Vieni via con me, tra consensi e polemiche

By on novembre 17, 2010
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Nonostante i complimenti da parte di Piersilvio Berlusconi alla Rai per l’ottimo risultato ottenuto in termini di share, inevitabile e prevista è stata l’ondata di polemica alla seguitissima seconda puntata di Vieni via con me. Ha scatenato l’ennesima bufera, in primis la Lega, offesa per essere stata accostata da Saviano alla ‘ndrangheta: “Sono indignato dalle parole infamanti- ha dichiarato Maroni –sono critiche animate da un evidente pregiudizio contro la Lega. Il Ministro degli Interni chiede alla Rai di poter replicare Lunedì prossimo, richiesta non accolta dal capo struttura di Rai Tre, Loris Mazzetti: Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si è sentito offeso, essendo un ministro ha la possibilità di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sarà la possibilità di replicare. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili, se lo abbiamo ingiuriato oppure offeso, che si rivolga direttamente alla magistratura”.

Anche Saviano risponde alle accuse: Non capisco di quali infamie parli Maroni. Lo invito a rivedere e riascoltare la puntata: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ‘ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia“.

Maroni non si vuole dare per vinto e in diretta a Radio Padania si sfoga: “Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità da parte della Rai, ho sentito che i Responsabili forse non mi consentiranno il diritto di replica a Saviano. Saremmo di fronte alla nuova inquisizione, dove un partito viene condannato senza possibilità di difendersi”.

Non basta, per ribadire bene il concetto, il Ministro scrive in una lettera inviata oggi al Presidente Rai Paolo Garimberti, ai componenti del Cda, al Direttore generale Mauro Masi, al Direttore di Rai Tre Paolo Ruffini, al Presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Sergio Zavoli, e ai presidenti di Camera e Senato:Come ministro dell’Interno, che combatte quotidianamente ogni forma di criminalità organizzata con assoluta determinazione, mi sento profondamente offeso da queste parole e chiedo pertanto di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsità nel corso della prossima puntata del programma”.

Difese per Saviano  da Leoluca Orlando dell’Idv: “Dal Ministro arriva un’intollerabile intimidazione ad uno scrittore che vive sotto scorta per la sua denuncia di tutte le mafie”. Dal Pd : “Da oggi Saviano è un simbolo non solo della lotta alla camorra ma anche della libertà di informazione. Noi non lo lasceremo mai solo”. Dal deputato Roberto Rao dell’Udc: “Lo scrittore ha denunciato una realtà già emersa da molte indagini e operazioni”.

Non finisce qui: non solo la politica si scalda provocata dalla realtà raccontata dallo scrittore napoletano. Scende in campo anche lAvvenire a fomentare l’ira funesta attorno al programma, con un articolo dedicato a “La Chiesa nel mirino che afferma: “L’unico bersaglio vero, tenacemente e persino violentemente cercato, è stato la Chiesa. Fatta passare per una realtà assurda che disonora i giusti, asseconda i potenti e i ladri, viola le coscienze e non vuole i poveri tra i piedi. La Chiesa evidentemente va bene, ma solo se la pensa come loro. I due «predicatori» Fazio e Saviano hanno trovato qualche prete vanitoso che si è prestato a fare in tv da scendiletto delle loro prediche squinternate e faziose (riferendosi a Don Andrea Gallo ,ndr). Senza mezzi termini l’editoriale critica gli interventi di Beppino Englaro e Mina Welby, interventi che mostravano l’immagine di un padre e una moglie che hanno lottato per la dignità di persone a loro care e contro l’accanimento terapeutico che lo stesso Welby rifiutava. Una morte che fu concessa a Papa Giovanni Paolo II e “nascosta” dalla Chiesa definendola “decorso naturale della malattia” (come racconta il saggio “La dolce morte di Karol Wojtyla” pressochè sconosciuto solo in Italia), ma che per Eluana si chiama solo “eutanasia”. Esequie religiose  che furono negate a Welby, ma celebrate –giustamente- per suicidi, addirittura per boss mafiosi, criminali, perché, come ricorda Saviano, “tutti meritano il perdono cristiano, un funerale cattolico”.

Ma le critiche continuano: “Lunedì Saviano dica ‘La vostra non è vita’ in faccia ai malati o ai loro familiari, ai loro amici” chiede Massimo Pandolfi, Presidente dell’Associazione “Inguaribile voglia di vivere”. Le polemiche non si placano, crescono di puntata in puntata facendo aumentare il numero di telespettatori che ogni Lunedì resta incollato al televisore. E sale sempre di più la curiosità attorno a un programma amato-odiato, che vanta però ascolti record.

Vieni via con me… bene o male, purché se ne parli!

About Diletta Innocenti Fagni

Nata a Firenze nel 1988, si laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l'Università di Firenze. Ama il mondo dello spettacolo e dello sport. Collabora come giornalista e conduttrice in una tv locale. Twitter: @dilettaif

5 Comments

  1. gennaro

    novembre 17, 2010 at 18:54

    Parla un leghista di “pregiudizio” contro la lega, credo che a pregiudizi verso gli altri non sono secondi a nessuno.
    Il voler replicare da parte di un Ministro della Repubblica, vuol dire che si è colpino nel segno.
    Si metta contro i criminali lasciasse le opinioni agli uomini liberi.
    Io chiedo le dimissioni immediate del Ministro, dell’Interno e dei Beni Culturali che con la loro permalosità ci hanno fatto capire la loro incapacità.

  2. gennaro

    novembre 17, 2010 at 18:58

    Parla un leghista di “pregiudizio” contro la lega, credo che a pregiudizi verso gli altri non siano secondi a nessuno.
    Il voler replicare da parte di un Ministro della Repubblica, vuol dire che si è colpito nel segno.
    Si metta contro i criminali, lasciasse le opinioni agli uomini liberi.
    Io chiedo le dimissioni immediate del Ministro, dell’Interno e dei Beni Culturali che con la loro permalosità ci hanno fatto capire la loro incapacità.

    • Gabriele Morelli

      novembre 17, 2010 at 19:34

      un vero genio … i ministri dovrebbero secondo te soltanto farsiinsultare da un romanziere qualsiasi senza nemmeno la possibilità di difendersi …. mai sentito parlare di democrazia ? evidentemente non o meglio c’è da aver paura del tuo conceto di democrzia

  3. Gabriele

    novembre 17, 2010 at 19:31

    Altra testimonianza della soltita arroganza dei sinistrati di ogni epoca, chi si sente stupdamente superiore moralmente, quando indagando a fondo risulta marcio dentro.
    Saviano è ormai insopportabile, bastino le parole di Bocca uno che i libri li ha scritti davvero, belli o brutti che siano: “Saviano è uno che recita… “

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