Mediaset al centro della polemica: l’ultima trovata è un reality con gli insegnanti precari

By on aprile 14, 2011
scuola_48491

text-align: center;”>Reality show sulla scuola Mediaset Foto

La pupa e il secchione formato VIP? Eh sì, dalle ultime indiscrezioni pubblicate dall’Agenzia di stampa Dire, Canale 5 avrebbe annunciato un casting per docenti precari rimasti senza lavoro a causa della riforma Gelmini per partecipare a un reality show nel quale farebbero da insegnanti a una classe di VIP ignoranti. Il premio finale consisterebbe nella possibilità di avere lo stipendio pagato per dieci anni. La notizia ha fatto il giro del web, causando proteste da ogni dove. C’è persino una pagina del social network Facebook intitolata “No al ridicolo programma sui precari della scuola Mediaset!” in cui ci si appella al buon senso e si chiede la cancellazione dell’iniziativa. Gli autori della pagina, infatti, dicono: “Siamo disgustati, anche se sappiamo già che un tale programma garantirà un mucchio di ascolti e li farà giocando sulla pelle dei precari, già martoriati dai tagli. Questo è un programma dove attori stile Forum, faranno la parte di insegnanti che tutto sommato accettano la pseudo riforma e ne parleranno bene. Non fanno niente senza tornaconto”.

Decisamente sulla notizia la Dire, che sostiene di essere andata a scovare persino i conduttori: “Nicola Savino e Barbara D’Urso, quest’ultima, addirittura, nei panni della preside”. E Orizzonte Scuola aggiunge: “In questi giorni appare sempre più spesso sui canali Mediaset una striscia pubblicitaria con la quale il casting comunica di essere alla ricerca di docenti precari. Il cast sarebbe formato da ex concorrenti tra i più somari della storia dei reality nei panni di studenti e docenti precari nei panni di insegnanti che avranno il compito di preparare i vip ad affrontare una gara di quiz”. Ancor più dura la reazione della Cgil Scuola: “Dopo le offese da parte del premier alla scuola statale, l’offesa da parte delle sue reti a lavoratrici e lavoratori precari, che hanno contribuito finora ad assicurare il diritto all’istruzione, sotto costante attacco da parte di quelle istituzioni che dovrebbero invece garantirlo”. Se da una parte potrebbero essere numerosissimi i candidati al programma, tra le fila del Coordinamento Precari Scuola gira una mail che invita a boicottare il reality. “Sul momento siamo stati favorevolmente colpiti dall’idea che si volesse fare una trasmissione che desse voce ai precari della scuola – dicono – finalmente! e, invece, l’amara sorpresa: apprendiamo con rabbia e sgomento che l’idea è quella di mandare in onda un reality show nel quale saranno coinvolti anche i docenti precari. Insomma prima la politica riduce alla fame i precari della scuola, poi arriva il reality show che ha l’unico scopo di sfruttare la disperazione per denigrare i precari della scuola rendendoli fenomeni da baraccone”.

Mi viene da chiedere: chi saranno i VIP coraggiosi che prenderebbero parte al programma? E poi, in così poco tempo diventerebbero improvvisamente intellettuali? Insomma, a Mediaset non bastano i discutibili programmi che partorisce di anno in anno, ma è necessario anche fare il punto sull’italiano medio, così vorace di siffatta Tv-spazzatura.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

