Maroni Vs Saviano. Chi vincerà? L’audience!

By on novembre 20, 2010

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E’ di ieri sera la notizia che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni sarà ospite del programma di Rai 3 Vieni via con me”, condotto dall’atipica coppia di presentatori Fazio-Saviano. Dopo notevoli pressioni e richieste da parte del Ministro, il Direttore di Rai 3 Paolo Ruffini ha accettato l’autoinvito di Maroni al programma, concedendo al pubblico televisivo italiano una sfida a due, da conquista al titolo dei pesi massimi. Maroni, in attesa dello scontro mediatico con il suo accusatore, fa piatto pieno di apparizioni televisive: “Matrix” mercoledì, “Porta a Porta” giovedì, “L’ultima Parola” venerdì, In mezz’ora” domenica. Cosa ha dunque scatenato l’ira del Ministro dell’Interno nei confronti dello scrittore di “Gomorra”?

Ormai nota è la pesante accusa di Saviano nei confronti della Lega Nord, di cui Maroni è uno dei massimi esponenti, incriminata di “Interloquire” con la ‘Ndrangheta nella Regione Lombardia. Maroni non accetta gli attacchi e risponde con l’arresto immediato del Super Latitante camorrista Iovine, aggiungendo il ventottesimo elemento alla lista dei trenta latitanti più pericolosi. Arresto che segna, quindi, un momento storico fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. Un ping-pong iniziato a Vieni via con me”, proseguito a Matrix, passato per i vari quotidiani nazionali e non ancora terminato, anzi in attesa dello scontro finale. Al di là delle accuse, della ragione o del torto, qual è la chiave dell’enorme successo ottenuto dalla trasmissione Vieni via con me e dello scrittore Saviano? Tutti ne hanno parlato, sono stati più di 9 milioni i telespettatori del programma “Fac-Culturale di Rai 3.

Un nuovo fenomeno mediatico o un nuovo consumatore stanco di vedere venti “Matti” chiusi in una casa (Grande Fratello, ndr)? I motivi di questo successo possono essere molteplici e sicuramente legati alla creazione di una cerimonia rituale che è riuscita a riunire giovani, che hanno gran bisogno di costruire legami che vanno al di là della comunità e che, quindi, trovano in questa trasmissione un punto di aggregazione sociale; legati a una forma di protesta passiva che contemporaneamente mette nel giusto , insieme a molti altri, chi vede quel programma, riunendo coloro che vogliono protestare contro il sistema. Un fenomeno che riunisce chi vuol sentirsi coinvolto nella vita sociale del paese e non può non aver visto “Vieni via con me“. Senza dimenticare un piccolo pubblico di centro-destra sicuramente incuriosito dalla trasmissione. Un successo figlio di pesanti accuse, di tesi non documentate, di storie che parlano di ‘Ndrangheta e sfruttano l’eco mediatico di questa parola e di questo “Cancro nazionale” a favore della spettacolarizzazione e dell’audience. Vero o falso, sta di fatto che il servizio pubblico ha trasformato un programma di intrattenimento culturale in una tribuna politica, dove riunire tutti gli anti-berlusconiani d’Italia.

Politicizzare in tal modo un evento, rende distorta l’opinione di ciascun fruitore,  uccide la democrazia e il pluralismo, avvalla il fanatismo e la propaganda politica, a scapito della correttezza d’informazione e della regolarità del contraddittorio. Tanto che la presenza di Fini e Bersani, entrambi anti-governativi, non fa che pendere la bilancia a favore delle tesi del presentatore. Non stiamo qui a giudicare se le tesi di Saviano siano giuste o sbagliate, per quanto alcune celano scoperte a dir poco scontate. Non stiamo qui a parlare di politica, di destra o di sinistra.

Siamo qui a parlare di un servizio pubblico nazionale che utilizza il mezzo della propaganda politica per attirare a se milioni e milioni di telespettatori. Che Rai 3 fosse politicizzata ai massimi livelli era ben noto, ma se da un lato abbiamo il dovere professionale di congratularci con i presentatori e lo Staff per i risultati “commerciali” raggiunti, dall’altro non possiamo che domandarci se è davvero giusto accettare la legge per la quale “Il fine giustifica i mezzi”. A maggior ragione se non parliamo di ballerini, cantanti, attori, giochi a premi e vallette, ma di Mafia. Ora, il contagio comunicativo e l’effetto passaparola faranno il proprio corso e, in questo gioco di numeri, non mi sorprenderebbe affatto che il prossimo passo sarà quota  “10”… più sei zeri. I love Italy!

About Giuseppe Calabrese

Nato a Reggio Calabria nel 1982, si laurea a Roma presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e coltiva una grande passione: lo spettacolo. Lavora nel settore ormai da 15 anni, da attore e musical performer a esperto di casting e giovane autore televisivo. Inizia il proprio percorso con il conduttore e giornalista Rai Igor Righetti, con il quale collabora per la trasmissione "Il Comunicattivo" di Radio1 Rai. Ottenuto un Master in Comunicazione, riesce a entrare nello staff del "Grande Fratello 9" come consulente redazionale. Con la società Vivi la Vita Srl, partner Mediaset, si occupa di casting per molteplici produzioni Mediaset: Sarabanda, Il Colore dei Soldi, Quarto Grado, La Corrida, Trasformat, Telepromozioni Mediaset e Forum come assistente al casting; senza dimenticare lo scouting per le più importanti produzioni Mediaset e la creazione di nuovi format radiotelevisivi. Il futuro? Non resta che "Scriverlo".

