The Vampire Diaries: confessioni di un pilot interminabile

By on dicembre 16, 2010
The Vampire Diaries

text-align: justify”>The Vampire DiariesSe non fosse che la protagonista femminile è praticamente la sosia di una mia amica attrice che recita molto meglio di lei, probabilmente la visione della prima puntata di The Vampire Diaries su Italia1 mi avrebbe ucciso. Alle serie televisive cosiddette teen si perdonano le cose più ovvie: la pelle dei protagonisti, refrattaria anche solo al concetto di punto nero; le lezioni in classe, durante le quali si dibattono questioni cruciali della storia mondiale, come fossero quiz per la patente dello scooterone; fino alla caratterizzazione tipicamente americana dei personaggi ‘con problemi’, che bevono a garganella, usano barbiturici come fossero Fruit Joy, picchiano a sangue coetanei, ma ce ne fosse uno che fumi uno straccio di banalissima sigaretta. A tutto, però, c’è un limite. Uno spettatore mediamente indulgente può scegliere di sorvolare sul campionario di paradossi che una teen drama è in grado di inanellare, ma non può certo farlo ad libitum: sarà che l’eternità è una ‘feature’ tipica del vampiro, ma la puntata pilota di The Vampire Diaries è stata praticamente interminabile! È stato come sorbirsi cinque ore di sceneggiatura di Dawson’s Creek tradotta in salsa ‘sfiga supernatural’. Tutti sono tristi, tutti sono perplessi, tutti hanno un vuoto dentro inesprimibile. Almeno a Capeside c’era Jen, venuta dall’urbe a turbare la quiete dei suoi amichetti bifolchi, ogni tanto c’era la parentesi ‘dimensione natura’ con qualche bello scorcio paludoso, e in media almeno cinque minuti a puntata si mettevano a penzoloni sul molo i polpacci (in genere quelli enormi di Joey), che fa tanto scena ‘intramontabile davanti al tramonto tramontante’.

A Mystic Falls ? ripeto: Mystic Falls ? l’ambientazione deve, invece, tenere conto della riduzione cinematografica patinata di Twilight (successivo, in realtà, alla saga libresca da cui è tratto The Vampire Diaries) e quindi urge una foresta con luna perenne, uno squallidissimo parcheggio scolastico, qualche reticolato alienante e soprattutto un tasso di umidità del 3000 %. Tutto questo ripetuto in loop. Non a caso, a nascondersi dietro le esaltanti vicende dei liceali di Mystic Falls, c’è proprio Kevin Williamson, il creatore di Dawson’s Creek che, evidentemente, ha perso una certa quantità di fiducia nell’intelligenza dei suoi giovani spettatori. Senza con questo rinunciare al suo marchio di fabbrica: la caratterizzazione odiosa del personaggio femminile principale (Elèna, con l’accento sulla penultima, che fa un sacco esotico) che, come da tradizione, è morigerata senza essere bacchettona, sensuale senza essere depravata, affascinante senza essere calcolatrice, speciale pur essendo umana. Ah, ovviamente anche in questo caso, si intuisce subito, è contesa da due maschi (i due fratelli vampiri Stefan e Damon, uno buono e uno cattivo, ma entrambi irrimediabilmente e inspiegabilmente considerati fighi), dà retta ad entrambi, ma la sua virtù morale è intatta. L’unica differenza con Joey, praticamente, è che almeno indossa jeans della sua misura e non mette in mostra letali calzini di spugna bianca  from the ’90s.

The Vampire Diaries cast

La storia entra nel clou con l’incontro-scontro tra i due protagonisti (lei e vampiro buono), davanti al bagno – rigorosamente dei maschi – della scuola. Che iniziasse così anche Kiss me Lycia mi pare sufficiente a suggerire l’originalità dell’espediente narrativo. Ah, prima di scontrarsi con lei, il vampirello pensa anche bene di uscire di casa, saltando dal tetto ed atterrando a rallentatore come La donna bionica (ma senza quel fighissimo suono che faceva, ndr), così, tanto per essere coerente con l’intento, ossessivamente palesato durante tutto il pilot, di non farsi scoprire. Da quel momento si alternano tipiche ‘scene da liceo americano’. C’è prima di tutto la squadra di football con lo sbruffone incosciente che ci prova con la superbellona e improvvisa anche una mini violenza sessuale ovviamente impunita; ci sono i siparietti in corridoio, preferibilmente davanti ad un armadietto semi-aperto, durante i quali i protagonisti dispiegano senza ritegno tutte le variazioni sul tema della smorfia inutile, dal sorriso ammiccante ‘tanto sarai mio’ dell’oca bionda, allo sguardo ‘ce la vediamo fuori’ del nerd giustizialista, fino all’espressione al fiele del professore ‘bastardo a tutto tondo’, di cui tutti (spettatore per primo) desiderano sotterraneamente la morte e che, puntualmente, a metà episodio, muore; e pure in modo cretino. Ci sono infine le scene di sesso, in versione ‘sogno o son desto’ e reali, ma sempre accennatissime, per i paradossi americani di cui sopra, per cui l’adolescente non può vedere un centimetro di pelle in più, ma non c’è problema se nella trama ogni cinque minuti c’è qualcuno che si impasticca orgogliosamente, prima e dopo aver rischiato di morire dissanguato per un morso.

