Crisi dell’intrattenimento televisivo. E’ l’ora della svolta?

By on dicembre 22, 2010

. I produttori televisivi, oltre a scartare i regali natalizi, dovranno fare i conti alla mano con la conclusione del primo periodo di garanzia e preparare nuova linfa vitale (si spera!) con l’inizio del nuovo anno e dei nuovi prodotti da presentare al pubblico (ormai sempre più stanco della solita minestra). Noi non potevamo non fare un bilancio di fine periodo di garanzia, concentrandoci soprattutto sul filone dell’intrattenimento che più che mai, da questa stagione, ha conosciuto un forte momento di crisi. Non si tratta di crisi di idee. Parlerei di mancanza di opportunità. Specie in un settore in continuo movimento come quello della tv con format che si consumano velocemente, non si può non operare ricerca e sperimentazione. Dovrebbero essere all’ordine del giorno. Si va avanti, invece, a riproporre di stagione in stagione sempre i soliti format (nella maggior parte dei casi acquistati in chissà quale paese del mondo, ndr) e si pensa che questa offerta stantia possa sempre andare bene al telespettatore. Escluso il caso “C’è posta per te“, tutti gli altri programmi (Rai e Mediaset) hanno visto dimezzarsi i loro numeri di share.

maria de filippiLo stesso “C’è posta per te“, c’è da dire che al Sabato non aveva nemmeno una grande concorrenza. Prima il game show “I soliti ignoti” che non è mai decollato nel Prime time (si pensava si portasse dietro il traino del grande successo che riscuote nella fascia dell’access Prime time) e poi le repliche di Don Matteo. Tracciando il bilancio, si può dire che è crisi del talent show. facchinettiE’ anche vero che “X Factor” non è mai veramente decollato (pur avendo il merito di aver sfornato spesso buoni talenti), ma a risentirne questa stagione è stato anche l’inossidabile “Amici” (prossimamente nella versione Speciale in prima serata con 9 puntate) che ha visto diminuire il seguito di pubblico nel day time, oltre che nello storico appuntamento del Sabato pomeriggio (risulta sempre leader negli ascolti, ma non tocca più i numeri delle passate edizioni).

Dopo che lo scorso anno “L’Isola dei Famosi”  (è stato confermato che tornerà prossimamente su Raidue, ndr) diede i primi segni di cedimento, lo stesso “Grande Fratello(complice una concorrenza spietata, passando dal programma evento “Vieni via con me” alla fiction di grido “Paura d’amare“), pur avendo una buona tenuta, non ha gli ascolti delle precedenti edizioni. L’intrattenimento che aveva conosciuto una rinascita grazie ai programmi con protagonisti i bambini, da questa stagione vede diminuire il suo pubblico. Complice la riproposizione della stessa tipologia di programmi nello stesso periodo, che non aiuta di certo il genere e danneggia ambedue le Produzioni.

io cantoParlo di “Ti lascio una canzone” e di “Io canto(programmi ideati entrambi da Roberto Cenci) che si sono visti diminuire il loro consueto seguito di pubblico. La Clerici, insediata prima da Gabriel Garko, anche in un secondo momento, pur conquistando la vittoria della serata, non ha toccato gli ascolti record delle precedenti edizioni. Gerry Scotti con “Io canto” chiude l’ultima puntata con successo, ma la media di share del programma è inferiore alle precedenti stagioni. Lo stesso genere amarcord ha risentito dell’effetto crisi e “I migliori anni” (questa volta abbinati anche alla Lotteria Italia), pur mantenendo il loro zoccolo duro, hanno visto decrescere il numero di telespettatori, complice anche lo scontro contro “Io canto” che si è accaparrato, la stessa sera della messa in onda, una nutrita fetta di pubblico del varietà condotto da Carlo Conti.

Siamo ad un momento di necessaria e doverosa svolta per il genere dell’intrattenimento televisivo, minato anche dalla costante offerta proveniente dalla pay tv. Dalla prossima stagione probabilmente (e me lo auguro!) la tv generalista sarà invasa da una ventata di novità, perchè non si può sempre e solo puntare sull’usato sicuro. Col tempo anche il pubblico si è stancato e sta incominciando a dire basta! Anzi, diciamo che lo ha già fatto?

About Giuseppe Marco

Autore, redattore, giornalista. In una parola "un creativo" della televisione. Si laurea in Scienze della Comunicazione. Al lavoro di analista tv, affianca la frequentazione del Master per autori tv e ha modo di studiare con E. Menduni e C. Freccero. Firma come autore due edizioni dell’Annuario della televisione e in seguito arriva l’esperienza con “Moltomedia”, il laboratorio creativo di Mediaset. Il suo “format crossmediale” viene selezionato dal team Mediaset come uno dei progetti vincitori e inizia il suo percorso di lavoro come autore, che porterà alla realizzazione di un prototipo del progetto. Attualmente lavora in trasmissioni televisive delle reti Mediaset.

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