150° Anniversario: anche la Tv ha contribuito all’Unità d’Italia

By on marzo 17, 2011
tricolore

Il 17 marzo del 1861, nacque da un Italia divisa in sette Stati il nuovo Regno, Vittorio Emanuele ne venne eletto il Re. Ovviamente la storia della Tv inizia molto dopo, precisamente  nel 1959. Eh si, perchè questo elettrodomestico ha unito, insegnato, fatto discutere intere generazioni. Come tutte le cose la Televisione aveva un costo e non tutti gli italiani se lo potevano permettere, quindi per vederla le persone si radunavano nei cinema, nei bar, nelle parrocchie e nelle sedi di partito. In un certo senso la Tv si consumava insieme, rafforzando l’idea di gruppo e promuovendo nuovi elementi di conversazione. Le famiglie si riunivano davanti a Carosello (dal ’57 al ’77), la ninna nanna per tanti bambini, che dopo averlo visto andavano a letto. La trasmissione era un susseguirsi di messaggi pubblicitari, presentati come un innovativo spettacolo televisivo. Carosello già nella sigla, con l’apertura del sipario, le immagini di varie piazze italiane, voleva dare un senso di unità nazionale, cosicchè tutti si potessero riconoscere.

I quiz? Genere televisivo che dobbiamo all’indimenticabile Mike Bongiorno (sotto nella foto): Lascia o Raddoppia, nel 1955 aveva un seguito impensabile, tanto da far considerare la Tv un nuovo modello di socializzazione.

Mike Bongiorno in Lascia o Raddoppia

Le partite di calcio, i mondiali, tutti appuntamenti imperdibili per gli sportivi, che a casa di amici o nei bar si riunivano per discutere, litigare su quello che è lo sport nazionale per eccellenza. In Tv l’unione è anche educazione, infatti nel 1960 nacque Non è mai troppo tardi: era un vero e proprio corso di lingua italiana per analfabeti, tenuto da Alberto Manzi (nella foto sotto, ndr). A questo maestro va riconosciuto il merito di aver fatto prendere la licenza elementare a più di un milione di persone. Il programma faceva parte di una campagna di alfabetizzazione voluta dal governo e realizzato mediante l’installazione di 2000 Televisori sparsi in tutta Italia.

Alberto Manzi foto

La Tv informa, è la nostra finestra sul mondo. Ha fatto vivere virtualmente a tanti di noi gli orrori della guerra, trasmettendoli in diretta, catapultandoci al fronte via satellite. Come dimenticare nel 1991 l’annuncio di Emilio Fede che da Studio Aperto dà la notizia dell’inizio della Guerra del Golfo. In un attimo il conflitto diventa reale, per quelli che come me l’ha studiato solo sui libri di scuola.

Oggi con internet, il digitale e la pay Tv, questa unione è un pò frammentata, nel senso che la famglia forse non è più così unita davanti allo schermo. Però questo pluralismo televisivo ci dà la possibilità di scegliere cosa e chi guardare. E comunque la Tv, con i suoi personaggi, i programmi continua e continuerà a farci discutere, parlare, litigare ma alla fine unire. Viva L’Italia, Viva la Tv.

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.

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