I consigli per gli acquisti di Manuela Arcuri

By on dicembre 28, 2010
Labirinto femminile Alfonso Luigi Marra

text-align: center”>Il Labirinto femminile Alfonso Luigi Marra

Se addirittura Aldo Grasso, dalle pagine del Corriere della Sera, si è scomodato a dare un’articolata opinione in merito, evidentemente la pubblicità che vede Manuela Arcuri promuovere “Il labirinto femminile”, nuovo libro di Alfonso Luigi Marra, offre una certa dose di spunti di riflessione. Come? Non sapete chi è Alfonso Luigi Marra? Non preoccupatevi, la vostra è la meno colpevole tra le incoscienze protagoniste di questa storia. Dal momento che ho la certezza che l’avventura letteraria del bislacco duo non abbia rallegrato solo le mie giornate festive, ma anche quelle di molti altri telespettatori e internauti, vediamo di analizzare lo spot nelle sue componenti più interessanti, attraverso il prisma fornito dalla straordinaria interpretazione della Arcuri, novella promoter letteraria ‘from Latina con furore’.

La prima inquadratura vede l’attrice sfoderare una delle espressioni più riuscite della sua fulgida carriera; Manuela guarda in basso, assorta, inspiegabilmente preoccupata, ha in mano il suo cellulare e sembra aspettare da un momento all’altro una brutta notizia. Qualcosa ci dice che lo sguardo smarrito che si è dipinto sul suo volto è così credibile per la semplice ragione che non le hanno dato il ciak quando se lo aspettava e sta attendendo di essere riprogrammata. Ma noi non la ascoltiamo quella voce malevola, vogliamo credere in lei, nella sua sincera adesione ad un progetto editoriale di così ampio respiro: forse si è solo persa per un attimo nel suo labirinto. Passa un secondo ed un doppio improvviso bip rompe quel silenzio così carico, così drammatico, annunciando l’arrivo di un messaggio. Le sopracciglia corrucciate dell’attrice denunciano lo sforzo titanico profuso per mettere una lettera davanti all’altra e decifrare il contenuto dell’sms. “Pe’ ‘sti sceneggiadori istrutti ogni occasione è bbòna per mette in difficoltà la gggente”, starà pensando, povera Manuela. Ma il destino di sicuro è ancora più crudele: oltre che costringerla a leggere, probabilmente le stanno anche comunicando che, con la promozione dell’ultima fatica (sì, ce ne sono altre) dell’ex parlamentare europeo Marra, è riuscita in un gioco di prestigio da romanzo pirandelliano: perdere la credibilità professionale che non ha mai avuto. Manuela tuttavia è più forte del dolore, è temprata: ne è passata di acqua sotto ai ponti da quando imperversava sulle reti locali con la pubblicità porno-soft di un “anti-culcare” (sic!). Manuela ce l’ha fatta, è l’interprete incontrastata di quel filone di fiction dall’orrido binomio (retorico che manco una dittatura sudamericana) nel titolo: “L’onore e il rispetto”, “Il peccato e la vergogna” et similia. Con la consapevolezza di una così solida carriera all’attivo può quindi buttarsi tutto alle spalle e in un nanosecondo è già rivolta alla telecamera, sorridente, pronta per eseguire alla lettera l’unica indicazione di regia che ricorda.

Comincia la sponsorizzazione, che qui riporto per intero: “È il labirinto femminile, il nuovo libro di Alfonso Luigi Marra (la Arcuri pronuncia “Marna”, ndr), uno straordinario epistolario d’amore in sms tra Luisa, giovane avvocatessa, e Paolo, il titolare del grande studio legale in cui lavora. Un’opera per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta ed ha enormemente rallentato il cammino della civiltà. È bellissimo: chiedilo in edicola e in libreria”.

