Soap opera: modello statunitense vs modello britannico

By on gennaio 16, 2011

E’ un pò come con i reality: nessuno ne parla bene ma tutti li guardano. Chi giura di non averne mai visto una sola puntata, chissà perchè, è sempre aggiornato sui fatti. Stessa sorte per la soap opera, che a suo modo, divide l’opinione del pubblico televisivo. Pensiamo a “Beautiful“, la soap per eccellenza, la regina del suo genere, trasmessa per la prima volta in Italia su Rai2 nel 1990 ma ideata negli Stati Uniti tre anni prima col titolo originale “The Blond and the Beautiful“. Da più di vent’anni viene trasmessa in 100 paesi ed ogni giorno è seguita da circa 450 milioni di persone: un successo planetario per i Forrester e co. che nonostante i decessi e le resurrezioni continua senza crisi. “Beautiful” rappresenta la tipica telenovela made in Usa, il classico modello statunitense dove il tema principale è la centralità del triangolo amoroso Brooke, Ridge e Taylor ne sono un significativo esempio. Sono anni ormai che le due donne si contengono l’ambito e indeciso Ridge Forrester, che fa ping pong con la bruna e la bionda, ha convolato a nozze con entrambe innumerevoli volte e siamo certi continuerà a farlo.

Questo è uno dei motivi per cui pur perdendosi mesi e mesi di puntate, lo spettatore si ritrova sempre per le lunghezze delle linee narrative rispetto al triangolo amoroso e per la lentezza narrativa di tutta la soap. Collocata in un contesto socio-culturale ricco, “Beautiful“, racconta una situazione non aderente alla realtà ove si parla tanto delle poche cose che accadono per la prevalenza dei dialoghi sull’azione. Il modello statunitense si riconosce anche per la scelta degli protagonisti, gli attori sono tutti belli: pensiamo al viso d’angelo della peccatrice per eccellenza Brooke Logan, che nonostante il passar del tempo è sempre bella e fresca. A contrapporsi al modello americano c’è il modello britannico a cui si ispirano le nostre soap . A differenza delle soap d’oltreoceano, quelle inglesi, come le seguitissime “Eastenders” e “Coronation Street“, si basano sulla centralità del narrativa della società ove i contenuti hanno a che fare con la realtà. L’oggetto non è l’amore romantico ma la vita di una comunità in un determinato luogo, proprio come accade in “CentoVetrine“. L’ambientazione è fondamentale per lo svolgimento della storia, ed il luogo diventa un vero e proprio personaggio. E se nel modello statunitense gli attori sono sempre e tutti belli, in quello britannico vengono scelti attori assolutamente normali e distinguibili tra loro proprio come le classi sociali a cui appartengono.

triangolo amoroso di beautiful

La soap è il modello più fortemente industriale della produzione televisiva e raccontarla significa raccontare in trasparenza esattamente come funziona la tv. E’ il massimo livello di serialità e l’unico prodotto televisivo ideato, scritto, prodotto e messo in onda contemporaneamente. La lunga serialità è un prodotto vantaggioso dal punto di vista economico: ha costi molto bassi, riempie una porzione di palinsesto ogni giorno con all’interno gli spazi pubblicitari e da lavoro. La prima soap made in Italy si è ispirata al modello britannico ed è “Un posto al sole” ideata nel 1996 e trasmessa l’anno successivo. Il gusto di guardare la soap è avere diverse letture dell’avvenimento e di saperne sempre più degli stessi personaggi. Ci troviamo nella situazione del pettegolezzo che funziona come un contagio.

About Taty Rossi

Nata a Milano sotto il segno dei Pesci, ha origini eritree, una pelle color cannella e si definisce "un'amante della parola". Ha studiato recitazione e conduzione televisiva presso il Centro Teatro Attivo di Milano poiché teatro, cinema e televisione sono le sue più grandi passioni. Oggi cura i servizi esterni del programma "Live In Style" in onda ogni venerdì alle 18.15 su 7Gold.

2 Comments

  1. Giordano Bassetti

    gennaio 19, 2011 at 12:06

    La lunga serialità, insieme ai reality e i talk show rappresentano la televisione nella sua forma più specifica.

  2. Pingback: Beautiful: a Ridge e company non piace l’HD | LaNostraTv

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