The walking dead: un successo sull’orlo del flop

By on dicembre 7, 2010
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Nel 1968 il regista George A. Romero sbancò i botteghini con La notte dei morti viventi, destinato a diventare il primo film cult della saga dedicata agli zombi. Fecero seguito, come nelle migliori trilogie, Zombi del 1978 e Il giorno degli zombi del 1985. Tanti furono i remake, i film ispirati – molto spesso dei veri e propri film di serie B – che sono stati da allora realizzati. Il termine zombi proviene dalla cultura vudù haitiana e fu coniato già nei primi del Novecento in relazione ad alcune leggende sulla schiavitù nel Paese. Su questo tema il bioetnologo Wade Davis ha pubblicato il libro Passage of Darkness: the etnobiology of the haitian zombie, nel quale racconta che gli zombi sono esseri umani cui la stregoneria ha rubato l’anima. Nella cultura vudù, pertanto, esiste una miscela usata per trasformare gli esseri umani in zombi composta da sostanze naturali capaci di provocare paralisi e modifiche del metabolismo, nonchè stati di trance. Non solo. Grande spazio è dedicato all’uso della tetrodossina, il comune veleno del pesce palla utile agli stregoni per causare la morte apparente di una persona che veniva poi seppellita. Dopo otto ore il “cadavere” veniva riportato alla luce e gli era somministrata una droga che lo rendeva in stato di trance. Uno zombi, insomma.

Una vera e propria zombi-mania è scoppiata ora sui canali satellitari. Neanche a farlo apposta, infatti, Fox (canale 111 di Sky) ha trasmesso proprio Martedì scorso l’ultimo episodio della prima stagione di The walking dead, la serie tv scritta e diretta da Frank Darabont che negli USA ha ottenuto un grande successo ed è stata nominata “Miglior programma in tv” da  Entertainment Weekly. Tant’è che è stata annunciata già una seconda stagione composta da tredici episodi.

I numeri parlano chiaro anche in Italia: il primo episodio è stato visto da 360.000 spettatori su Fox e Fox+1. La premiere della serie è stata vista da 238.000 spettatori con uno share dell’1,1% e del 17,2% su Sky. Su Fox+1 l’audience è stato di 122.000 spettatori, con uno share dell’1,1% e del 16,4% su Sky. The walking dead, quindi, è stato il programma più visto sui canali Fox Channels Italy nell’arco di tutta la stagione televisiva. Negli USA hanno seguito l’ultima puntata più di 6 milioni di telespettatori. Tra repliche delle 23 e dell’una di notte si è arrivato persino agli 8 milioni.

La trama della prima stagione (di sei episodi in tutto) racconta di un mondo alla deriva dove gli zombi hanno preso il sopravvento. Un gruppo di sopravvissuti – Shane, Lori, Carl, Dale e Andrea – capeggiati dal poliziotto Rick (Andrew Lincoln), uscito dal coma una settimana prima del disastro, si sono rifugiati presso il centro per la prevenzione delle malattie del Dr. Jenner, interpretato da Noah Emerson. Vista la situazione, nessun posto è più così sicuro e i nostri eroi devono spostarsi di città in città, affrontando non solo la minaccia dei morti viventi, ma anche gli esseri umani ancora non contagiati e incattiviti per l’epidemia che devasta la Terra. Rick, il protagonista, deve pertanto difendere la vita di familiari e compagni di viaggio, facendo i conti con la paura e la disperazione che spesso sono causa dei peggiori istinti nei membri del gruppo. Nel dover prendere decisioni difficili e alquanto dolorose, egli si renderà conto di quanto a volte le azioni dei sopravvissuti siano ben più pericolose di quelle degli zombi.

The walking dead è tratto da un horror a fumetti della Image Comics risalente al 2003, creato da Robert Kirkman. Primo zombie-movie per la tv, è prodotto dal network AMC e distribuito a livello internazionale da Fox International Channels. Nonstante l’enorme successo, una nube oscura si abbatte sulla serie, almeno qui in Italia. I produttori hanno infatti annunciato che la seconda stagione non arriverà prima di Ottobre 2011, scatenando le proteste dei fan che lamentano una distanza troppo prolungata tra una stagione e l’altra. Possibile che i produttori non hanno previsto il successo della serie? O si tratta solo di un escamotage per tenere i telespettatori sulle spine?

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

3 Comments

  1. gedeone

    dicembre 8, 2010 at 18:03

    Mi permetto di fare alcune correzioni riguardo la storia:
    1) Rick esce dal coma durante l’avvento degli zombie e non una settimana prima.
    2) Rick inizialmente vaga da solo per la città infestata dagli zombie e solo dalla terza puntata si unisce agli altri.
    3) Il gruppo non si rifugia inizialmente nel centro del dottor Jenner, ma solamente nell’ultima puntata, e nella prima stagione non vaga di città in città ma sta fermo in un unico luogo.

    Per quanto riguarda i motivi della seconda stagione ad ottobre:
    1) La serie è stata rinnovatà ufficialmente già dopo la seconda puntata (ufficiosamente già prima della messa in onda e a luglio si parlava di materiale per oltre venti stagioni).
    2) La serie andrà in onda ad ottobre perché non ci sono slot disponibili per mandarla in onda prima, perché occupata da altri show di successo del network, che non possono essere rinviati o cancellati per far spazio a TWD.
    3) I produttori non vogliono saltare il Fearfest, l’annuale maratona horror che è ritenuta perfetta per il lancio della serie.
    Se hai bisogno di qualche informazione sono qua.
    Ciao!

  2. Luca

    dicembre 8, 2010 at 20:37

    Gedeone ti ringrazio per la precisione ma la mia ovviamente era una brevissima sintesi della storia e un’occasione per lanciare un dibattito sulle diverse ipotesi e sulle proteste dei fan.

  3. gedeone

    dicembre 8, 2010 at 20:43

    Figurati,
    solo che credo sia giusto raccontare la storia in maniera corretta (se qualcuno t dicesse che Lost è la storia di un gruppo di persone morte che vagano su un’isola, fondendo così più o meno l’inizio e la fine della storia non gli sputeresti in occhio? 🙂 )

    Tra l’altro credo che per affrontare un dibattito è meglio che il lettore sia a conoscenza di tutti i fatti altrimenti si parla di un’altra situazione. Che non è quella di TWD

    Buona serata e buon lavoro.

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