Il Labirinto femminile Alfonso Luigi Marra

Da notare che ad un tratto, nel bel mezzo dell’appassionato monologo, c’è un taglio di montaggio e l’inquadratura cambia, si fa più stretta. Che Manuela, tutta impegnata a ripristinare il cammino della civiltà interrotto dallo strateggismo, non abbia retto all’emozione di cantare il multiforme ingegno del Marra e abbiano dovuto tagliare la sua crisi di pianto? O forse è la visione del libro, che le si affianca nell’inquadratura con un sapiente effetto speciale, quasi volando come un libro di incantesimi di Hogwarts, ad averla turbata? Avrebbero dovuto pensarci, i tipografi: una copertina tanto ricercata ed elegante, sulla quale campeggia in bella posa il viso intelligente dello scrittore, ringiovanito di tipo 100 anni ed inserito in un ottagono rosa e nero simile ad un labirinto stilizzato (geniale, eh?), era predestinata ad indurre un’immediata sindrome di Stendhal anche in un osservatore accorto e navigato come Manuela. O forse, semplicemente, l’attrice è quasi soffocata, avendo consumato tutta la saliva disponibile proprio per pronunciare la ‘g’ di ‘strategggggismo sentimentale’. A proposito: ma lo sa Mr. ipse dixit Marra che ‘strategismo’ non è una parola italiana? Se Manuela promoter non fosse stata travolta dall’emozione di far parte della factory di quel genio, il quale l’ha voluta sin da subito per diffondere il suo verbo e si è scusato con lei per le polemiche degli “invidiosi” (Aldo Grasso che invidia Alfonso Luigi Marra: non fa una piega), sicuramente si sarebbe accorta di questa irrisoria svista lessicale e avrebbe provveduto a correggere lei stessa. Magari con strategggitudine. Ma non facciamo troppo gli intellettuali! Il progetto editoriale del ‘poeta laureato Marra’ non è mai stato elitario: Manuelona è la prima a suggerirci di correre ad accaparrarcelo in edicola, oltre che nelle librerie. Caso mai finisse.

Bellissima comunque, l’idea. Un epistolario in sms: geniale. La degna evoluzione degli epistolari ciceroniani, dei carteggi delle poetesse inglesi. Visto che però purtroppo la mia edicolante di fiducia, brutta spocchiosa antidemocratica, non ha acquistato il libro, ho provato a leggere in sequenza i messaggi del mio cellulare, per provare il brivido dell’epistolario 2010: “My wind, ti ho cercato alle 15.25 del 26/12”; “Ti va di andare a pattinare? C’è una pista in piazza…”; “Sono una miscela di sali e bicarbonato, per farli diventare sei bagni mi diceva la tizia che puoi tagliarli a metà…”; “È prigioniero, è prigioniero! (non chiedetemi cosa significasse: non ne ho idea, ndr)”. Non siete travolti dall’interesse? Se volete li trascrivo, piazzo il mio viso sulla prima pagina e chiedo al mio cane di scrivere il risvolto di copertina. Chissà che questa volta la mia edicolante non si convinca: la gente ama così tanto gli animali. Sarà che loro non fanno strateggismi.

About Francesco Ripa

Nato ad Ancona nel 1982, è dottorando di ricerca in Italianistica a Roma. Si definisce quasi un ‘anfibio culturale’: è attore professionista, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e alla Nuct di Cinecittà, ed ha recitato in cortometraggi, spot e fiction televisive; ma allo stesso tempo ama la scrittura e la letteratura. Ha pubblicato anche su alcune riviste letterarie. Scrivere di televisione rappresenta per lui una felice ‘quadratura del cerchio’ della sua personalità professionale.

9 Comments

  1. Strategggggista

    dicembre 29, 2010 at 01:40

    Ho riletto l’articolo tipo 5 volte…sto tentando di formulare un commento degno…ma inspiegabilmente non riesco….hai semplicemente superato te stesso.

  2. Pasquale

    dicembre 29, 2010 at 08:49

    Articoli del genere se ne trovano veramente pochi nel web… Direi eccezionale!
    Questo blog mi piace sempre di più 🙂

  3. senza_uri

    dicembre 29, 2010 at 09:55

    Una parafrasi tanto colta e attenta MARNA non se l’aspettava mica. Secondo me s’è commosso. Manu invece non ha capito. E la chiosa “È bellissimo” secondo me è il top, mi fa scendere quelle due lacrimucce d’imbarazzo.

