Ridi, ridi, che la mamma ha visto Gnocchi!

By on novembre 15, 2010

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L’ha visto tornare trionfante, da vero mattatore del tubo catodico, come ci aveva abituati. Irriverente come sempre, fastidioso, sorprendentemente agile – scatenandosi addirittura in qualche breve stacchetto – e anche un po’ vintage: è tornato Gene GnocchiOgni Domenica su Rai3, in seconda serata, per un totale di nove prime puntate – altre nove sono già in programmazione – Eugenio Ghiozzi, alias Gene Gnocchi, ripropone lo storico Almanacco del giorno dopo che, da metà degli anni settanta fino al 1992, andava in onda tutti i giorni su Rai1 alle 19.45.

Ma Gene non torna di certo con una veste innocua: al posto dell’oroscopo, del sole che tramonta a chissà quale ora e del proverbio della settimana, l’erre moscia più comica del palinsesto nostrano propone rubriche del tipo Lo sciopero della settimana, Purtroppo non è mai accaduto, Il paparazzo della settimana, La laurea honoris causa della settimana, L’ intervento chirurgico della settimana e così via. Non potevano mancare Il plastico della settimana e non ultimo, di grande attualità, L’escort della settimana. Una sola cosa rimane come allora: il Santo del giorno. Dimenticate però i nomi sui calendari, gli elogi secondo Gnocchi spettano a Lapo Elkann, Maurizio Gasparri e Lele Mora, con tanto di immaginetta alle spalle e biografia al passato remoto.

E poi ancora gli annunci della settimana, tipo che alla prova del cuoco cercano un aiuto cuoco, e il rito propiziatorio, come il bunga bunga, in origine rito di fertilità celebrato affinché gli dei intercedano e fulminino l’associazione nazionale dei magistratiRiferimenti attuali espressi con ironia pungente, avvertimenti indispensabili per la salute – casalinghe, state attente al ‘ferro-da-stiring’, hobby molto rischioso – per il tempo libero – concerto unico di Vuvuzuelas in do minore alla Scala, visto il taglio alla cultura – e per il futuro: i maya dicono che nel 2012 finirà il mondo, allora quali riscontri fiscali ci saranno?

Benvenuti agli ospiti ingiustificatidalla Maddalena Corvaglia a Selvaggia Lucarelli, lì per fare e dire niente, che si prestano bene ai punzecchiamenti del conduttore, che ambiscono nell’ardua impresa di assomigliare a Matilde Brandi o alla De Grenet. Ma soprattutto bentornato Gene e bentornata alla cara vecchia satira, accompagnata da quel flauto della sigla nostalgica che ricorda la televisione di anni fa, quando per far ridere di una comicità sana non si doveva aspettare una rubrica delle 23.35..

About Andrea Dispenza

Nato a Genova nel 1984, è amante del mondo della televisione. Laureato in Scienze della Comunicazione, ha lavorato in radio e come ballerino. Si definisce solare e dinamico. Da giovane si è trasferito a Milano, ha lavorato in Uffici Stampa e come pubblico tv. Dopo si è trasferito a Roma per lavorare come critico giornalista nel settore dello spettacolo. Infine è emigrato di nuovo a Milano per lavorare in una Redazione di Cultura, Eventi e Tempo libero. Il suo sogno è di scrivere un libro.

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