6 Comments

  1. diletta

    novembre 21, 2010 at 00:09

    Come c’e’ nella tv del servizio pubblico vespa e minzolini, perche non ci puo’ essere saviano e santoro? Ognuno e’ libero di guardare cosa gli interessa. Il telecomando e ancor più la nuova tv digitale serve proprio a questo. Si puo’ scegliere cosa vedere. Se 9 milioni e più di telespettatori lunedì hanno guardato vieni via con me, e’ perche erano interessati a farlo, di destra o sinistra che fossero. Nessuno ha puntato loro una pistola affinche Rai3 arrivasse a ottenere un picco di più del 40% di share. La gente puo’ condividere o no quello che saviano dice (il fatto che poi non sia documentato e’ da vedere). Di qualunque programma si tratti,il telespettatore, spenta la tv, trae le proprie conclusioni e si fa le proprie idee. Questa e’ democrazia.

  2. diletta

    novembre 21, 2010 at 01:37

    Inoltre, permettimi di dire, che non si risponde alle polemiche catturando un latitante. Iovine era ricercato da 14 anni, credo poco al caso dell’arresto proprio 3 giorni dopo la seconda puntata che aveva visto protagonista le accuse contro lega nord. Poi se attaccare un partito il cui espomente e’ il ministro degli interni e per dimostrare che lui il suo lavoro lo fa cattura il boss che aveva messo la taglia allo scrittore, ricercato da anni, beh, continuino agguerrite le accuse allora, magari migliora l’Italia!

  3. diletta

    novembre 21, 2010 at 01:47

    Ultimo pensiero poi chiudo 🙂 il merito della cattura va solo al lavoro e alle ricerche dei magistrati e delle forze dell’ordine. Inoltro un commento che ho letto e che condivido in pieno: “se prendono un latitante e’ merito del ministro maroni se cadono i monumenti non è colpa del ministro bondi”.

  4. Giuseppe Calabrese

    novembre 21, 2010 at 02:49

    Carissima Diletta, vorrei intervenire su alcuni tuoi commenti…legittimi.

    Prima di iniziare, però, vorrei precisare che non facciamo politica qui ma argomentiamo intorno all’accettazione o meno di questo tipo di conduzione televisiva, sopratutto se riferita a un programma dichiaratamente “NON” politico, anzi culturale.

    1° Hai fatto benissimo a nominare Santoro, già perchè in “Annozero” è garantita sempre la presenza della controparte che rende, pertanto, possibile il contraddittorio. Purtroppo, ciò non è avvenuto a “Vieni via con me”. La presenza di Bersani e Fini, era palesemente votata a inclinare il dibattito verso una precisa posizione politica.
    La tv pubblica deve, ancor più di quella privata, garantire trasparenza e pluralismo…badando meno all’audience e ai suoi giochi.

    2° In Democrazia non viene lasciata la possibilità ai mezzi di comunicazione di agire liberamente e senza controllo. Il telespettatore va tutelato: come non puoi permettere ai minori di assistere a determinati programmi; come esiste una regolamentazione in materia di comunicazione pubblicitaria soprattutto in tv; così non puoi fare informazione e cultura con accuse prive di documentazioni tangibili. Il telespettatore riceve informazioni e si fa un’idea anche in base a ciò che vede e percepisce, se ciò che che vede e sente è propaganda…beh lo dice la parola stessa. Dovresti studiare meglio gli effetti di un certo tipo di comunicazione sul pubblico.

    Se, per assurdo, mandassero in onda una delle varie e brutali esecuzioni capitali in USA, la guarderebbero minimo 30 milioni di Italiani. Sarebbe democratico?

    3° Non ho detto che Maroni ha arrestato Iovine e che lo ha fatto il giorno dopo per rispondere. E’ stata una risposta, fortunata e casuale, ma è stata una grande risposta.
    Il merito va all’azione dei magistrati, della polizia tutta e del Ministero della Difesa che supporta queste operazioni, che attua una politica di sensibilizzazione e prevenzione, che AGISCE ed è Presente sul territorio. Un Ministero che ha sequestrato milioni di beni mafiosi, poi destinati alla collettività. Fattelo dire da chi proviene da Reggio Calabria e sa cosa fa e cosa non fa lo Stato.

    4° Non volevo fare politica, non mi interessa di Bondi e di tutto il resto. Volevo solo fare una riflessione in merito a ciò che sia sia giusto o meno, pur di arrivare a un fine commerciale. Cara Diletta, ricorda sempre che Saviano guadagna per questo, riceve compensi per questo, si fa pubblicità con questo, pubblicherà altri libri con questo, deciderà il suo onorario con tutto questo.
    Non credere a tutto ciò che si dice, valuta tutto ciò che è informazione…Agenda Setting, questa sconosciuta.

    Per il resto, sono contento che il mio articolo ti abbia surriscaldato. E’ sempre bene avere un dibattito con persone intelligenti e capaci, aiuta a crescere.

  5. diletta

    novembre 21, 2010 at 09:50

    e che gira e rigira, si fa un favore a Berlusconi. L’Endemol, che produce il programma, e’ sua! 🙂

  6. Alfonso

    novembre 22, 2010 at 15:31

    Alla fine Berlusa ci guadagna sempre iihihihihihhi 🙂
    Però è assolutamente vero, Saviano, che non è per nulla presentatore, non ha rispettato la par-condicio. Ha sfruttato il mezzo tv per lanciare accuse, ha politicizzato un programma Rai e perchè? Per i soldi, perchè gli piace…

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