Il senso della vita: gli ascolti impietosi e la Rassegna Stampa negativa

By on aprile 11, 2011
Paolo Bonolis Luca Laurenti

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La scelta di voler portare un programma difficile e “silenzioso” come Il senso della vita in prima serata, soprattutto in una rete come Canale 5, che  ha sempre marciato su programmi di ben poco spessore culturale (leggasi Grande Fratello, Uomini e donne, Ciao Darwin e chi più ne ha più ne metta) si è rivelata e continua a rivelarsi più che mai errata, almeno sul piano degli ascolti, che in questo caso più che mai sembrano essere inversamente proporzionali alla qualità e all’intelligenza del programma di Paolo Bonolis. Nemmeno la critica, però, sembra apprezzare; e dopo la Rassegna Stampa della scorsa settimana, questa settimana sembra essere ancora più ferma nel bocciare il format.

La prima puntata, in onda il 27 Marzo su Canale 5, aveva esordito discretamente, con 3.704.000 telespettatori e il 16% di share, complice anche una forte concorrenza in casa Rai, che proprio quella domenica cominciava a trasmettere la nuova -pessima- serie de Un medico in Famiglia; la seconda puntata, andata in onda Domenica 3 Aprile, era crollata però a 2.486.000 telespettatori (11,90% di share), avvicinandosi pericolosamente al flop di Stasera… Che sera! di qualche mese prima, nonostante un abisso separi i due programmi: già si ipotizzava una chiusura anticipata o il ritorno nella collacazione originaria in seconda serata. Nemmeno ieri sera, infine, i risultati sono stati incoraggianti: appena 2.571.000 telespettatori e il 12,36% di share, contro i 6 milioni di telespettatori (25% di share complessivo dei due episodi) di Un passo dal cielo, la nuova fiction di Rai Uno con Terence Hill. Davvero un pessimo risultato, quindi, per Bonolis, abituato a ben altri numeri.Il senso della vita ligabue Foto

Anche questa settimana, la Rassegna Stampa non è stata del tutto positiva. Antonio Dipollina (Repubblica) afferma: “Forse è un’impressione, ma sul nuovo Il senso della vita di Paolo Bonolis approdato alla prima serata aleggia un po’ troppo la concezione di atto dovuto. Doveva farlo prima o poi: è finito dritto contro la corazzata del Medico in famiglia, lo sapeva prima e alla fine contano le motivazioni. Sembrano scarsine, nel caso in questione. I vari passaggi, alcuni buoni, sono appiccicati uno dietro l’altro, niente è esaltato a dovere. Se era un modo per far capire che il programma può andare solo in seconda serata, è quello giusto. Se è un modo per togliersi lo sfizio prima di ri-salutare Mediaset, idem”.

Continua Mariano Sabatini su Metro: “Per ammantare di cultura un programma non basta invitare il professor Odifreddi. Se non si è credibili si rischia di realizzare il programma più presuntuoso e pretenzioso della storia del piccolo schermo. Senza senso e senza vita dentro”.

Francesco Specchia (Libero) scrive: “Ci sono due elementi che spiazzano nell’asfaltatura d’ascolti di Bonolis. Il primo elemento è che Bonolis, richiesto d’un commento al suo floppone abbia dichiarato: ‘Giudico positivo l’obiettivo raggiunto da Il senso della vita che, in accordo con l’Azienda, vuole proporre argomenti e linguaggi nuovi rispetto all’offerta abituale di Canale 5. A chi volesse parlare di numeri aggiungo che sono eccellenti data la tipologia…’. Come dire: rivendico la superiorità morale dei miei programmi, e me fotto. La qual cosa non solo spiazza, in bocca a un signore che oggi fa l’11,9% di share e solo un anno fa spernacchiava il concetto di ‘frammentazione degli ascolti’ sventolando i picchi del 30% di Ciao Darwin, che non era esattamente Apostrophe, il programma intellettuale di Antenne 2 (nè Paolino è mai stato Bernard Pivot). E dovrebbe pure far incazzare i dirigenti di Canale 5 che magari consideranoTerra o Zelig gioiellini d’indubbia qualità. Insomma, chiunque altro, ad un’affermazione del genere sarebbe stato crocifisso su un’antenna parabolica. Tra l’altro, gli stessi dirigenti Mediaset dovrebbero decidersi: o si afferma sempre che per Mediaset conta il ‘target commerciale’ (e allora dovremmo aprire una parentesi, chessò, su Kalispera seguitissimo ma non dai big spender); o conta sempre l’auditel tout court, ma, in tal caso, quando si prendono tranvate nei denti, il silenzio diventa regola aurea. Il secondo elemento che spiazza è l’ostinarsi a scarrellare in prima serata un programma come Il senso della vita non colto ma erudito, non divulgativo ma pedante, non lieve ma gassoso che ha la pretesa di impartire allo spettatore lezioni etica e buona coscienza. Pericolosissimo. Abbiamo già dei problemi a digerire i decaloghi moraleggianti da Saviano, faremmo volentieri a meno di quelli pop di Paolino o di Odifreddi. Intendiamoci, Bonolis rimane tra i migliori animali tv. Ma non basta invitare Walter Bonatti, o il quartettoAccorsi-Pasotti-Santamaria-Favino vestiti da Beatles di Sgt. Pepperper elevare il tono e diventare Enzo Biagi. Soprattutto se sei Paolino, l’eroe di Ciao Darwin e Chi ha incastrato Peter Pan?, il teorico della vaporizzazione del pensiero”.Il senso della vita bonolis Foto

Infine Marco Molendini su Il Messaggero aggiunge: “La settimana scorsa abbiamo parlato bene del Senso della vita di Paolo Bonolis, non perché sia un programma perfetto (ce ne sono?) ma perché nella desolazione generale è almeno un tentativo di sforzarsi, di uscire dalle consuetudini e di provare a fare uno show diverso. Presunzione? E’ possibile. Mancanza di credibilità? Forse. Se è vero (e lo è) che il pubblico televisivo è abitudinario, diventa impresa ardua rivolgersi alla platea della prima serata di Canale 5 ammaestrato da mesi di Grande Fratello. Insomma, in parole povere, Bonolis sconta soprattutto i peccati della rete. Ma, in effetti, qualche peccato lo commette anche lui. E il maggiore è almeno di immodestia, un atteggiamento che lo spinge a cadere nella prolissità, nel ridondante, nella saccenteria”.

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.

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