3 Comments

  1. Giuseppe

    aprile 15, 2011 at 09:40

    Da qualche mese sui canali Mediaset va in onda uno spot che recita: «Sei un insegnante precario della scuola? Sei disoccupato? Vuoi rimetterti in gioco e fare qualcosa di diverso? Contattaci, puoi vincere dieci anni di stipendio» che tradotto in euro significa: percepirai subito 150 mila euro, una cifra che, con i tempi che corrono, è allettante.
    Leggendo i giornali che riportano le reazioni a questo ipotetico show/reality del quale abbiamo, però, solo qualche dichiarazione dai responsabili, mi viene in mente un vecchio proverbio nostrano che dice:“Perché bagnarsi prima di piovere”?
    La dichiarazione più significativa è quella del direttore di Canale 5, Massimo Donelli: “ il programma è stato pensato per valorizzare una professione che è troppo spesso sottovalutata in un gioco di contrasto con la scarsa preparazione di persone note, simpatiche, amate dal pubblico, ma bisognose di rinfrescare le nozioni base dei tempi. Sarà costruito, perciò, sulle materie scolastiche che ogni italiano, studente o ex studente, dovrebbe padroneggiare e metterà al centro, insegnanti preparati e disposti a colmare, in una dimensione insieme seria e ludica, le lacune degli alunni-star”.
    Si tratterebbe, perciò, a dire del Donelli, di un format che vuole valorizzare una professione sottovalutata senza spettacolarizzare la situazione drammatica di chi la vive,che mette in palio 10 anni di stipendio per i docenti che dovranno “istruire” con una serie di quiz, una classe di vip scelti tra i più ignoranti della storia dei reality show.
    Sono convinto che i docenti preparati stiano meglio in un’aula di scuola che sotto i riflettori di uno studio televisivo e che il precariato e la disoccupazione siano temi troppo seri e in forte conflitto con la spensieratezza propria di questi programmi, ma non capisco perché bisogna etichettare , a priori, l’iniziativa come un modo per svilire un problema economico e sociale che le “forbici” di Tremonti-Gelmini hanno accentuato. Sostengo che l’insegnante, dal docente della scuola dell’infanzia a quello della scuola superiore, siano figure da tutelare, da salvaguardare e da amare.
    Se, però, la realizzazione dello show, sarà fedele all’obiettivo e non cadrà nel banale ridicolizzando una professione fondamentale alla crescita di ogni società civile, se riuscirà a non mescolare la finzione con la non finzione cioè con il dramma dei precari, rifiutarla “a priori” mi sembra, nella migliore delle ipotesi, piuttosto strumentale.
    Sappiamo pochissimo su questa iniziativa, ma molti non perdono tempo per definirla “la peggiore dei format televisivi” che porterebbe i docenti a prostituirsi moralmente per un tozzo di pane.
    Sarebbe ingenuo pensare che un reality possa risolvere i problemi dei precari dalle dimensioni sempre più ampie e preoccupanti, mi sembra,però, fuori posto quanto affermato dalla Flc – Cgil: “Dopo le offese del premier alla scuola statale, l’offesa da parte delle sue reti a lavoratrici e lavoratori precari. Non serve una reality-strategia, ma una reale assunzione di responsabilità”.
    Non mi si dica che affermazioni come quella attribuita alla responsabile scuola del PD: “Il berlusconismo taglia i fondi a scuola, università e cultura per ridurre gli operatori di questi settori a prostituirsi moralmente per un tozzo di pane” non siano strumentali e poco finalizzate alla problematica dei precari.
    Condivido la “rabbia” e la delusione del fondatore del Forum precari della scuola di fronte all’incapacità della politica e del sindacato a affrontare seriamente i loro problemi ma non questa affermazione dal sapore puramente strumentale: «Prima il governo mette gli insegnanti in mezzo alla strada con i tagli agli organici poi le televisioni della famiglia del premier sfruttano la loro disperazione con la solita lotteria della fortuna».
    Non posso condividere, ancora, quanti affermano, a priori, che la dignità e il forte senso del dovere dimostrato, possa “essere messo in vendita e sacrificato sull’altare del peggiore dei format televisivi” perché credo e spero che questa iniziativa possa diventare l’occasione per un serio dibattito “corale” sul “ pianeta precariato” impegnando sindacati, politici e associazioni per arrivare a soluzioni che allineano sempre di più il nostro Paese al resto d’Europa.
    E’ già attivo un sito Facebook contro il progetto, ma ne vorrei aprire uno parallelo contro altri reality tipo “Il grande fratello” o “ l’isola dei famosi” per stigmatizzare le banalità e i messaggi diseducativi trasmessi con grande disinvoltura e forte incidenza sugli spettatori.
    E forse anche un altro per notare come nel privato si riesce a focalizzare un problema sociale sul quale la politica e il sindacato spendono solo parole.
    Giuseppe Luca

  2. Pingback: Mediaset: salta il reality sui docenti precari | LaNostraTv

  3. gianni tirelli

    maggio 6, 2011 at 20:43

    LA TELEVISIONE: LA GRANDE PUTTANA

    Mi meraviglia la meraviglia di chi si meraviglia (o, ostenta meraviglia), di fronte ai continui e sistematici atti di divina violenza, che si consumano dentro le mura di casa, nelle strade e in ogni luogo. La puritana ipocrisia insita in questo meravigliarsi, è a dir poco sconcertante. Volgarità, effimera vanità, ostentazione narcisistica del proprio corpo, riluttante pornografia, becera pubblicità, chirurgia estetica, programmi televisivi impregnati di lordume umano, dove si decantano i disvalori, e si consumano sacrifici umani alla stupidità, alla menzogna e alla licenza, sono gli ingredienti di una miscela esplosiva che si traduce in disperate forme di violenza, risultato di comportamenti compulsivi. La portata di fuoco diseducatrice e le forti sollecitazioni sul piano del desiderio erotico sessuale insoddisfatto, innescano nell’individuo una delirante frustrazione che, nell’appagamento, esaurisce la sua carica nevrotica. La televisione, la grande puttana, é il mandante di tutta questa violenza su donne e bambini. È lei che legittima un tale degrado, ed elude ogni sua responsabilità. È a dir poco, spudorato, il meravigliarsi di tutto ciò, quando uno stuolo di baldracche, in vendita al peggiore offerente, si prostituiscono a tempo pieno sui canali televisivi (ed altro), con il bene placido, e la totale approvazione di un Sistema che, nell’indice di ascolto, incarna il suo fine ultimo. Se non comprendiamo il nocciolo della questione, risolvendo il problema alla radice, nessuna forma di repressione, sarà in grado di produrre i risultati auspicati. Dunque, pene certe, e pene severe, per gli autori di tali crimini e, messa al bando, per chi istiga, a comportamenti compulsivi e violenti, agendo sulle emozioni primordiali dell’essere umano. Il Sistema liberista, trova il suo capro espiatorio, nell’ultimo anello della catena dell’illegalità, sollevando, ogni altro soggetto (o, interlocutore), dalle sue responsabilità. Il motivo di tutto questo, è chiaro anche al più cretino degli uomini; e faccio un esempio. Per i rifiuti tossici e pericolosi, dispersi sul suolo campano, non è mai individuata o accertata la loro origine o la provenienza. No!! Ci si accanisce su una manovalanza disperata, o su qualche giunta di nessun conto, certi, che non produrrà nessun turbamento o motivo di preoccupazione per i veri criminali. I profitti illeciti di questa gente, sono tutelati dal Sistema stesso con cui li spartisce. Ecco, la televisione, si comporta esattamente come la Confederazione Generale dell’industria Italiana; scaglia il sasso e nasconde la mano. Il Sistema Liberista Relativista, ha legittimato e sdoganato l’illegalità dei vertici del potere economico industriale e, con retorica demagogia, si avventa, come il grande inquisitore, sull’organizzazione del lavoro sporco.
    Non siamo, che i clienti di un Sistema perverso, classificabili in base al potere d’acquisto. Allo strapotere economico, corrisponde una totale assenza di etica e di dignità e la nostra vita, non ha più significato di un rantolo nel buio.

    Gianni Tirelli

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *