“In tv non ci vado”: Carlo Buccirosso in esclusiva per noi.

By on dicembre 18, 2010
carlo buccirosso

Carlo Buccirosso è un attore insolito. Ha interpretato decine di film e fiction di successo (dall’Amico del cuore a Un mondo di ladri), ha vinto un Ciak d’oro e una nomination ai David di Donatello (per la sua interpretazione di Cirino Pomicino nel Divo, ndr), i suoi spettacoli teatrali, di cui è autore, regista e protagonista, fanno il tutto esaurito ogni sera, eppure non lo si vede mai in tv. Le sue apparizioni come ospite si contano sulle dita di una mano e rilascia interviste con molta parsimonia. Siamo entrati nel suo camerino per farci raccontare il suo rapporto con i media e abbiamo scoperto che Carlo Buccirosso di cose da dire ne ha tante, dalla mancata partecipazione alle commedie di Eduardo (riprese da Ranieri), alla possibilità di scrivere per il cinema. Fino a candidarsi per il Festival di Sanremo 2012..

Carlo, Lanostratv.it è un Blog televisivo, ma tu non sembri avere un buon rapporto con il tubo catodico: come mai?

Non mi piace l’idea di dover andare in tv per promuovere un mio spettacolo teatrale, soprattutto perché poi nella maggior parte dei talk show si comincia a parlare di tutt’altro, sperando magari di far scattare una polemica e finendo per mettere da parte lo spettacolo. Prostituirmi per racimolare notorietà è una cosa che non rientra nei miei interessi.

Quindi nel tuo futuro vedi solo teatro?

Assolutamente sì. In passato ho avuto parecchie proposte ma non sono uno che accetta, pur di lavorare. E a lungo andare il fatto di non dire sempre sì, ti penalizza. Pensa che al momento sono addirittura sprovvisto di manager.

A proposito di rifiuti, è vero che Massimo Ranieri ti voleva fortemente per una delle sue commedie di Eduardo riprese in tv?

Sì, è vero. Era già tutto stabilito, ruolo che avrei interpretato e anche la commedia. Poi hanno cambiato il periodo di lavorazione per ben 2 volte senza neanche preoccuparsi dei miei impegni. Mi hanno cambiato anche il personaggio e ho pensato bene di non farlo più. Poco male, è un operazione che non mi interessa: togliere il napoletano alle commedie di Eduardo è come spersonalizzarlo, non ne vedo il motivo e poi mi sembra che abbiano scelto una linea interpretativa poco moderna.

Il tuo ultimo spettacolo si intitola “Il Miracolo di Don Ciccillo” (in scena a Napoli al Teatro Delle Palme per tutto il periodo natalizio e poi a Roma al Teatro Sala Umberto dal 15 febbraio al 6 Marzo 2011). Soprattutto nella seconda parte è pervaso da un’ atmosfera molto cinematografica: se proponessero a te di farne una trasposizione televisiva?

Televisiva non credo,  è un mezzo che non mi interessa perché dominato solo dal principio degli ascolti e della pubblicità. Però al cinema lo farei. “Il miracolo di Don Ciccillo” è un noir comico molto attuale dove si parla di tutto, dall’ equitalia alle tragedie familiari che ormai sono all’ordine del giorno. Insomma c’è molta azione e ritmo già in Teatro, figuriamoci al Cinema!

I tuoi spettacoli fanno sempre il tutto esaurito: ma allora non è vero che c’è crisi?

No, la crisi c’è ma non è solo di pubblico. Innanzitutto, i circuiti teatrali sono bloccati e fanno lavorare sempre le stesse compagnie. E poi nessuno scrive più di Teatro. Tutti gli sceneggiatori si occupano di Cinema e qualche volta di tv, ma testi nuovi teatrali non ce ne sono. Le buone compagnie e i bravi attori sono pochissimi e rifanno sempre classici. Forse il mio successo sta proprio nello scrivere spettacoli nuovi che parlano di vita attuale.

Quali sono questi “pochissimi” Artisti che salvi?

In teatro i grandi che tutti conoscono:  Gabriele Lavia, Glauco Mauri. Però questi personaggi sono sempre al Nord, e al Sud non vengono mai. Come presentatore salvo il garbo di Gerry Scotti.

Molti Artisti di Teatro passano alla Tv: se te lo proponessero, accetteresti?

Me lo hanno già proposto più di una volta in Rai. Io ho sempre rifiutato perché non si possono fare tre cose insieme. Magari  potrei anche funzionare come presentatore, ma poi perderei di credibilità come Attore. Ognuno il suo mestiere.

E se fosse un evento importante come il Festival di Sanremo?

Quello sì, lo farei e non avrei timore perché sarebbe un episodio isolato. Poi a me la Musica piace molto.

Ma ti stai candidando per il Festival di Sanremo 2012?

Sempre se non viene la fine del mondo…

About Giordano Bassetti

Nato a Napoli nel 1982 è Laureato al DAMS di Roma. Nel 1995 ha intrapreso la carriera di attore ed è entrato a far parte della nota compagnia teatrale di Carlo Buccirosso. Nel 2008 ha diretto il cortometraggio dal titolo "Chissà come si divertivano"; nel 2009 "Il secchione" e nel 2010 "San Valentino". Ama scrivere ed ha pubblicato nel 2007 il libro "Queer tv".

3 Comments

  1. carmen

    dicembre 18, 2010 at 16:25

    Beh Buccirosso non è certo uno che te la manda a dire…Personalmente ho assistito a varie sue commedie ed ogni volta mi hanno regalato nuove risate…Complimenti a tutta la compagnia di Carlo Buccirosso anche per il nuovo spettacolo.

  2. Carlo Miorelli

    dicembre 20, 2010 at 08:07

    A pelle ho sempre pensato che Carlo Buccirosso fosse una grande persona, poi dopo aver letto questa intervista e averlo visto abbracciare il suo cane, confermo che le mie sensazioni erano giuste. Ce ne fossero tante persone come Buccirosso. Non è retorica, questo mondo sarebbe bellissimo se ci fossero più persone come Carlo Buccirosso, ci sarebbe una più bella televisione, nella quale ci sarebbe lo stesso Buccirosso, e non ci sarebbero quegli spettacoli indecorosi, anzi spazzatura, targati Endemol e Maria De Filippi.

  3. Salvatore

    gennaio 7, 2011 at 15:50

    Carlo Buccirosso è uno dei pochi in giro degni di stima. Mi piacerebbe un giorno poter lavorare con lui. Vedrò il miracolo di don Ciccillo a Salerno, fra qualche settimana.

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