Clooney, Canalis, pubblicità: quando il gossip oscura la carriera

By on febbraio 4, 2011

Qualche giorno fa, mentre stavo davanti alla tv “a pettinare le bambole”, come direbbe il pizzicagnolo calabrese che smercia partite di ‘nduia sotto casa mia come se non ci fosse domani, ho cominciato a riflettere un po’ sull’immagine attuale di George Clooney. Lo spunto mi è derivato dal nuovo spot Fastweb in cui George, avvolto da un cappotto rubato al vecchio che gioca a dama sulla scacchiera di marmo del parco, atterra all’aeroporto, atteso da un impiegatucolo super nerd, che, con il suo bel cartello, rigorosamente in italiano, lo accoglie metaforicamente nel mondo della comunicazione veloce. Mmm, che sceneggiatura articolata, direte voi. Ma tant’è.

Mi domandavo: come mai un attore e regista del calibro di George Clooney, colto, filantropo, impegnato in campagne per la difesa dei diritti umani al punto di beccarsi la malaria (in Sudan, mentre seguiva il referendum per l’autodeterminazione della regione meridionale, ndr), non cura in maniera altrettanto illuminata la sua immagine professionale, almeno qui in Italia?

Clooney Canalis Chi copertinaHo la sensazione che la storia del Nostro con Elisabetta Canalis abbia giovato solo a lei. Da quando, nell’estate 2009, la loro relazione ha cominciato a rimbalzare sulle copertine dei vari Chi, Diva&Donna e DiPiù, la Cenerentola italica ha visto crescere le sue quotazioni a dismisura, mentre la carriera di George, che proprio nel 2009 ha recitato nel bel Tra le nuvole di Jason Reitman, è diventata un optional, e manco di serie, della loro liaison imperdibile. Praticamente l’influenza H1N1 stava ai tg nazionali come la loro storia ai rotocalchi. E la sovraesposizione rappresenta la somiglianza più elegante che potevo trovare tra le due vicende, visto che, più che altro, il rapporto dei due, esattamente come l’epidemia, è considerato una sonora bufala.

Dunque, non solo la questione ha acquisito il sapore indigesto della favola a cui tutti siamo tenuti a credere per forza, ma ha cambiato letteralmente i connotati all’immagine pubblica della Canalis, la cui opinione su qualunque argomento di cultura, società o costume è diventata preziosa che manco il marmo pario (tranquilli: rimanendo trascurabile come un tempo, ndr). A tal punto che, castigata in un tubino nero a collo alto, lontano dai fasti dei suoi calendari, ospite da Fabio Fazio ha parlato con disinvoltura delle sue cene con Kofi Annan, quasi cancellando il sospetto che un tempo scambiasse questo nome per una marca di caffè del discount (“Coffee Annan, sapore deciso, aroma inconfondibile”).

Ecco, di fronte ad un’atmosfera simile la domanda è sorta spontanea: ma era proprio necessario che un personaggio del calibro di Clooney andasse ad impigliarsi nei meccanismi banali e ipocriti dello spettacolo italiano in questo modo, avendo già il suo bel da fare con quelli americani? Le cose sono due: se la relazione con la Canalis è una manovra pubblicitaria, quali sono i benefit per George? Posto che, come dicono, Elisabetta sia una “donna dello schermo” di dantesca memoria, utilizzata dall’attore, previo contratto milionario, per mascherare la sua omosessualità, e posto che le dicerie sulle tendenze di George proseguono indisturbate a prescindere da questo accordo, quali altri possono essere i vantaggi? Se, al contrario, la relazione è autentica: perché uno come George, quando si parla della sua bella e fortunata vita privata, non impedisce almeno che diventi tutto così dannatamente cheap (leggasi: poraccio)?

Clooney Fastweb

E a proposito di “Cheapness and beauty”, tanto per citare un brutto album di Boy George, ritorno sullo spot della Fastweb: perché George ha accettato di (non) recitare anche in quello spot, dove tradisce un sincero imbarazzo, nel momento di pronunciare quel terrificante “È un piagìri (è un piacere)!” in risposta al medio man Fastweb che lo invita ad imboccare la via della comunicazione avant garde? Perché ha consentito di farsi accarezzare, all’uscita dall’aeroporto, da una vecchietta importuna, improbabile e male doppiata (è chiaramente pazza una che senza conoscerti ti si avvicina e ti dice “che carino” piazzandoti la mano sulla faccia, dai), rispondendo pure “Cierto (certo)!” alle sue molestie, invece di chiamare la sicurezza? Perché si è fatto conciare come un impiegato dell’ufficio protocollo del comune di Pieve Fissiraga? Perchè? Perchè!

“Fate un passo avanti”: aridàtece il vecchio George.

About Francesco Ripa

Nato ad Ancona nel 1982, è dottorando di ricerca in Italianistica a Roma. Si definisce quasi un ‘anfibio culturale’: è attore professionista, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e alla Nuct di Cinecittà, ed ha recitato in cortometraggi, spot e fiction televisive; ma allo stesso tempo ama la scrittura e la letteratura. Ha pubblicato anche su alcune riviste letterarie. Scrivere di televisione rappresenta per lui una felice ‘quadratura del cerchio’ della sua personalità professionale.

2 Comments

  1. Robi

    febbraio 8, 2011 at 10:43

    Quando mi riavrò dalle convulsioni post-lettura, prenderò fiato e lo rileggerò di nuovo.
    Sei terribile.
    Ce piace ce piace

  2. Pingback: L’ex di Amici Lidia Cocciolo con Clooney nello spot Fastweb | LaNostraTv

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