Il Jersey shore sbarca in Italia ed è già polemica

By on gennaio 31, 2011
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Uno dei capisaldi della cultura e della Tv è la polemica. Presente ovunque, nasce laddove c’è qualcosa da dire, ridire, farcire e criticare. A volte è uno stimolo positivo per la discussione perchè esprime la voglia di capire, facilita il dialogo e apre le menti. A volte. Spesso invece, è soltanto una scusa per creare inutili programmi, far parlare idioti, opinionisti, massmediologi (che termine assurdo!) e oche da cortile. La polemica diventa pertanto sterile, e non produce nient’altro che stupido chiacchiericcio. Non aiuta a fare chiarezza su ciò di cui si sta parlando, nè ci arricchisce sotto qualche punto di vista. Anzi.

Visto che qui in Italia non ci facciamo mancare nulla e la polemica diverte milioni di ascoltatori, invito a guardare un altro “pezzo da 90” che farà sicuramente discutere e causerà il picco di ascolti di numerosi programmi appositamente dedicati. Arriverà in autunno su Mtv Usa la quarta edizione di Jersey Shore, un reality show che “studia” da vicino la vita di otto ragazzi italoamericani. Suddetti giovani, qui da noi, vengono chiamati tamarri o coatti. Negli States sono Guidos e Guidettes. Stendiamo un velo pietoso sull’aspetto prettamente sociale del programma, in cui forse fin troppi adolescenti si rispecchiano. E facciamoci un’altra domanda.

Perchè rivolgere l’attenzione a questa quarta serie? Perchè è ambientata in Italia e questo è già scandalo! L’associazione culturale Unico ha infatti subito boicottato la serie sostenendo che ambientarla in Italia equivale ad andare “al circo per assistere allo show dei mostri. Non offenderà solo gli italiani ma tutti gli americani, ci farà sembrare buffoni e stupidi”.

Palestrati, tatuati, alcolisti, ragazze stratruccate e semivestite hanno fatto il loro exploit in tv dalla fine del 2009. Anche Mtv Italia ha trasmesso il programma e a Marzo comincerà la terza stagione. Per vedere i viaggi italiani dei nostri eroi dovremo quindi aspettare ancora un po’, sempre che Vinny, Angelina, Mike, Nicole, Ronnie, Jenni, Dj Pauly D e Sammi riescano a sbarcare sulle nostre coste, magari a bordo di un gommone. Questi ragazzi hanno “causato” un vertigionoso aumento dei luoghi comuni sugli italiani, raccogliendo milioni di fan in tutto il mondo che appassionatamente seguono le loro divertenti vicende. Ci facciamo sempre riconoscere, insomma! Ovviamente sono state moltissime le proteste degli italoamericani che si sono sentiti offesi e vittime di razzismo mediatico. “Il cast italoamericano del reality show prende molto sul serio la propria appartenenza etnica”, dicono da Mtv, tant’è che si parla addirittura di “aria fresca” per la nuova stagione ambientata nel Belpaese, specialmente sotto il punto di vista culturale così diverso da quello americano. Usare il termine “cultura” mi sembra un tantino fuori luogo a questo punto… Il Jersey Shore, ambientato sulle coste del New Jersey per le prime tre stagioni, è anche accusato di adottare un linguaggio esplicito e volgare, addirittura violento. Molte associazioni italoamericane hanno pertanto dato l’allarme allertando l’Italia nella speranza che vengano vietate le riprese dello show. Ma sono sicuro che noi non ci faremo sfuggire questa occasione.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

5 Comments

  1. Luca

    febbraio 1, 2011 at 12:33

    una critica sempre attenta e mirata con una strizzata d’occhio alla situazione politica e socioculturale dell’italia, trovo che si sia colto il punto della situazione! ammirevole e delicata ironia! ottimo articolo!

  2. emanuele

    febbraio 1, 2011 at 12:34

    una critica sempre attenta e mirata con una strizzata d’occhio alla situazione politica e socioculturale dell’italia, trovo che si sia colto il punto della situazione! ammirevole e delicata ironia! ottimo articolo!

  3. marco

    febbraio 1, 2011 at 12:45

    Dalla polemica alla brace insomma.
    La corte delle chiacchiere a vuoto è il format televisivo imperante, questo è appurato. Parole a fiumi dall’apparente sembianza del discorrere (ovvero, seguire un percorso linguistico che di fatto non porta ad alcunché, che di percorso ha solo l’apparenza senza sostanza).
    Con Oche da cortile usi un termine perfetto, dal momento che questo modo di fare televisione realizza il proverbiale Menare il can per l’aia. Aia, Cortile, qui siamo, nel serraglio delle bestie. Ma tant’è, tanto rumore per nulla, un vuoto cicaleccio che basta a riempire le orecchie e a colmare il cervello di un vociare fastidioso ma che poco impegna, un rumore bianco e passivamente fruibile, per nulla impegnativo, e il gran pubblico sembra apprezzare. Ahinoi.

    Per contro, dalla terra delle opportunità cosa ci rimandano, a bordo di uno sbrilluccicante gommone leopardato e pieno di catenazze d’oro? Di questa chicca ne avevo già letto – personaggi appiattiti e ritagliati a misura di luogo comune, nomignoli e comportamenti ad assecondare le più bieche e offensive aspettative associate alla figura dell’italoamericano (fra l’altro sempre frutto di un’accozzaglia e di una promiscua fusione di latinolandia varia).
    AH! colmo del capolavoro non sapevo fosse ambientata in Italia! vengono pure a prenderci per il naso in casa. Il teatrino degli orrori.
    La domanda che forse dovremmo farci è: come siamo passati, nell’immaginario collettivo globale, da popolo di santi, navigatori e poeti, a marmaglia di minchioni cerebrolesi e volgari troioni? Bah, quale contributo avrà dato l’attuale tenore della nostra classe politica alla prodigiosa trasformazione? Teatrino per teatrino…
    Un programmone proprio, ci farà rimpiangere la pizza e il mandolino. Alla facciaccia del Belpaese.

  4. Luca Mastroianni

    febbraio 1, 2011 at 17:33

    grazie, sono molto contento di aver suscitato questo piccolo dibattito. Il mio intento infatti non era dare un giudizio sul reality in se, ma cercare di capire l’opinione delle persone!

  5. Pingback: Il “Jersey shore” boicottato dal Comune di Firenze | LaNostraTv

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