La tv del riciclo

By on dicembre 16, 2010
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I costi di una realizzazione televisiva sono determinati da diversi fattori. Il genere che è più costoso in assoluto sono i documentari, le serie tv e alcuni programmi televisivi. Cominciamo con i documentari: riuscire a riprendere la vita degli animali è costosissimo per il tempo investito, tanto quanto per le attrezzature utilizzate. Alcune serie tv o fiction hanno costi davvero alti perchè si avvalgono di tecniche di ripresa quasi cinematografiche ed hanno bisogno di alti registi ed altrettanti alti registri. Un programma costoso è quello che ha molte esterne, sebbene ci siano anche programmi in interni con costi di realizzazione molto alti come i one-man-show di Fiorello, i programmi di Adriano Celentano o il popolare Festival di Sanremo. Le esterne e la durata sono elementi decisamente costosi. Ma la nostra amata tv non è fatta solo di programmi costosi: esistono programmi dai bassi costi che utilizzano pezzi di televisione assemblati, e mi riferisco a programmi come “Sfide”, “Blob”, e “Paperissima” . Questo genere di trasmissioni altro non fanno che riutilizzare materiale di “scarto. Se in passato la televisione buttava via tutto e non conservava nulla, dagli anni ’90 ad oggi la tv utilizza materiali già usati, già presenti, alle volte già visti, per diminuire i costi.

“Sfide”, il programma ideato e curato da Simona Ercolani, la cui ultima edizione è andata in onda la scorsa estate, è il programma sportivo più premiato e seguito degli ultimi anni. E’ una trasmissione che parla di sport in chiave giornalistica con storie legate a fatti, eventi e personaggi della storia dello sport, spesso utilizzando materiale già esistente. E’ un programma ben scritto e narrativamente ben costruito da uno staff di validi autori. “Blob”, invece, inventa un genere: diventa un flusso ininterrotto di immagini che nella sua versione iniziale ha l’obiettivo di riassumere, di rinventare la giornata televisiva trascorsa. E’ il programma televisivo più longevo di Rai3: un genere satirico in onda tutti i giorni sulla terza rete dal 1989. “Blob” è il taglia a cuci della giornata televisiva: va a cercare quanto di interessante è avventuto nelle programmazioni di altre emittenti televisive italiane e non creando uno studiato montaggio di spezzoni audio e video con il fine di generare nel pubblico a casa effetti comici ricchi di satira e ironia. Non è altro che il lavoro di montaggio, il più possibile fedele alla realtà, e di decontestualizzazione, difatti decontestualizza e crea un’altra testualità.

Ieri sera, 15 dicembre, su Canale5 in prima serata “Paperissima” , di Antonio Ricci, è tornato alla sua dodicesima edizione con Gerry Scotti e Michelle Hunziker a far da padroni di casa. E’ da sempre un programma incentrato sul riciclo, sulla riproduzione di gaffe, errori tv di giornalisti, di conduttori, di attori che  sbagliano il copione, ma soprattutto è fatto da video spediti in Redazione da persone comuni. I filmati, in verità, sono spesso datati e ripescati dagli archivi Mediaset: sono video amatoriali riciclati in gag con commenti e risate finte di sottofondo. Anche “Paperissima” fa parte di quei programmi a bassissimo costo e molto redditizi.

E così, accanto ai programmi costosi, si affiancano i programmi della serie “non si butta via niente“, che hanno fatto del riciclo il loro successo. Ma è proprio vero che qualità televisiva significa anche contenere i costi?

About Taty Rossi

Nata a Milano sotto il segno dei Pesci, ha origini eritree, una pelle color cannella e si definisce "un'amante della parola". Ha studiato recitazione e conduzione televisiva presso il Centro Teatro Attivo di Milano poiché teatro, cinema e televisione sono le sue più grandi passioni. Oggi cura i servizi esterni del programma "Live In Style" in onda ogni venerdì alle 18.15 su 7Gold.

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