Giornalisti in Egitto e alla Festa di Sant’Agata. E il bambino con il pigiama a righe?

By on febbraio 5, 2011
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Caccia allo straniero in Egitto questa settimana: giornalisti arrestati e minacciati. Informare fa paura a Mubarak, che ha fatto temere il peggio per i nostri colleghi inviati in Egitto. Telecamere sequestrate, giornalisti perquisiti, arrestati e poi liberati, giornalisti rinchiusi in hotel per paura, informazione al bavaglio. Ora il governo si scusa per l’aggressione e il leader dell’opposizione El Baradei si dice pronto a governare. Pericolo scampato? Anche in Italia ci sarà la guerra civile? E a proposito di soprusi, questa settimana Canale5 ha mandato in onda in prima serata il film “Il bambino con il pigiama a righe” che ha suscitato una profonda riflessione in tutti gli Italiani e che non è passato di certo inosservato, visto il successo d’ascolti: 19% di share e 5,3 milioni di telespettatori, nonostante la spietata concorrenza. Un film di Mark Herman, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel Dicembre 2008, tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne.

Il bambino con il pigiama a righe filmUn film ambientato durante la seconda guerra mondiale (nazismo, ndr) che ha messo in luce le assurde quanto ingiustificate differenze tra bianchi (nota come “la razza ariana”) ed ebrei. Un film che ha fatto riscoprire l’essenza dell’amicizia, di un sentimento che va al di là di un “filo spinato” e al di là di una differenza razziale; l’amicizia, un sentimento che ha avuto il suo culmine nella scena finale: mano nella mano i due bambini muoiono nella camera a gas. Inutile il tentativo del papà di Bruno, che di professione era soldato – sostenitore della causa nazista, di poterlo salvare: ha provato sulla sua stessa pelle i soprusi che si accingeva a fare sugli ebrei. Un film che mostra come l’uomo sia “buono” ma che sia portato dalle circostanze, dalla politica e dall’ipocrisia dilagante, a compiere atti atroci come l’uccisione di massa degli ebrei. Quali reali differenze ci fossero tra ebrei e bianchi, nessuno lo sapeva; perchè odiarli, perchè erano inferiori e perchè erano il male della società, perchè erano buoni a nulla. Ma il vero perchè nessuno voleva saperlo o forse nessuno lo sapeva: quello il regime pretendeva, e basta. Un invito a non lasciarsi intimorire dalla società, a seguire il proprio cuore, a credere ai valori autentici e soprattutto a non vendere la propria anima, la propria personalità, le proprie idee ad una società ingiusta e razzista.

Festa di Sant'Agata CataniaA Catania, invece, in questi giorni gli abitanti sono in subbuglio. Negozi chiusi, scuole chiuse, città bloccata. E’ la Festa di Sant’Agata, una delle feste più partecipate ed amate in Italia e nel Mondo. Ne parlano tutti, anche il TG1 di Augusto Minzolini. Mobilitazione anche delle tv locali di Catania: Telecolor e Antenna Sicilia. Queste, da giorno 3 Febbraio, si avvicendano per raccontare la festa a chi non può “assaporarla da vicino”. Un servizio eccellente che continuerà anche oggi 5 Febbraio con una lunga diretta (Antenna Sicilia) dalle ore 17,30 fino alle 20,15 e poi dalle 20,45 alle 23,30. Secondo alcune indiscrezioni – pare che si paghino ticket d’ingresso nei balconi che si affacciano sulla processione della Santa e che gli Hotel più inn della città abbiano addirittura preparato delle deliziose cene per intrattenere i clienti e per.. aumentare i prezzi! La maratona televisiva (Telecolor) si concluderà domani 6 Febbraio con il canto delle suore, la salita di Sangiuliano e il rientro della Santa in tarda mattinata (ore 12,30).

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