L’Italia non è stanca dei reality show?

By on febbraio 20, 2011

-align: justify;”>Grande Fratello La Fattoria Amici La Talpa X Factor L'Isola dei Famosi La Pupa e il Secchione Logo

Sono trascorsi oramai più di dieci anni da quando in Italia è sbarcato il fenomeno del reality show, un genere completamente rivoluzionario che ha cambiato il modo di concepire la televisione di oggi. Era il 14 Settembre 2000 quando Daria Bignardi apriva la prima diretta dalla casa del Grande Fratello e con essa si apriva anche la porta del mondo della “realtà come intrattenimento”. Quando si parla del “Grande Fratello” non si può non citare il celebre romanzo di George Orwell, datato 1984, da cui fu preso lo spunto per dare nuova linfa ad un televisione che sembrava destinata a non offrire nulla di nuovo ad un pubblico che, invece, richiedeva sempre novità, nuovi stimoli, nuovi programmi e nuove idee. Il “concept” del Grande Fratello I era di una semplicità mostruosa, che oggi definiremmo banale,  se lo si confronta con tutte le novità che si sono poi susseguite negli anni fino ad arrivare all’edizione 2011 condotta da Alessia Marcuzzi: cinque uomini e cinque donne costretti a vivere in un appartamento immerso di telecamere e microfoni che registrano non-stop ogni più piccolo avvenimento che si svolge all’interno di quelle mura. Inizialmente per i concorrenti non notare l’ingombrante presenza dell’occhio elettronico puntato addosso è difficile, ma poi col passare dei giorni si è portati a superare questo scoglio e a vivere l’esperienza nel modo più naturale e spontaneo possibile. Si cominciano a creare all’interno della casa situazioni di vita quotidiana che tutti noi viviamo, quali innamoramenti, litigi, il primo bacio e chi più ne ha più ne metta. Poi ogni due settimane il pubblico sovrano da casa decide chi deve esser eliminato dal reality e così via, fino a quando l’ultimo concorrente sopravvissuto si aggiudica un premio in denaro.

Da quel giorno niente sarà più come prima. Ecco che comincia a diffondersi a macchia d’olio il “trash” nella tv in quanto nulla, in verità, si può considerare più di cattivo gusto dentro una realtà televisiva. Sebbene inizialmente il Grande Fratello era stato circondato da una “patina” intellettuale, considerato quasi come un esperimento scientifico per misurare psicologie, gestualità, comportamenti dei reclusi, oggi, dopo anni di vero e proprio bombardamento da reality che ha distrutto la televisione italiana, si è arrivati ad associare alla parola “reality” quella di “tv spazzatura”.

Quasi come un virus, il fenomeno si è divulgato in Italia senza risparmiare niente e nessuno: dall’ ”Isola dei Famosi”, alla “Talpa”, dalla “Fattoria” a “Ballando con le Stelle”, ma la lista potrebbe allungarsi a dismisura. Il reality show oggi vuole creare personaggi televisivi, ovvero riportare in auge personaggi che in passato erano stati definiti vip ma che il mondo aveva dimenticato. Nulla di più.

Divismo, uso del proprio corpo, idee di protagonismo, trasgressione: sono questi gli ingredienti che compongono i reality, ed il pubblico sovrano da casa sembra non saziarsi mai. Cosa mai resterà della amata televisione italiana, capace di dar vita nei decenni passati a programmi in cui il talento, la sobrietà e la moderazione erano le fondamenta?

About Carlo Pioletti

Nato a Milano nel 1986, diplomatosi in Lingue, attualmente frequenta l'ultimo anno della Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da sempre coltiva due grandi passioni: la recitazione e le lingue. Ha trascorso la sua vita liceale tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti e poi ha frequentato un corso di recitazione. Ha lavorato per progetti cinematografici e teatrali quali "Gangster a Broadway", "Il mistero dell'assassino Misterioso", "Loss of Memory" e "La terra dei sogni". Collabora anche come speaker radiofonico per una radio sul web firmata Radio 105. Vince nell'Ottobre 2010 il Premio Nazionale Marcello Mascherini come Miglior Attore. Protagonista nello spettacolo teatrale "Il Mistero dell'Assassino Misterioso". Il suo sogno nel cassetto è diventare attore professionista.

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