Sarah dei miracoli: quando la tv specula sulla tragedia

By on novembre 9, 2010

Ci sono eventi che, oltre a stravolgere la sensibilità comune e ad occupare per mesi le prime pagine dei giornali, hanno un fortissimo impatto mediatico tanto da ribaltare completamente “ogni ragion d’essere” di un palinsesto televisivo. Andando a ritroso nel tempo, l’evento storicamente più recente che ha catalizzato l’attenzione dei media e del mezzo tv in primis, è la vicenda dell’11 Settembre 2001, il crollo delle Torri Gemelle. Un evento di carattere internazionale che ha portato ogni emittente televisiva italiana e non, a stravolgere definitivamente il proprio palinsesto. Per un bisogno di informazione. Per essere sulla notizia. Cinicamente, anche per qualche punto di share in più visto che puntualmente c’era la gara a chi mostrava in esclusiva nuove immagini dell’accaduto. In questo caso, il giusto bisogno di informare, seppur esaltato dalla spettacolarizzazione caratteristica del mezzo, ha avuto il sopravvento sul mero intrattenimento. Stupisce poco, vista la drammaticità della vicenda, che in quel caso ogni trasmissione abbia cambiato la propria scaletta, trasformandosi per l’occasione in un Tg ad uso e consumo del telespettatore.

2001-2010. Sono passati 9 anni e puntualmente in televisione all’anniversario che ricorre, vengono dedicati speciali e non manca occasione di rimostrare quelle immagini. Un nuovo evento nel 2010 ha portato allo stravolgimento dei palinsesti televisivi. Questa volta un caso tutto italiano. Questa volta una vicenda di cronaca tinta di giallo. La piccola Sarah Scazzi è diventata malauguratamente l’antidoto all’ascolto facile. Il caso Avetrana (non ancora risolto) tiene banco in ogni trasmissione televisiva e in ogni talk che si rispetti. E l’ascolto sale e molto.

Tutto è partito con la trasmissione “Chi l’ha visto?” dove si è verificato un vero e proprio epilogo perché la madre della piccola Sarah ha appreso da Federica Sciarelli in diretta tv la notizia del ritrovamento del corpo della figlia, uccisa dallo zio reo confesso. Le critiche non sono di certo rimaste all’angolo. Tutti contro la trasmissione di Raitre e soprattutto contro la giornalista Sciarelli. La conduttrice, in realtà, ha gestito bene la situazione e in ogni caso avrebbe ricevuto critiche feroci per il suo comportamento; se non avesse svelato l’accaduto sarebbe venuta meno la sua “mission” di giornalista, mentre rivelando in diretta tv alla madre dell’accaduto è stata “accusata” da ogni fronte di speculare sulla vicenda, spettacolarizzandola. Non è colpa della Sciarelli. E’ colpa del sistema. Ci sono trasmissioni che parlando della vicenda di Sarah hanno visto raddoppiare i propri ascolti e altre che ancora oggi non mollano la presa e dedicano puntate su puntate sul caso.

Cosa non è stato fatto in tv? Plastici dell’abitazione della ragazza; ricostruzioni della vicenda con attori; supposizioni dall’opinionista di turno, dal sociologo, dal giornalista invitato per l’occasione. In una stagione in cui tiene banco l’omicidio più famoso della tv, non c’è spazio per gli eroini dei talent show. Soltanto le lacrime della gente comune a “C’è posta per te” riescono a tenere incollati ancora i telespettatori. Una magra stagione per l’intrattenimento..

About Giuseppe Marco

Autore, redattore, giornalista. In una parola "un creativo" della televisione. Si laurea in Scienze della Comunicazione. Al lavoro di analista tv, affianca la frequentazione del Master per autori tv e ha modo di studiare con E. Menduni e C. Freccero. Firma come autore due edizioni dell’Annuario della televisione e in seguito arriva l’esperienza con “Moltomedia”, il laboratorio creativo di Mediaset. Il suo “format crossmediale” viene selezionato dal team Mediaset come uno dei progetti vincitori e inizia il suo percorso di lavoro come autore, che porterà alla realizzazione di un prototipo del progetto. Attualmente lavora in trasmissioni televisive delle reti Mediaset.

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