Rossella Brescia lascia Colorado e racconta le papi-girls

By on marzo 27, 2011

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Questo, si sa, è un periodo un po’ burrascoso sul fronte politico. Intercettazioni, festini, escort, bunga bunga, ormai sono parole fin troppo note che riempiono notiziari e quotidiani. Ma siamo in Italia, e qui queste vicende aiutano a vendere (o vendersi). Anzi, se sei nell’occhio del ciclone per esserti venduta in cambio di diamanti e una Louis Vuitton, bè, tanto di cappello. Anzi, ti regalo anche le copertine delle migliori riviste, e già che ci sono ti invito alle serate più esclusive. Bè, qui funziona così ormai, che ci piaccia o no. Nonostante le dignitose e giuste proteste delle donne (quelle vere) sembra che la situazione non sia molto cambiata. Continuo a vedere Ruby e compagnia bella su ogni copertina patinata, e sento parlare di lei come ospite d’onore, madrina e guest star alle feste più in. Tutto ciò mi procura una nausea alquanto fastidiosa, ma temo di doverci fare l’abitudine se voglio continuare ad informarmi, comprare giornali e sapere cosa accade in questo strano paese.

Dunque, l’ultima in ordine di apparizione che ha qualcosa da dire sullo scandalo delle papi-girls è Rossella Brescia, che svela le sue (misere) informazioni sulle giovani fanciulle che hanno lavorato con lei a Colorado: Raffaella Fico, Melita Toniolo, Nicole Minetti, Marysthell Garcia Polanco. E lo fa sulle pagine di Vanity Fair. Intanto, veniamo a conoscenza di una triste novella: la Brescia ha lasciato la conduzione di “Colorado”. Ma onde evitare di far precipitare nell’ansia i numerosissimi affezionati che, ne sono sicura, non hanno la più pallida idea di come faranno a sopravvivere senza, vi dico che la ballerina è tornata al suo primo amore e la vedremo presto a teatro con “Cassandra”, un balletto scritto (casualmente) dal fidanzato Luciano Cannito. L’originalità dello spettacolo riguarda l’ambientazione: non più la Grecia ma la Sicilia del 1954, non più il cavallo di Troia ma il televisore, nemico della ragione umana e spesso diseducativo. E brava Rossella, che cavalca l’onda dell’attualità e le riflessioni sulla povertà televisiva.

Ma tornando agli scandali, la Brescia dice la sua sulle “coloradine” che si sono succedute nel programma. La prima distinzione la fa tra Raffaella Fico, Melita Toniolo e le altre: le definisce infatti più dive, perché facevano anche altri programmi. Le altre erano solo delle vallette. Bè, come dargli torto. Melita Toniolo ha lavorato duramente in Lucignolo, Raffaella Fico si è esibita in balletti memorabili in quel di Trasformat. Dunque è evidente l’elevata professionalità che le distingue, io per prima le avrei immediatamente distinte dalle altre che, sinceramente, chi sono? Di Nicole Minetti dice che era una donna chiusa, mentre Marysthell era gentile e le parlava spesso dei suoi figli. Già. Tuttavia la stessa Brescia non riusciva a capacitarsi di come delle semplici vallette potessero stare così bene economicamente.

Ecco infine la perla dell’intervista: Rossella dichiara che le ragazze sono state scelte grazie a dei provini (noi ovviamente ci crediamo. Ma certamente è solo un caso che siano state poi tutte indagate) e che lei era felice che le ragazze fossero così belle “così toccava a loro fare le bonazze, non a me”. Adoro quando certi personaggi televisivi decidono di darsi un tono dichiarando di non voler puntare sulla bellezza. Della serie “io sono quella brava, loro quelle belle. E incapaci”.

