Interattività su Raiuno? Il “pubblico da casa” è ai minimi storici

By on dicembre 9, 2010

Interattività, multimedialità, convergenza. Termini impegnativi che rimandano sempre più chiaramente al mondo di Internet e che la televisione cerca in ogni modo di inglobare nel suo mondo, nei suoi programmi. Con l’avvento della tv digitale sembrava che ad essere facilitata fosse proprio l’interattività. Questo non è ancora accaduto. Una molteplicità di canali gratuiti e una scelta maggiore da parte del pubblico, ma il livello di interattività ad oggi raggiunto è scarso. Bisogna cercare un’idea televisiva che sia abbastanza semplice da essere compresa dal telespettatore e che al contempo sia sufficientemente “interattiva”. Un altro problema da non trascurare è il difficile connubio che permane tra il mondo della rete e la televisione, oltre che la difficoltà di riuscire a fare convivere questi due mezzi. La tv generalista ieri ha tentato un esperimento alquanto azzardato ed è stata l’ammiraglia Rai (secondo loro) a proporre un esempio di interattività (ma quale?) tale da coinvolgere il pubblico e denominato proprio “Il pubblico da casa“. Il programma prende le mosse da un esperimento estivo di successo, dalla trasmissione “Dadada“, che consisteva in un insieme di spezzoni leggendari di film, show tv, esibizioni musicali e che era tutto costruito, facendo uso delle preziose Teche Rai. Raiuno così decide di creare un nuovo programma da una costola di “Dadadae di portarlo in prima serata. L’idea è la stessa. Riproporre spezzoni di ogni sorta e fare decidere al pubblico da casa quale scegliere attraverso l’ausilio del televoto, questa volta in via del tutto eccezionale, gratuito.

Il telespettatore doveva scegliere chi preferiva tra gli spezzoni rappresentati da due squadre, i Ruvidi e i Teneri. Della prima squadra facevano parte spezzoni di Adriano Celentano, Roberto Benigni, Renato Zero e Anna Magnani; nella seconda, invece, si richiamavano momenti esaltanti con protagonisti Lucio Battisti, Carlo Verdone, Claudio Baglioni, Marilyn Monroe, Terence Hill. Il risultato è stato disastroso. Pessimo sul piano dell’interattività che praticamente era inesistente e pessimo anche sul piano dei contenuti, visto che non si creava nulla di nuovo e si aggiungeva solo l’utilizzo del televoto da casa di un programma già esistente (Dadada). Il peggiore errore che si commette è quello di introdurre un’interattività “posticcia”, un’interattività che si “incolla” ad un programma in modo forzato.

Fa “scena” introdurre un meccanismo ritenuto interattivo all’interno di un programma, specie se si parla di televisione generalista che è rimasta all’età della pietra e ha necessariamente bisogno di rinnovarsi. Bisogna trovare, però, una giusta dimensione tra contenuti e multimedialità, altrimenti il risultato è quello che abbiamo visto ieri e cheil pubblico da casa ha clamorosamente bocciato, visto che ha totalizzato soltanto il 9,52% di share, superato da Italia 1 con “Wild Oltrenatura” (12,93%) e da “Chi l’ha visto” dei record che ha sfiorato il 17% di share, vincendo di gran lunga la serata.

About Giuseppe Marco

Autore, redattore, giornalista. In una parola "un creativo" della televisione. Si laurea in Scienze della Comunicazione. Al lavoro di analista tv, affianca la frequentazione del Master per autori tv e ha modo di studiare con E. Menduni e C. Freccero. Firma come autore due edizioni dell’Annuario della televisione e in seguito arriva l’esperienza con “Moltomedia”, il laboratorio creativo di Mediaset. Il suo “format crossmediale” viene selezionato dal team Mediaset come uno dei progetti vincitori e inizia il suo percorso di lavoro come autore, che porterà alla realizzazione di un prototipo del progetto. Attualmente lavora in trasmissioni televisive delle reti Mediaset.

One Comment

  1. Pingback: Adamo & Eva. Riscontro appena sufficiente per Fabrizio Frizzi | Lanostratv.it

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *