Giovanni Conversano e il calendario per Sarah Scazzi

By on gennaio 10, 2011

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Quando pensi che il tuo pomeriggio domenicale abbia toccato il fondo con la visione tanto fulminea quanto indimenticabile delle ascelle mal depilate di Simona Ventura a Quelli che il calcio e…, arriva L’Arena di Massimo Giletti a ricordarti che in questo paese il capolinea del cattivo gusto si sposta ogni giorno di qualche dolorosissimo metro. Ad animare il simposio ‘vorrei ma non posso’ del primo canale Rai oggi c’era un argomento nuovo, lieve come una brezza marina, profumato come un bocciolo rugiadoso, fresco come acqua di fonte: il delitto di Avetrana. Vi chiederete: ma ora non è il turno della povera Yara? Non tocca a lei, suo malgrado, ottemperare allo sgradevole compito di distrarre la nostra coscienza civile? Non è la sua di tragedia ad essere servita sul tavolo della nostra morbosità, del nostro abietto voyeurismo? Evidentemente, il caso di Brembate di Sopra non ha lo stesso appeal mediatico dell’affaire Avetrana, forse per la riservatezza dei suoi protagonisti, o forse perché non è stato ‘necessario’ che i media continuassero a sminuzzarne ogni successivo risvolto: siamo già spettatori acefali in cattività, non c’è bisogno di infierire oltre sul nostro senso critico già chirurgicamente escisso.

scazzi calendario volantinoAll’arena si discuteva di “Amarli non passa mai di moda”, il calendario promosso dal fratello di Sarah in collaborazione con la onlus milanese “Chi li ama ci segua”, nel quale 12 sottospecie di vip posano con cani randagi per raccogliere fondi destinati all’associazione “Sarah per sempre”, con il progetto di costruire il rifugio per cani che, pare, la giovane sognasse di mettere in piedi. A scatenerare le polemiche la querelle nata tra Mario de Marco, sindaco di Avetrana (e convinto sostenitore dell’iniziativa), e Emanuele Micelli, presidente della pro loco del luogo, in merito alla “straordinaria partecipazione” (sic!) del tronista Giovanni Conversano (uno dei ‘notabili’ arruolati per rallegrare i nostri 12 mesi) alla presentazione avetranese del calendario, promossa attraverso criticatissimi volantini sui quali il viso dell’ex calciatore campeggia lombrosianamente in tutto il suo acume.

Alcune coordinate: la conferenza stampa del calendario, prima che ad Avetrana, si è tenuta (il 16 dicembre) presso l’Hollywood Living di Milano, “un salotto di stelle dorate […] punto di riferimento per la vita notturna più glamour”, alla presenza, tra gli altri, di Paolo Chiparo, amico di Fabrizio Corona e già manager di Noemi Letizia. Il fatto che una pretenziosa discoteca milanese non sia esattamente il contesto ‘fisiologico’ per la presentazione di un calendario di beneficienza, in memoria di una quindicenne salentina uccisa, non fa venire alcun dubbio sulla trasparenza dell’operazione, no?

Quanto a Conversano, criticato persino dalla sua ex Serena Enardu: ovviamente provvede (in studio e anche sulle pagine de Il Mattino) a difendere la sua scelta rivendicando per la centesima volta il suo alto profilo morale e intellettuale, la laurea con 110 e lode, la specializzazione alla Cattolica, come testimonianze dell’onestà della sua partecipazione al progetto, oltre che del suo non essere solo muscoli e sopracciglia a piano inclinato. Certo, in questo scoppiettante agone mediatico è interessante il suggerimento, che il vescovo del paese ha dato dopo le polemiche sulla presenza del ‘tronista sapiens’ alla serata, di spostare il luogo dell’evento dall’oratorio Sant’Antonio alla sala del comune di Avetrana. Evidentemente la guida religiosa non era esattamente convinta della compatibilità dell’integerrimo curriculum del maître à penser con il luogo prescelto per l’occasione.

D’altro canto, anche il presidente della pro loco di Avetrana dimostra un ‘candore’ tanto commovente quanto sospetto quando dichiara ai giornali: “Come possiamo dare un’immagine positiva di Avetrana se sulla morte di una ragazzina si organizza una serata con un tronista?”. Era per caso ‘in altre faccende affaccendato’ mentre i vari Vespa, d’Urso (che non a caso si è occupata anche del caso Conversano) e compagnia davano in pasto il suo amato paesino alle nostre fauci guardone e partecipi?

calendario cani ScazziDunque di tutte le angolazioni dalle quali questa tragica epopea italica è stata analizzata, quella dibattuta oggi nel salotto di Giletti, alla presenza risentita dello stesso Conversano, è forse la più volgare; per due ragioni: primo perché si tratta di una riflessione tardiva e dunque priva anche di quel minimo di partecipazione autentica che l’attualità del fatto poteva garantire, secondo perché assolutamente superflua nella sua ridondanza. Il fatto che a discettare sull’opportunità dell’operazione, oltre a Conversano e al solito Sgarbi, fossero invitati tra i tanti anche Beppe Convertini e Patrizia de Blanck (del cui parere sulla questione e su qualunque altra questione riguardante qualunque altro evento di questo e di ogni altro universo esistente tutti potremmo tranquillamente fare a meno, ndr) di sicuro chiarisce l’assoluta non opportunità del dibattito. Dopo lo scambio di idee (idee è lusinghiero, me ne rendo conto, ndr) tra questi filantropi-cinofili dell’intrattenimento nessuno spunto di riflessione, ma solo tanta tantissima tristezza (aumentata, inoltre, dall’insinuazione di Sposini sull’effettivo utilizzo futuro a fini benefici dei 10.000 euro raccolti ? a fronte dei 600 mila necessari per la costruzione del canile).

Le preoccupazioni del furibondo presidente della pro loco, autentiche o ‘politiche’ che siano, sono quindi inutili in quanto del tutto slegate dal reale. Avetrana, purtroppo, ha perso la faccia molti mesi fa, e non certo per via del delitto o della reazione che esso ha generato nel sua clima provinciale; quanto più perché tragico specchio di un paese, l’Italia, orribilmente deturpato dall’ignoranza e dall’oscenità.

About Francesco Ripa

Nato ad Ancona nel 1982, è dottorando di ricerca in Italianistica a Roma. Si definisce quasi un ‘anfibio culturale’: è attore professionista, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e alla Nuct di Cinecittà, ed ha recitato in cortometraggi, spot e fiction televisive; ma allo stesso tempo ama la scrittura e la letteratura. Ha pubblicato anche su alcune riviste letterarie. Scrivere di televisione rappresenta per lui una felice ‘quadratura del cerchio’ della sua personalità professionale.

3 Comments

  1. anonimo

    gennaio 10, 2011 at 09:16

    come hai ragione

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