Vieni via con me, se ne va.

By on novembre 30, 2010

Resto qui perché non credevo che tanta gente ci seguisse così”: Saviano termina alle 23.30 la quarta ed ultima puntata del programma record di ascolti, di polemiche, di critiche, che ha scosso l’Italia per 4 settimane. Polemiche che Fazio ha voluto chiudere a inizio puntata, leggendo l’elenco di alcune cose che ha imparato facendo questa trasmissione: “Ho imparato che la Rai è ancora un pezzo importante di questo Paese, anche se spesso dimentica di esserlo. Ho imparato che per molti “televisione pubblica” vuol dire che, siccome è di tutti, allora non si può dire niente. Ho imparato che per molti altri televisione di Stato vuol dire televisione dei partiti- e continuaho imparato che qualcuno si definisce pro-vita, come se ci fosse qualcuno pro-morte, ho imparato che ai racconti si può replicare solo con altri racconti. Chi non si è sentito rappresentato da questa trasmissione, può farne un’altra: e noi la guarderemo volentieri –concludendo– Ho imparato che tutti sapevano che la Ndrangheta è al Nord, ma se lo erano dimenticati. ”. I monologhi di Saviano sono dedicati alle attuali occupazioni studentesche che cercano di salvaguardare la Costituzione e alla terribile storia degli studenti coinvolti nel crollo della casa dello studente durante il terremoto a L’Aquila. Cosi scrive una ragazza su Twitter sugli interminabili secondi di silenzio che riproducevano il rumore delle scosse nello studio: “37 secondi per sentire con tutte le emozioni possibili l’angoscia che nessun TG è mai riuscito a comunicare su L’Aquila”.  La Procura ha stabilito che, già in fase di progettazione, c’erano stati errori nella costruzione e nei materiali usati. Una tragedia annunciata, commentata ironicamente ma anche in modo drammatico dalla coreografia ispirata alla cena di Trimalcione, realizzata da alcuni dei più importanti coreografi italiani: Michele Abbondanza, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Caterina Sagna e Roberto Castello.

Durante la puntata vengono ricordati Walter Tobagi, un giornalista assassinato a Milano nel 1980 dal terrorismo con un elenco letto dalla figlia e Enzo Biagi:Gli italiani campano soprattutto per quello che non dipende da loro: il sole, la bellezza dei luoghi, la bontà dei cibi e le opere d’arte che hanno ereditato e di cui non si curano molto. Eppure così com’è, ingiusta e anche crudele, l’Italia io la trovo insostituibile. Non è la migliore, ma è umana. Ha rispetto della vita. Chiesero alla moglie di Manzù perché le piacevano le sculture del marito. “Perché le fa lui”, disse. Mi piace l’Italia: perché mi ha fatto. Un saluto va anche a Mario Monicelli che, ieri sera, dall’ospedale di San Giovanni di Roma, ha deciso “di andare via”, suicidandosi.

Alle 22 fa il suo ingresso il premio Nobel per la letteratura Dario Fo con un intervento brillante, attuale, ironico sulle cose che ancora oggi Machiavelli avrebbe  da dire a chi governa il popolo italiano: “Durante le tue concioni ai sudditi, Signore, se ti serve, non ti far niuno scrupolo di mentire, ma quella menzogna, bada bene, bisogna che tu la vada ripetendo in tempo breve per due, tre, financo sette volte e più di modo che, al fine, nelli orecchi di chi ti ascolta il falso si sarà trasformato in una pura e inconfutabile verità – e conclude- Ma se tu, dopo aver assoggettato una città con suo territorio, venissi a scoprire che quello populo che ci abita da sempre è stato uso a governarsi da sè solo, con proprie leggi liberamente decretate e podestà e gestori di governo eletti coi rituali comuni alla democrazia, non soffermarti a volerla governare quella gente: prosegui lungi da quella popolazione imperocché altrimenti te ne verrebbe gran danno.  Se poi tu, al di fuor d’ogni ragione o consiglio, vorrai tener soggetta  sotto dominio quella città e territorio, ti sarà soluzione unica che tu procuri di ruinare, di occidere dentro quelle mura ogni uomo e femmina… occidi anco i figlioli loro senza arrestarti dinnanzi agli infanti, e occidi anche quelli ancor non nati, chiocciolati nello ventre de loro madri… poiché il sapore di libertà alberga già in quelle picciole menti da che han vita, e nascono con quella volontà d’esser liberi, fissata a tal punto che sempre, in ogni momento si getteranno in forsennati tumulti contro di te per rifarsela propria, quella libertà… ad ogni condizione.”

