Diretta Stadio: lo show nello show di Elio Corno e Tiziano Crudeli: analisi di un fenomeno che sta facendo scuola

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Diretta Stadio 7 Gold

Per gli appassionati di calcio che non l’avessero mai vista (onestamente è difficile trovarne uno) diciamo subito una cosa: imperdibile, ovvero da vedere almeno una volta nella vita! Ci riferiamo a Diretta Stadio, il vero programma di punta, ci scuserà Aldone Biscardi, di 7 Gold, rampante emittente televisiva lombarda a diffusione nazionale. La formula del programma è antica come il mondo: commentare le partite di calcio, campionato, champions league o nazionale che sia, con una peculiarità che, però, è tutta tipica delle tv locali. A differenza delle blasonate trasmissioni della domenica sera, Domenica Sportiva e Contro Campo su tutte, i commenti vengono fatti a caldo, in diretta, proprio mentre il dado viene tratto e non si può più tornare indietro.

Ma le “sorprese” non finiscono qui. Il parere tecnico – tattico alla partita, vera e propria passione del popolo italico pieno zeppo di sedicenti esperti di pallone, viene espresso senza le immagini, ovvero senza che il telespettatore possa guardare cosa sia accaduto e farsi un proprio autonomo giudizio (a meno che ovviamente non sia fornito di decoder e abbonamento pay tv). Tutto quindi è affidato esclusivamente alla parola e alla mimica dei commentatori, autentici fuoriclasse di un genere in rapida ascesa: la spumeggiante telecronaca creativa di parte.

Ebbene sì, anche questo è un punto da sottolineare. In Domenica Stadio, telecronisti e commentatori sono assolutamente e volutamente di parte. C’è lo juventino, l’interista e il milanista, ma non mancano i cronisti tifosi di Roma, Lazio e Napoli, insomma, le squadre più rappresentative del tifo nazionale. Lo schema è lo stesso di “Quelli che il calcio” con alcuni importanti e necessari distinguo già accennati precedentemente. Innanzitutto Domenica Stadio si occupa solo ed esclusivamente di calcio (rare le finestre su Formula 1, motomondiale e altri sport) e le uniche interruzioni alla fiumana di commenti, precisazioni, ammonizioni e rigori, sono costituite dagli spot pubblicitari, per quanto anche questi si interrompano in caso di gol. Mancano quindi distrazioni o divagazioni di tipo musicale o cinematografico.

Da non sottovalutare poi la cornice in cui avviene il programma, mandato in onda su un circuito privato che consente maggiore libertà d’azione, sperimentazione ed espressione creatività ad autori, conduttori ed ospiti (tutti i più importanti show man di oggi sono figli della tv privata). Il risultato è la rappresentazione puntuale del più autentico “bar sport” italiano, seppur fortunatamente privo delle volgarità e delle approssimazioni tecniche che spesso si sentono proprio in quei contesti. Protagonisti (quasi) assoluti, i sagaci giornalisti Elio Corno e Tiziano Crudeli, uno interista e l’altro milanista, perfetta contrapposizione calcistica che assicura sempre dinamicità e verve al dibattito. La polemica è sempre scorrevole e godibilissima a tal punto da creare il più classico effetto “meta teatro”, uno spettacolo nello spettacolo in cui la partita è solo l’effimero pretesto per metter su la trasmissione che sa vivere di luce propria, autoalimentandosi di spunti, battute e commenti tecnici di livello forniti a turno da esperti del calibro di Mauro Bellugi, Stefano Eranio, Riccardo Ferri, Evaristo Beccalossi, Michelangelo Rampulla o Luciano Moggi.

Insieme a loro, giovani giornalisti col giusto grado di passione, tifo e preparazione come l’ “interologo” Filippo Tramontana e la brava e bella Giovanna Martini (inviata del Processo di Biscardi) coordinati a turno dai senior Fulvio Giuliani e Giancarlo Padovan, oramai storica firma dello sport italiano. Un parterre ricco e competente che riesce spesso a mettere in secondo piano la partita stessa o, ed è comunque un grande risultato, a raccontarla senza le immagini, sostenuto al massimo da una lavagna magnetica su cui descrivere la traiettoria della palla.

Un esempio di tv spontanea e ruspante (molto seguito e ripreso anche su YouTube), antesignano di un nuovo modo di vivere e commentare il calcio, un modo partigianamente euforico ed entusiastico che ha fatto scuola sia nelle emittenti locali che nelle ricche pay tv che forniscono l’opzione “commento tifoso”. A Diretta Stadio il riconoscimento di aver fatto bene, senza immagini e i costosi diritti del calcio, di necessità virtù.

 

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