Geppi Cucciari con G’Day su La7: diamole il beneficio del dubbio

By on marzo 1, 2011

E chi l’avrebbe detto. Ma soprattutto chi lo sapeva. Ebbene si, G’Day condotto da Geppi Cucciari è stato quasi un fulmine a ciel sereno. Infatti se non fosse stato per la mia collega Taty Rossi, che ha pubblicato l’articolo il 25 febbraio, nemmeno io, che seguo molto La7, avrei saputo della partenza di questo nuovo progetto televisivo. Quando va in onda? Alle 19.40. Ogni sera si parla di un argomento di attualità diverso, Geppi lancia un sondaggio al quale il pubblico può esprimere la propria preferenza con un sms o sul sito della rete. Dentro ad un enorme frigo giallo troviamo in collegamento, un ospite, con il quale la Cucciari dialoga in modo amichevole per tutta la puntata. Una presenza quasi inutile è quella di Giovanni Bagnari, che serve alla conduttrice per qualche battuta sarcastica e per dare il numero di telefono al pubblico.

Le novità di questo G’Day? Beh intanto la diretta, che da anni non si vedeva in questa fascia oraria. La conduzione solitaria di una donna, che come mestiere principale fa l’attrice comica. Abbiamo poi assistito al ritorno delle telefonate da casa, infatti si può chiamare e raccontare qualcosa di inerente all’argomento della puntata, in 7 secondi. L’idea del sondaggio invece arriva dalla fortunata esperienza della Cucciari a Victor Vittoria, qui non hanno fatto altro che allungare il brodo, aggiungendo poi dei filmati dove i protagonisti sono le persone comuni.

Geppi, ma è capibile, soffre e si irrigidisce per colpa della diretta. Infatti l’attrice non è sciolta come al solito, non ci risparmia però con le sue battute pungenti che la caratterizzano. La Cucciari è brava, si merita questa opportunità perchè ha un curriculum vastissimo e soprattutto le qualità per sostenere un programma in piena autonomia.

G'Day il nuovo preserale de La7 condotto da Geppy Cucciari

Il dubbio che mi sorge, avendola seguita attentamente anche dalla Cabello, è che Geppi non sia molto pratica di improvvisazione. Infatti in certi punti non ha saputo riempire dei vuoti provocati da telefonate che non arrivavano, o filmati che non partivano.

Sicuramente il secondo appuntamento è stato migliore del primo, infatti il programma e la conduttrice, hanno tutte le qualità per migliorare e diventare un appuntamento apprezzato dal pubblico. Aspetterei prima di parlare di flop, in quanto dobbiamo dare la possibilità al telespettatore di abituarsi, di affezionarsi, sia al format ma anche a Geppi, ormai diventata un volto famigliare della nostra Tv.

L’attrice insieme a poche altre, sa far ridere sul serio, è autoironica dimostrando anche a G’Day, che l’arma per conquistare il pubblico è non prendersi sempre troppo sul serio.

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.

9 Comments

  1. Maestrina

    marzo 2, 2011 at 11:30

    Secondo me Zamperetti dovrebbe migliorare leggerissimamente il proprio italiano!!! No così, giusto perchè se uno decide di scrvere che lo faccia bene eccchecaspita

  2. nicola zamperetti

    marzo 2, 2011 at 14:07

    Ciao Maestrina, grazie per aver letto il mio articolo. Accetto le critiche, mi farebbe piacere sapere cosa non ti ha convinto del “mio italiano”. Sai non si finisce mai di imparare. Grazie Nicola

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  5. francesco

    giugno 24, 2011 at 01:28

    geppi cucciari è bravissima, una comica con una grande prospettiva
    i dati auditel non confermano, ma basta solo aspettare

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  8. gianluca

    luglio 7, 2011 at 16:38

    Salve..il vostro programma G day sembra centrare in pieno l’ argomento della famiglia, della poltica e della giornata. Perchè si chiama G day? G è per caso il centro della cose?
    Quali cose? Da filosofo mi scervello per comprendere e non capisco, da scrittore se dovessi scrivere non sò quale sarebbe l’ argomento perchè non ho la possibilità di seguirvi; d’autore inserirei, con garbo, me stesso. Geppi, o Geppina, sembra una donna con lo stendi pasta nella mano destra e il torcione nella sinistra; ci manca solo la scimitarra tra i denti ed il fucile dietro la schiena. Scherzo!!!!Brava.

  9. sono un altro maestrino

    luglio 26, 2011 at 20:06

    “Ebbene si”: “sì”, quando è affermazione, ha l’accento.

    “fulmine a ciel sereno”: a parte l’uso di “quasi” (poco elegante), l’espressione indica, generalmente, un evento spiacevole. Non sembra questo il caso.

    “che ha pubblicato l’articolo il 25 febbraio”: l’autore dell’articolo non ha ancora parlato di questo articolo e quindi avrebbe dovuto scrivere: “che ha pubblicato un articolo su questo argomento il 25 febbraio”. Noto, en passant, che qui la virgola prima del relativo è sbagliata.

    “un sondaggio al quale il pubblico può esprimere la propria preferenza”: “preferenza” qui non ha senso (non si vota a favore di qualcuno), meglio “opinione”.

    “troviamo in collegamento, un ospite”: la virgola è sbagliata. Mai si mette tra verbo e oggetto, a meno che non se ne metta un’altra prima di “in”.

    “la diretta, che da anni non si vedeva”: la diretta non “si vede”, in questo caso. Eventualmente si può riscrivere così: “il programma è in diretta, come non succedeva etc.”

    “chiamare e raccontare qualcosa”: “qualcosa” è veramente inelegante. “Raccontare un aneddoto” può essere migliorativo.

    “L’idea del sondaggio”: l’idea di utilizzare in trasmissione i sondaggi. Altrimenti, come anche sopra, non si capisce da dove vengano fuori i sondaggi stessi, dei quali mai s’è parlato nell’articolo. In italiano distinguiamo tra articolo determinativo e indeterminativo per qualche motivo.

    “Victor Vittoria”: a parte che il titolo di una trasmissione andrebbe tra virgolette, comunque qui è l’ortografia ad essere sbagliata: “Victor Victoria”. Del resto la Cabello si chiama Victoria.

    “qui non hanno fatto”: e dove sarebbe il soggetto? Da specificare: “i responsabili del programma”, “gli autori” etc.

    “aggiungendo poi”: “poi”? Già in “aggiungere” c’è l’idea dell'”inoltre”. Inutile e in questo caso dannosissimo.

    “non ci risparmia però con le sue battute pungenti”: “risparmiare” qui dovrebbe essere transitivo: “non ci risparmia le sue battute pungenti”. “sue” è inutile, in questo caso, perché è detto dopo “che la caratterizzano”.

    “Il dubbio che mi sorge, avendola seguita”: qui un gravissimo errore di sintassi. “sorge” ha come soggetto “il dubbio” che è anche soggetto, grammaticalmente, di “avendola seguita”. Una tragedia sintattica.

    “in certi punti”: “punto” qui ci sta veramente come i cavoli a merenda. Meglio “momenti”.

    “riempire dei vuoti”: qui l’articolo partitivo non ci sta, più facile “riempire i vuoti”

    “il programma e la conduttrice, hanno tutte le qualità”: mai la virgola tra soggetto e predicato.

    “sia al format ma anche a Geppi”: qui occorre scegliere una delle due alternative: “sia al format sia a Geppi”, “non solo al formato, ma anche a Geppi”. Prima di “ma” ci dovrebbe essere una virgola.

    Qua e là la punteggiatura è scorretta.

    Così mi pare che sia ristabilita la verità dell’italiano.

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