Quello che i Tg non dicono: la Busi e le sue “Brutte notizie”

By on gennaio 19, 2011
Maria Luisa Busi autrice di "Brutte notizie"

Sono una tosa ciacolante, una cronista senza cronaca, una editorialista senza editoriali. Sono una che sputa sul piatto in cui mangia. Sono un mezzobusto militante. Sono una Giovanna D’Arco de noantri. Inzia così il libro di Maria Luisa Busi,Brutte notizie“. La giornalista, inviata speciale del Tg1, nel maggio dell’anno scorso ha presentato le sue dimissioni, in quanto non condivideva più la linea editoriale del suo direttore, Augusto Minzolini. La Busi, dopo quasi 20 anni abbandona la conduzione del Telegiornale della sera, il suo è un volto storico, famigliare, uno dei mezzibusti più famosi e amati dal pubblico. La notizia ha fatto il giro del mondo, perchè lei ha avuto coraggio, perchè di coraggio si parla, in un Italia disastrata, dove c’è “un sistema dell’informazione malato, che va curato, perchè sta contribuendo alla malattia del paese“, lei ha detto di no. In Brutte notizie lo spiega questo no. Il suo è un libro da leggere tutto d’un fiato, scritto con una dialettica veloce e diretta, a volte commenta fatti ed esternazioni, che cita, in maniera sarcastica e ironica. In alcuni passaggi, per come sono scritti, sembra di vederla nella sua postazione al Tg della Tv di stato, quella Tv che dovrebbe informare, parlare agli italiani, dicendo loro che niente è come sembra.

Nel capitolo sull’Aquila, oltre alle testimonianze delle persone, come dice la Busicon il filo di perle e il cappotto di cashmere“, che hanno perso tutto dopo il terremoto, lavoro, casa, in alcuni casi famigliari, ci sono dei dati sconcertanti: “I terremotati in totale erano 70 mila circa, più 28 mila studenti. Le persone assistite in qualche modo in Abruzzo, nell’agosto 2010 sono in totale 56.298. Di queste solo 14.349 hanno avuto una “casa di Berlusconi”. Poco più di un quarto del totale degli assistiti, un quinto dei terremotati. La maggioranza dell’opinione pubblica non conosce questi dati, ma è convinta che quasi tutti i terremotati d’Abruzzo abbiano avuto una casa. Il vero miracolo è stato farglielo credere”. Leggendo non solo questi numeri, salta subito all’occhio quante cose noi pubblico, noi spettatori non sappiamo, noi che guardiamo i Tg sperando che siano la nostra finestra sul mondo. Informazioni, notizie che ci sono state nascoste, omesse e ancor peggio, in certi casi, non raccontate in maniera corretta.

Maria Luisa Busi inviata speciale della Rai

Maria Luisa Busi ha raccolto interviste, testimonianze di disoccupati, cassaintegrati delle fabbriche del Nord Est, dell’Alitalia e di precari. Fa riflettere il capitolo “Gli invisibili del Tg“, dove la giornalista ha comprato “Porta Portese” (giornale di annunci romano) elencando quante persone cercano lavoro al di sopra dei 40 anni, italiane, disposte a intraprendere qualsiasi mansione, dalla badante, all’accompagnatore, l’autista… perchè rimasti senza lavoro: Sergio, 42 anni disoccupato, dopo il fallimento della ditta di computer dove lavorava, dice alla Busi di aver perso il conto di quanti curricula ha mandato, che “l’annuncio è l’ultima spiaggia, la disperazione vera“. Una storia che ne rappresenta tante altre, quelle di un Italia in ginocchio, per il lavoro che manca, aziende come Fiat e Alitalia completamente a terra, che nessun sogno, nessun miracolo riuscirà, forse, a salvare.

La giornalista bionda, quella brava” (mio padre la chiamava così) afferma che non ci sono direttori buoni o cattivi, ma direttori che dicono dei si, ma sanno dire anche no alle telefonate dei potenti che vogliono influenzare la linea editoriale dei Tg. E “direttori con i quali al massimo puoi cercare di non rimetterci la faccia. O sei costretto a non mettercela più“.

Quello della Busi non è un libro di protesta, dove si sputano sentenze, dove si parla di destra o di sinistra. Fa il punto della situazione, informa il lettore delle cose che non gli sono state dette, di ciò che accade in Italia, riportando la sua opinione e contestualizzandola con dati e statistiche.

Brutte notizie, un libro che apre gli occhi,scritto da una donna, una giornalista che della Tv conosce bene i meccanismi. Una donna che per 20 anni ha parlato ai telespettatori con qualcosa in più rispetto a tante altre sue colleghe, facendo le faccette, come le hanno recriminato spesso. Una donna che non è una Giovanna D’Arco de noantri, ma semplicemente una persona che vuole informare, parlare, raccontare il suo paese, una donna che vuole fare semplicemente la giornalista.

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.

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