Segue l’intervento della giornalista e conduttrice di Report Marina Gabanelli che elenca le cause contro di Lei. Tra cause civili e penali la somma dei “danni” ammonta a ben 251 milioni di euro! Entrano in scena Don Ciotti e il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso per parlare di legalità. Il Magistrato elenca le cose di cui ha bisogno per combattere la mafia: “Ho bisogno che la lotta alla mafia sia posta tra le priorità nel programma di qualsiasi partito e che le leggi per contrastarla ricevano voto unanime. Ho bisogno di conoscere tutti i segreti della mafia, i suoi progetti criminali, le sue strutture, i suoi traffici, le sue relazioni esterne attraverso pentiti e testimoni di giustizia, che vanno incentivati, e attraverso le intercettazioni, che, nel rispetto della privacy, del segreto investigativo e senza imporre bavagli all’informazione, non vanno limitate. Non ho bisogno per combattere la mafia dell’annunciata riforma della giustizia, almeno di quella che propone la separazione delle carriere, un Consiglio Superiore della magistratura solo per il pubblico ministero, l’appellabilità delle sentenze solo da parte del condannato, leggi ad personam, termini iugulatori per le varie fasi processuali che portano all’impunità degli imputati. Ho bisogno di quei magistrati che, come me, dinanzi alle bare rivestite del tricolore, dei berretti degli agenti di scorta e delle toghe dei magistrati Falcone e Borsellino, giurarono che la loro morte non sarebbe stata vana e che per questa Italia unita, al Nord come al Sud, sono pronti a dare la vita”.

Immancabili i momenti comici con l’intervento di Paolo RossiAnche io sono un nano e..non tutti i nani vengono per nuocere!” e di Antonio Cornacchine che legge, divertito, le migliori battute di Silvio Berlusconi. “La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro. Ruby? Sono una persona di cuore e aiuto chi ha bisogno. Sono incapace di dire no. Per fortuna sono un uomo e non una donna. Meglio amare le belle ragazze che essere gay. No, non ho parlato di pena di morte con i leader cinesi. D’altra parte bisogna pensare al rapporto col numero degli abitanti. I cinesi sono talmente tanti! Ha detto di Bossi: Giuda, traditore, pataccaro. Ha detto di Prodi: è un gran bugiardo, pericoloso per tutti noi. Ha detto della Bindi: è più bella che intelligente. Ha detto dei giudici: ci sono toghe che sono come la banda della Uno bianca. Per votare centrosinistra bisogna essere coglioni.”

Ancora gli spazi musicali di Francesco De Gregori con  W l’Italia, Elio e le storie tese con  un’attuale, se pur datata 1996, Italia sì Italia no, ed infine l’amara canzone inedita di Daniele Silvestri , Precario il mondo.

Le note del musicista Stefano Bollani chiudono il sipario del programma-denuncia che ha voluto far luce sulle grandi problematiche dell’Italia spesso taciute, con un innovativo format fatto di elenchi, sobrio e semplice , che ha mirato solo a far riflettere senza urli, grida e squamazzi da finto processo tv. Una trasmissione che ha fatto discutere, che ha acceso polemiche, che ha ammaliato milioni di telespettatori, che è riuscita a sconfiggere, anche solo per un mese, la tv spazzatura dei reality show, che ha conquistato di nuovo il record della serata sfiorando il 30% di share (contro il 19.45% del GF11, ndr), che ha superato i 200.000 fan sulla pagina ufficiale di Facebook, che è diventata il nuovo fenomeno mediatico.

Saviano e Fazio ringraziano pubblico, ospiti intervenuti perlopiù gratuitamente, il direttore di RaiTre Ruffini, chi ha aiutato la trasmissione ma anche chi non l’ha fatto perché “l’ha resa ancora più bella”, e ancora un ringraziamento alla scorta dello scrittore che spera, un giorno, di poter tornare a Napoli.

“Se una verità procura uno scandalo, meglio accettare lo scandalo che abbandonare la verità”. (Gregorio Magno)

About Diletta Innocenti Fagni

Nata a Firenze nel 1988, si laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l'Università di Firenze. Ama il mondo dello spettacolo e dello sport. Collabora come giornalista e conduttrice in una tv locale. Twitter: @dilettaif

4 Comments

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  3. Xin

    gennaio 20, 2011 at 10:54

    Peccato spera che torna a tv prima possibile

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