About Wendy Migliaccio

Nata a Milano nel 1985, ha maturato molto presto una grande passione per il cinema e per lo spettacolo. Contemporaneamente agli studi Universitari che l’hanno portata a laurearsi in Scienze e Conservazione dei Beni Cinematografici, Teatrali e Televisivi, con una tesi su “Luci della ribalta” di Charlie Chaplin, ha frequentato un corso di recitazione presso il CTA Centro Teatro Attivo. La passione per la recitazione l’ha portata a Roma, dove ha vissuto due anni. Ha continuato a studiare presso la Scuola di Cinema di Roma e ha recitato in cortometraggi, pubblicità, video musicali e fiction, tra cui “I Cesaroni” sulle reti Mediaset. Oggi lavora a Milano come giornalista nella redazione di ClassLife, canale dedicato alla moda, al lusso, all’arte e allo spettacolo.

8 Comments

  1. rossella

    marzo 27, 2011 at 17:19

    va be ho capito che dire la verità non paga !perchè trovare sempre altre motivazioni?mi hanno fatto delle domande ed io ho risposto.certamente non ho chiamato il giornale per fare dichiarazioni clamorose primo perchè non mi interessa secondo perchè l’intento era far sapere che sono a teatro con uno spettacolo in cui si butta il sangue ,dove ci vogliono prove e sudore!carissima ti invito a teatro !un abbraccio.rossella brescia

    • Franco

      marzo 30, 2011 at 23:52

      Bravissima Rossella!

      Ti ho sempre ammirato per la tua costanza, tenacia, forza, simpatia, talento, sincerità e bravura (e non lo dico tanto per fare la sviolinata). Sono sicuro che riscuoterai un grande successo a teatro con “Cassandra”, e, in bocca al lupo per la nuova avventura televisiva con “Uman”.

      Un abbraccio!

  2. Wendy

    marzo 27, 2011 at 17:38

    Rossella, se sei davvero tu allora ti spiego l’assoluta ironia del mio pezzo (come gli altri, del resto). Mi piace scrivere con un po’ di cinismo e critica anche su argomenti che mi piacciono, figurati. Ho riportato anche io un po’ il succo dell’intervista. Alla fine si è parlato tanto, pure troppo di queste ragazze che se non la si butta un po’ sul sarcasmo non se ne esce. Come ho scritto “Cassandra” promette di essere originale ed attuale. Verrò a teatro volentieri 🙂

  3. Claudia

    marzo 28, 2011 at 10:06

    Brava Rossella! mi hai tolto le parole di bocca con la tua risposta alla giornalista di questo blog, io ho letto la tua intervista su Vanity e non mi è sembrato proprio che volessi cavalcare l’onda della pubblicità dovuta a queste vallette.
    Piuttosto il pezzo sopra mi sembra un pò fuori luogo per una che non si è mai voluta fare pubblicità su casi di attualità o gossip.
    E poi cara Wendy che male c’è se una coppia lavora insieme, mica stanno a FREGà NESSUNO?!
    Claudia

    • Wendy Migliaccio

      marzo 28, 2011 at 11:31

      Non c’è nessun male, cara Claudia. Come ho già scritto, il mio pezzo va letto con l’ironia evidente che lo pervade. Riportavo parti dell’intervista con un po’ di sano sarcasmo e cinismo che in generale c’è in ogni mio pezzo, ripeto, anche su personaggi e argomenti che mi piacciono. Non mi sembra di aver scritto nulla di così fastidioso.

  4. Fabio Giuffrida

    marzo 28, 2011 at 17:46

    Gent.mi,
    essere giornalisti significa indurre alla riflessione, utilizzare un tono sarcastico, critico e talvolta cinico, per aprire gli occhi ai lettori. Fare elogi non è cosa nostra.
    Wendy Migliaccio ha scritto un pezzo eccellente.

    Cordiali Saluti,
    Fabio Giuffrida – Caporedattore

  5. annalisa

    marzo 28, 2011 at 17:58

    si ma neanche scrivere cavolate con tutto il rispetto!brava rossella

  6. rossella

    marzo 28, 2011 at 17:59

    ti aspetto !un abbraccio

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