L’ambaradan è ovviamente sostenuto dai consueti personaggi di contorno: il giocatore di football con una coscienza, innamorato della protagonista, la quale ovviamente lo trova sexy come un portacenere; la cheerleader giuliva artefatta che dice la cosa sbagliata nel momento sbagliato ed è quindi funzionale a far sembrare meno ovvi gli altri personaggi femminili; la migliore amica nera politically correct, che tanto per gradire è anche una strega veggente, ma nega la sua natura; il fratello reietto della protagonista che è una specie di insopportabile romantico incompreso e maledetto, ma che chiaramente sotto sotto vorrebbe essere omologato e possibilmente avere l’Ipad. Quanto infine al condimento, a parte la furbata maxima di far scrivere ad entrambi i protagonisti un seriosissimo diario (da cui il titolo) e la colonna sonora stra-ruffiana, non mancano i dettagli trash-fantasy, anche questi riciclati, come, per esempio, un improponibile corvo che compare prima nel cimitero (ma va?) dove Elèna si è recata per essere triste in pace e scrivere appunto le sue memorie tristi in un posto triste, dove tutti sono in pace e tristi (scusate, mi sono fatto prendere la mano), e poi ritorna durante la puntata a ricordarci che è un elemento significativissimo che dobbiamo tenere a mente.

A questo punto due conclusioni. Considerato che una così generosa offerta di pigre e maldestre soluzioni sceniche è rara e dato anche che quanto più un prodotto è imbarazzantemente facile tanto più è ipnotico, in molti, come me, non vedranno l’ora di rivederlo. Sempre che la prossima puntata riesca a finire prima che per noi sia troppo tardi.

About Francesco Ripa

Nato ad Ancona nel 1982, è dottorando di ricerca in Italianistica a Roma. Si definisce quasi un ‘anfibio culturale’: è attore professionista, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e alla Nuct di Cinecittà, ed ha recitato in cortometraggi, spot e fiction televisive; ma allo stesso tempo ama la scrittura e la letteratura. Ha pubblicato anche su alcune riviste letterarie. Scrivere di televisione rappresenta per lui una felice ‘quadratura del cerchio’ della sua personalità professionale.

7 Comments

  1. BiancaNeve

    dicembre 16, 2010 at 12:43

    Cujò ‘nto sei pulemigo! Bravu eh, ma pulemmigo ‘n bel po’ ‘n bel po’!

    • Francesco Ripa

      dicembre 16, 2010 at 13:47

      Come dicevo: a tutto c’è un limite; quanto meno temporale, mica chiedo tanto!

  2. Giordano Bassetti

    dicembre 20, 2010 at 00:08

    Avrei scritto un articolo anche io sui diari ma hai già detto tutto tu… complimenti, io non sarei mai riuscito ad essere così cattivo ma concordo abbastanza. L’ho trovato insopportabile e per dirlo io….

    • Francesco Ripa

      dicembre 20, 2010 at 10:28

      Grazie Giordano, in effetti non avevo dubbi che tu per primo, che sei più esperto di me di serie tv americane, l’avresti mal tollerato. Però alla fine è stato divertente comunque: io la seconda puntata davvero me la voglio rivedere! Poi così ci divertiamo a commentarlo. A presto!

  3. Pingback: Paperissima fa risorgere Canale 5. La coppia Hunziker-Scotti conferma il successo | Lanostratv.it

  4. Pingback: Justin Bieber in The Vampire Diaries? | LaNostraTv

  5. Sandra

    dicembre 25, 2011 at 13:30

    non concordo affatto con questa recensione!!!!! l’unica cosa noiosa ke ho trovato di questo telefilm è solamente la prima puntata… poi il resto è bellissimi… più si va avanti e ingrana bene la storia e prende un sacco!!!!!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *