Senso della vita: Tv di Idoli o Ideali?

By on dicembre 22, 2010

Esiste realmente ancora una “psicologia delle masse”? La Televisione ha potere su di essa? Probabilmente la vera domanda sta nel capire se sia la massa ad influenzare la televisione o sia la televisione che influenza la psiche della massa. Non si parla di una banale influenza invernale, di cui è predisposto il vaccino in farmacia, ma di una vera e propria pandemia, di cui non c’è antidoto e della quale siamo tutti portatori sani di virus malati! Esiste ancora l’individualità o l’individuo è forte per l’appoggio del popolo alle sue spalle e dello share che ottiene? Bonolis cosa risponderebbe? La “V”ittoria non sta nel “V”incere, ma nel “V”endicare quello che non si è riusciti ad imporre, nell’inesistenza del singolo, alla luce della supremazia della massa.barbara d'urso fotoMolti si sono dibattuti su questo spinoso argomento, si potrebbe partire dall’epica, forma embrionale di televisione, dove la psicologia del singolo era stigmatizzata nella personificazione delle divinità, e ciò che la mente umana aveva creato, era proprio ciò che dava protezione e veniva venerato. Ma attenzione, senza fraintendimento, perché tutto si potrebbe dire, ma che Barbara d’Urso sia la nuova Venere, proprio no! Proseguendo per la Storia, molte altre sono state le forme di influenza sulla psiche delle masse: l’oratoria, l’arte, la letteratura, per arrivare al ventesimo secolo, dove quella piccola scatola parlante, creata dal popolo, ha cominciato a dire la sua, sostituendosi ai pulpiti di piazza o di Chiesa che irretivano le folle, ammaliando con la pubblicità. Ciò è ben ripreso da un nota Produzione cinematografica: “V per vendetta”: il riscatto per il danno morale. Ma chi è il danneggiato?

Bruno Vespa, con un semplice plastico, chiarirebbe senza dubbio la situazione. In realtà il gregge del popolo non ha identità e ha bisogno di seguire il più forte, rifugiandosi non in ciò che crede, ma in ciò che gli viene fatto credere, ritenendolo “V”erità. Ma la “V”erità è la realtà in cui “V”iviamo? Il popolo “V”ive la “V”ita della sua quotidianità, o il copione che la televisione fornisce? Il copione dopotutto ha sempre il lieto fine, la realtà impone il sacrificio. Ma siamo ancora in grado di pensare o è più facile che qualcuno lo faccia al nostro posto? Ed ecco quindi le tribune politiche che spopolano nei Talk show mediatici.

bruno vespa porta a portaIn queste Produzioni non si parla altro che di aria fritta, di ciò che ognuno desidera ma nessuno realizza, e che tutti commentano, biasimano ed esaltano. Questo affascina, crea audience e la TV “V”ince, mentre la massa non ottiene che l’accontentarsi nella speranza che “prima o poi qualcuno faccia qualcosa”. Forse il prossimo vincitore del Grande Fratello? La Televisione rappresenta quello che vorremmo essere, ma che per fortuna non siamo. L’estremizzazione dei comportamenti è quella perversione che vorremmo permetterci, ma che per status non ci è concessa (infatti chi di noi non è mai naufragato su un’isola per 90 giorni con una troupe di cameraman?), l’ardire di poter cambiare il mondo è il nostro sogno, ma che rimane tale per la mancanza di iniziativa.

La Televisione influenza la psicologia delle masse, e le masse forniscono vita alla televisione: si tratta di una sinergia reciproca, al venir meno dell’una, potrebbe realizzarsi l’insussistenza dell’altra! C’è bisogno di un leader, carismatico, capace, spregiudicato e inattaccabile senza scheletri nell’armadio (per rammarico di  Signorini). La Televisione ha il potere di controbattere ognuna di queste “qualità”, qualora venissero sfoggiate da qualcuno in carne ed ossa, di conseguenza essa stessa ne detiene il ruolo, che sia trash o culturale, banale o impegnata, sofisticata o semplice, la TV avrà sempre pubblico al suo seguito, capace di evolversi, proprio perché è lo stesso pubblico che ne decide la sua evoluzione! Ma non disperiamo: forse, un giorno, le Winx ci libereranno da questo malvagio marrano con la speranza che anch’esse non diventino le concorrenti del prossimo Talent!

About PierPaolo

Nel 2010 si avventura nella Redazione "Iene" di Mediaset. Tra il Giugno 2010 e l’Aprile 2009 collabora a diversi eventi con scopo benefico per “La città della Speranza” e per i bambini della Costa d’Avorio. Partecipa alla Giuria della manifestazione nazionale di “Miss Italia 2008”. Nel 2007 si laurea in Giurisprudenza e dal 2002 sfila come Modello per le scuderie di alcuni marchi dell’Alta Moda Milanese. Gli anni a precedere lo vedono impegnato come atleta in numerosi sport. Ironia, sagacia e curiosità lo contraddistinguono.

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