Il senso della vita: gli ospiti della seconda puntata e la Rassegna Stampa

By on aprile 3, 2011
Paolo Bonolis Luca Laurenti

Il senso della vita è senza dubbio il migliore programma tra le Reti Mediaset, ma… molto spesso la qualità in TV non paga. Così, l’esperimento in prima serata del celebre programma di Paolo Bonolis, anche a causa di una fortissima concorrenza su Rai Uno che domenica scorsa, con la prima puntata de Un medico in famiglia 7, aveva stravinto la sfida auditel con ben 6.387.000 spettatori (share del 22,14%) nel primo episodio e 5.947.000 (26,24%) nel secondo, contro 3.704.000 (16,56%) de Il senso della vita, non è riuscito. In realtà, non si sa quanto sia rimasto dell’originale Un medico in famiglia, che quest’anno è stato fortemente snaturato e privato della fondamentale presenza dell’amatissimo Nonno Libero; Il senso della vita, invece, non delude i suoi telespettatori, offrendoci alcune interviste davvero sentite e commoventi e diversi immancabili momenti di pura comicità e divertimento tra Paolo Bonolis e Luca Laurenti, una delle coppie più consolidate e divertenti della TV.Dopo Luciano Ligabue e Christian de Sica, protagonisti della prima puntata, ospiti del secondo appuntamento televisivo, in onda questa sera in prima serata su Canale 5, saranno Gigi Proietti, che si racconterà in un’intervista e condividerà i momenti più importanti e curiosi della sua vita; Stefano di Battista col suo Jazz Quintet; Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Giorgio Pasotti e Claudio Santamaria; Massimo Polidoro, che racconterà alcuni particolari aneddoti sulle esperienze paranormali; Ewa Mayer, protagonista di una vicenda legata ad Equitalia e il giornalista Gino Castaldo.

Ricca la rassegna stampa di oggi, con giudizi più o meno positivi sul programma da parte dei giornalisti più illustri. Si comincia da Alessandra Comazzi de La Stampa, che afferma: “Programma complesso, Il senso della vita, tutto giocato sulla personalità di Bonolis. Che unisce la bravura di conduttore, il cinismo, l’umanità, la capacità di commuoversi, la caparbietà. Questa trasmissione è dunque l’essenza del bonolisismo: lo spirito divulgativo, sviluppato con Odifreddi che ci dice se sia nato prima l’uovo o la gallina (l’uovo); l’esagerazione: definisce «immensa» la figura di Christian De Sica, ohilà; la comicità, che sviluppa nel gioco da Fratelli De Rege, o da clown bianco e «tony», con Luca Laurenti; la capacità di mettere a proprio agio gli ospiti, come l’assai simpatico Ligabue; il gusto della contaminazione; la compassione: che per lui significa far raccontare a una mamma sfortunata la sua storia. Non si dica, però, che è speculazione sentimentale: la giovane donna lo guardava davvero con aria riconoscente. Come non darle ragione, dopotutto Il senso della vita è nato e rimane in funzione di Bonolis. Senza di lui e la sua spalla storica sarebbe tutta un’altra storia.

Continua Aldo Grasso de Il Corriere della sera, che, con la sua solita insoddisfazione generale e scomodando persino Aristotele, dichiara: “Bonolis ci tiene, eccome! Il senso della vita rappresenta per lui il riscatto da tutta la spazzatura che è «costretto» a produrre per non venir meno al senso degli affari. Solo che è obbligato a combattere, e a soccombere, contro due fantasmi retorici: la pretenziosità e l’inadeguatezza. Anche lui compila liste, anche lui s’interroga sul dolore universale, anche lui crede nella realtà della salvezza, anche lui vuole impedire di vivere e morire in pace a coloro che hanno troppa buona coscienza. Però è pretenzioso e lo spasmo salvifico non tollera il barocco: non appena si atteggia a «finto colto» o dice frasi tipo «mi è sovvenuta notizia che…», il senso del ridicolo lo travolge impietosamente. Bonolis è storicamente inadeguato al compito che si prefigge con questo programma, sia che usi come spalla Luca Laurenti o quello spiritosone di Piergiorgio Odifreddi. A rendere un oratore credibile, diceva Aristotele, sono l’intelligenza, la virtù e la benevolenza. Quando manca una di queste tre caratteristiche, la sua credibilità è compromessa. Non sappiamo dire quale, ma l’impressione è che a Bonolis una delle tre caratteristiche manchi sempre”.

Il senso della vita FotoMassimo Tosti, su Italia Oggi, sembra dover trovare a tutti i costi un pretesto per criticare il format: “Il canovaccio è rimasto lo stesso delle tre precedenti edizioni (salvo la fisiologica, e non sempre positiva, ipertrofia: tre ore abbondanti di trasmissione) con qualche ritocchino. Sono rimasti i dialoghi alla De Rege con l’imbranato Luca Laurenti, un duetto che, ormai, funziona meglio negli spot del caffè. E sono rimaste le interviste con le domande dettate dalle foto su maxischermo”. Rimango dell’opinione che è inutile stravolgere un programma per il gusto di farlo. Gli esempi che si possono fare in questo senso sono tantissimi: i cambiamenti portano quasi sempre all’esaurimento e alla decontestualizzazione del programma stesso.

Camilla Costanzo (Libero) pensa invece che la scenetta con De Sica sia stata abbastanza pietosa, e che Bonolis sia inadeguato per l’occasione (convinta lei!): “E’ bastato l’intervento di Christian De Sica per capire che qualcosa non tornava. Il comico si è presentato con un foglio nel quale aveva già scritto delle ipotetiche domande. Una specie di copione al quale il conduttore si è dovuto attenere ma che ha fatto apparire la cosa piuttosto ridicola. De Sica si era preparato gli sketch per essere certo di strappare delle risate che, però, non sono arrivate. Bonolis è uno straordinario conduttore, ha tempi comici invidiabili ma non è un uomo da talk. Dovrebbe conoscere quali sono i suoi talenti e spingere su quelli, non avere la pretesa di svelarci il senso della vita. Pretesa, peraltro, impossibile”.

Concludiamo con Michele Galvani, che su Leggo ha addirittura parlato di inutilità del programma: “Il re mida del piccolo schermo ha deciso di anticipare il suo racconto fotografico alle 21.10. Ha invitato Luciano Ligabue a parlare di cielo e spartiti e Christian De Sica a raccontare aneddoti privati. Non se ne sentiva l’esigenza: nulla hanno tolto ma neanche aggiunto allo spettatore. Semmai il conduttore e la sua inseparabile spalla Luca Laurenti hanno contribuito con gag da Ciao Darwin a rendere lo show più noioso di un sermone del prof di latino. Alla fine, meglio le note del Jazz Quintet di Stefano Di Battista”.

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.

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