempi di Amici le nostre nonne l’hanno promossa perché mortificava il suo corpo atletico sotto tailleur tagliati con la sega elettrica e infieriva sui suoi capelli con acconciature copiate a Annie Lennox; le nostre mamme l’hanno promossa perché all’ora di pranzo del sabato, di fronte al loro sorriso compiaciuto, ci faceva riflettere sui problemi degli adolescenti, mettendo a pubblico ludibrio ogni volta un caso umano diverso; noi l’abbiamo promossa perché le decine di ragazzi che si pronunciavano sulle sorti dei malcapitati di turno erano ragazzi come noi, e come noi desiderosi di esprimersi, quasi sempre a sproposito.

Ma in fondo, dietro l’impeccabile educazione, dietro la tenerezza e la comprensione profuse di fronte alle tristi sorti del giovane tossicodipendente (Amici prima maniera), della coppia in crisi (Uomini e Donne prima maniera), della goffa nonnetta che cerca l’amore perduto in Argentina (C’è posta per te), del giovane talentuoso un po’ asociale (Amici di Maria) non ci sarà anche un pizzico di calcolo? La risposta, va da sé, è affermativa. Le lacrime, in tv, prima di cadere a terra, si sono già trasformate in euro.

La carriera di Miss Mediaset potrebbe essere suddivisa sostanzialmente in due fasi. Il primo periodo, quello che potremmo definire “sociologico”, raggruppa i programmi appena citati e puntava sullo spirito di solidarietà dello spettatore medio(-basso), quello che si immedesima in un nanosecondo in ogni disgrazia possibile, dalla rottura di un’unghia appena ricostruita dall’estetista fino alla morte di un caro; attualmente le funzioni di questa linea “editoriale”, che è servita a conquistarsi l’accettazione pressoché incondizionata dello spettatore, a “fidelizzarlo”, sono affidate allo show del sabato C’è posta per te. La seconda fase è invece più tristemente post-moderna, è quella che potremmo denominare “esisti solo se hai un fan club su internet” ed è l’inveramento deteriore di quanto Andy Warhol andava sostenendo alcune decadi fa. A questo gruppo appartengono Uomini e Donne, da quando ha assunto la struttura trono e corteggio impazzito, Amici di Maria de Filippi, Italia’s got Talent e anche lo sfortunato (per fortuna nostra, ndr) Unan1mous. Maria è fan dei reality, non lo ha mai negato. La cosa che invece non sembra essere chiara allo stesso modo è la ragion d’essere di questi suoi programmi, che si reggono tutti dietro una qualche ambiguità, diversa per ciascuno. Prendiamo i casi salienti: Uomini e Donne, Amici e Italia’s got talent.

Uomini e Donne, un’arena nella quale galline su tacco 12 e polli da batteria depilati si scannano senza sapere bene nemmeno loro il perché, ufficialmente è un programma dove si cerca l’Ammmore (con tre m e A maiuscola, ndr). Del resto, quale pretesto migliore dell’amore per nascondere l’accorto (e divertente, è innegabile) sfruttamento di persone che, nella maggioranza dei casi, misurano la propria autostima sulla base di quanti amici hanno su Facebook? Più che tronisti non sarebbe il caso di chiamarli pedine?

Amici di Maria de Filippi ha, invece, velleità anche più nobili: non è un programma, è proprio una Scuola, dove si suda, si fanno esami di sbarramento, da qualche giorno si impartiscono addirittura lezioni di Divina Commedia (che poi ad impartirle sia il ragazzo che fa ripetizioni al figlio della de Filippi poco importa, ndr), ma soprattutto si premia il talento. Non c’è qualcosa di diabolico in questa retorica meritocratica d’accatto? Quantomeno viene da chiederselo, perché è evidente e anche giusto che, in un programma televisivo in tutta regola (e benissimo confezionato) come Amici, venga premiato chi produce ascolti, chi crea scontri, contraddizioni, non certo chi è bravo soltanto. Spacciarla per una Scuola come qualunque altra rischia di essere un pericoloso inganno, ai danni di un’intera generazione.

Italia’s got talent, format estero riciclato nel Bel Paese non troppo felicemente, ma immancabilmente premiato dagli ascolti, unisce in sé il bene e il male, quasi fosse un coagulo mediatico dei nostri pregi e difetti e anche della multiforme maniera in cui l’ingegno dell’eminenza grigia de Filippi ha saputo addomesticare il nostro gusto: di fronte a tre giudici male assortiti, Maria la clemente, Gerry il compagnone, Rudy l’acidello, va in scena qualunque cosa, dai latrati dell’imitatore della Val Topina al canto melodioso della reietta che aspettava solo l’occasione della  vita. Il programma appaga in un colpo tutte le nostre esigenze: possiamo deridere ferocemente “l’uomo senza qualità”, possiamo immedesimarci nel giovane intraprendente e originale e possiamo solidarizzare con il nerd pieno di talento. Meschinità, desiderio di apparire, buonismo: nessuno dei nostri peggiori difetti resta inappagato.

Ora, in un panorama come questo, viene da chiedersi: chi è Maria de Filippi? Una fatina padana scesa a Roma per accoglierci nel suo abbraccio materno o una specie di strega di Hansel e Gretel che ci affoga di cibo per poi di noi cibarsi? A voi la sentenza…

About Francesco Ripa

Nato ad Ancona nel 1982, è dottorando di ricerca in Italianistica a Roma. Si definisce quasi un ‘anfibio culturale’: è attore professionista, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e alla Nuct di Cinecittà, ed ha recitato in cortometraggi, spot e fiction televisive; ma allo stesso tempo ama la scrittura e la letteratura. Ha pubblicato anche su alcune riviste letterarie. Scrivere di televisione rappresenta per lui una felice ‘quadratura del cerchio’ della sua personalità professionale.

3 Comments

  1. turculet georgiana-catalina

    dicembre 5, 2010 at 11:54

    sei la piu grande e brava persona de la tv ti adoro e sei la mia preferita di tuto questo tv di oggi vorrei tanto che un giorno diventasi comme te di testa perche no mi piace aparire in tv non e per me,sei una persona tropo inteligente per questi tempi,mi scuzi si non o scrito bene ma non sono italiana.UN BACIO TI ADORO RIMANI COSI NON CAMBIARE MAI.

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