    (Troppo divertente!)

  4. Strategggggista

    dicembre 29, 2010 at 10:09

    Secondo me il momento più avvincente e drammatico dello spot è quando Manu arriccia in modo sbarazzino il naso, un attimo prima di dire “è bellissimo” … è da questa complessità artistica che possiamo riconoscere il vero talento!

  5. Francesco

    dicembre 29, 2010 at 21:36

    Grazie ragazzi, lo sapevo di non essere l’unico a riderne!

  6. Giordano Bassetti

    gennaio 2, 2011 at 13:30

    “Qui ci troviamo di fronte a un piccolo diamante di coatteria, così brutto da sfiorare il sublime. Ci troviamo di fronte a un capolavoro assoluto e impossibile di bellezza e inespressività, un esempio involontario di kitsch, di camp e di trash, un brutto non intenzionale ma che poggia sul candore con cui è stato messo in opera l’artificio (sta poi alla malizia di ognuno capovolgerlo nel suo opposto)”.
    Aldo Grasso, corriere della sera

  7. confuso

    gennaio 2, 2011 at 21:41

    Doverosa premessa: l’articolo è delizioso e l’ho riletto un paio di volte: ammetto lo strategismo, mi piace sorridere da solo.
    Il fatto però è che sono un po’ confuso e che internet, quando serve, proprio non sa darti una mano.
    Ho ad esempio scoperto che Alfonso Luigi Marra (o Marna, secondo la pronuncia di Manuelona nostra che – di certo – segue regole di dizione a noi, semplici epigoni di Bruno Migliorini, del tutto ignote) è un avvocato cassazionista che ha tuttavia scritto “alcuni testi nei campi della psicanalisi (pur non essendo psicanalista)” (cit.: wikipedia. Lo so, non è il massimo delle fonti, ma oggi è pure domenica e la Public Library di New York era chiusa, accidenti).
    Ho poi scoperto poi che l’avv. Marra ha fondato l’associazione “fermiamo le banche e le tasse”, il cui principio-cardine è quello della lotta senza paura e senza quartiere (e non so senza cos’altro) al “crimine del signoraggio primario” (cit: marra.it) delle banche centrali, ma ho poi anche scoperto che la casa editrice che edita l’opera in questione non soltanto ha in catalogo appena due libri (guardacaso, i suoi) ma che ha anche sede (i casi della vita) proprio allo stesso indirizzo dello studio legale dell’avv. Marra, e che di questo ha anche lo stesso numero di fax (sarà mica un caso di signoraggio editoriale ?) (v. omogeneitas.it)
    Ho infine scoperto che l’autore de “il labirinto femminile” ha fondato il PAS (Partito di Azione per lo sviluppo), un partito “né di destra (…), né di sinistra (…) né di centro (…)” (cit: marra.it) , ma che poi l’on. Marra è stato europarlamentare nelle file di Forza Italia (un partito, piaccia o non piaccia, precisamente schierato).
    Ora, dopo tutte queste scoperte sono, dicevo, un po’ confuso e – persino- smarrito nel complesso labirinto del pensiero Marriano (stavolta due erre, per carità).
    Confido nei suggerimenti di altre attrici di talento.

  8. Francesco

    gennaio 3, 2011 at 12:40

    Grazie Giordano per la postilla!
    Non c’è che dire: è stato davvero liberatorio leggere il tuo commento, Confuso! Primo: perché mi ero astenuto dal dare troppe informazioni sulla ‘originale’ storia professionale e politica del Marra, ma l’avevo fatto con grande dispiacere; secondo: perché vedere Migliorini citato in questo contesto ha tutti i connotati di un’esperienza sublime ed ho assolutamente goduto; terzo: perché il tuo commento è delizioso quanto e più del mio articolo (ammesso che il mio articolo lo sia davvero). Torna presto!

  9. Pingback: Il falso mito di Ruby Rubacuori. Donne, politica e un mondo di luci e ombre | Lanostratv.it

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *