Le donne contro Non è la rai negli anni 90′. Arrivava il corteo della protesta l’8 Marzo

By on marzo 8, 2011

Le donne e la televisione, un rapporto sempre difficile, controverso, indiscutibimente sempre oggetto di polemiche. La tv metterebbe troppo in evidenza il corpo delle donne, svalutandone la loro intelligenza. Sembra essere questa l’accusa principale rivolta al piccolo schermo. Sempre e comunque. Oggi come ieri. Tutto incominciò con le bellezze formose lanciate dal “Drive In“, ma le contestazioni più aspre vennero proprio con l’arrivo delle mitiche ragazze di “Non è la rai“. Negli anni 90′ successe qualcosa di molto particolare proprio in questa giornata, l’8 Marzo, la festa della donna. Curando una rubrica dedicata alle ex protagoniste del programma ideato e diretto da Gianni Boncompagni, non potevo esimermi dal raccontare quello che sarebbe accaduto l’8 marzo del 1994. Quel giorno la trasmissione “Non è la rai” non andò in onda in diretta televisiva, come di solito accadeva. Fortunatamente. L”8 Marzo, il centro Palatino (luogo di registrazione del programma) fu letteralmente invaso da un corteo di sole donne che minacciosamente avanzava negli studi. Al grido “noi siamo donne, non siamo ambranate“, le ragazze protestavano perchè non si sentivano rapresentate dal modello di donna che lanciava il programma. Ad essere maggiormente colpita era la regina di “Non è la rai”, Ambra Angiolini, il cui ruolo dell’antipatica di turno le aveva regalato grande successo, ma, al contempo le critiche piovevano da ogni fronte. Al grido di “tremate, tremate, le streghe son tornate” una flotta di donne (non certo armate di mimosa) non riuscirono nel tentativo di avere un faccia a faccia con Ambra e amiche.

Una protesta raccontata dai media, ma che di fatto si è rivelato un buco nell’acqua. Secondo le donne del corteo, il programma contribuiva a lanciare un messaggio negativo sul modello femminile. Loro non ci stavano e non si sentivano rappresentate da fanciulle in fiore che ballavano a ritmo di musica, a volte, gettandosi anche in piscina. Il programma non aveva la pretesa di volere rappresentare un modello femminile e soprattutto di imporre un concetto di donna poco cresciuta. La filosofia di “Non è la rai” era il totale disimpegno, il totale cazzeggio mediatico portato alla ribalta da una schiera di adolescenti spesso timide e impacciate, altre volte scatenate e spigliate

Questa protesta tutta al femminile entrò, a tutti gli effetti, tra gli eventi più significativi che caratterizzarono la storia di un programma entrato ufficialmente e per motivi diversi tra i cult che hanno caratterizzato un decennio indimenticato.

About Giuseppe Marco

Autore, redattore, giornalista. In una parola "un creativo" della televisione. Si laurea in Scienze della Comunicazione. Al lavoro di analista tv, affianca la frequentazione del Master per autori tv e ha modo di studiare con E. Menduni e C. Freccero. Firma come autore due edizioni dell’Annuario della televisione e in seguito arriva l’esperienza con “Moltomedia”, il laboratorio creativo di Mediaset. Il suo “format crossmediale” viene selezionato dal team Mediaset come uno dei progetti vincitori e inizia il suo percorso di lavoro come autore, che porterà alla realizzazione di un prototipo del progetto. Attualmente lavora in trasmissioni televisive delle reti Mediaset.

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