No Mafia Day a Catania: ricordando Pippo Fava e I Siciliani

By on aprile 30, 2011
Pippo Fava I Siciliani

Si terrà oggi pomeriggio a Catania dalle 16 alle 18 il “No Mafia Day”, iniziativa promossa dalla Consulta Provinciale degli Studenti. Un modo per dire no alla Mafia e per ricordare gli eroi uccisi dalla Mafia perchè non si sono piegati al sistema, perchè hanno combattuto la violenza e l’omertà: “Scendiamo in piazza per difendere il diritto alla libertà, per schierarci dalla parte della giustizia e per lanciare alle stelle la nostra sfida: dire no alle Mafie”. Giuseppe Fava, Antonino Agostino, Beppe Alfano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Piersanti Mattarella, Pasquale Almerico, Peppino Impastato, Pio La Torre, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino etc. In una giornata in cui stiamo rischiando di perdere uno dei pilastri del giornalismo italiano, Lamberto Sposini, e in un’annata dove la Stampa ha perso tempo a scannarsi e si è fatta serva del potere, è nostro dovere ricordare il giornalista Pippo Fava, Direttore de “I Siciliani” che morì, ucciso dalla Mafia, nel lontano 1984. A svelarci tutti i retroscena, senza peli sulla lingua e con un linguaggio crudo e diretto Massimo Gamba autore del libro “Il Siciliano – Giuseppe Fava antieroe contro la mafia” (edito da Sperling & Kupfer)

Libro Il Siciliano Giuseppe Fava Massimo GambaMassimo Gamba, giornalista e autore televisivo, scrive: “Come si diventa un eroe? Pippo Fava non si deve essere mai posto questa domanda. La semplice scelta di fare con passione il proprio mestiere diventa una sfida eroica, lanciata contro il potere mafioso che governa la città. Il Siciliano racconta questa sfida portata avanti prima con il Giornale del Sud e poi con I Siciliani, rivista senza soldi e senza padroni che esprime una forza di denuncia travolgente e diventa in poco tempo un insuperato esempio di giornalismo antimafia. Pippo Fava pagherà con la vita e il potere mafioso cercherà di ucciderlo una seconda volta seminando sospetti, calunnie e menzogne sulla sua morte. Troverà giustizia solo dieci anni dopo. Infine: la libertà di stampa è l’unica arma che, ieri come oggi, può cambiare la realtà”. Fare il giornalista è una missione più che un lavoro, è avere il diritto e il dovere di raccontare la verità ai lettori, è il dovere di essere uno sbirro, il cane da guardia dei potenti.

Interpellato in esclusiva da “Lanostratv.it”, Massimo Gamba vuole esprimere un desiderio: “Spero che il ricordo dell’esperienza di Pippo Fava, oggi, possa essere un sostegno per tutti quelli che lavorano e si battono per una libera informazione e soprattutto un monito per quei giornalisti – e sono tanti in Italia – che hanno dimenticato, ripudiato, sbeffeggiato, umiliato, vilipeso la ragion d’essere del loro mestiere”. Pippo Fava era un rivoluzionario, uno che non riusciva a stare zitto e che non sopportava i soprusi: fu il primo a parlare di Mafia, quella parola che – ieri come oggi – fa paura agli Italiani. Oggi, però, è assodato: la Mafia c’è, al Nord come al Sud. E Nando Dalla Chiesa aggiunge: “Al Sud si combatte di più la Mafia” e quando, rivolgendosi agli studenti di un noto liceo, chiede chi conosca Pippo Fava, nessuno risponde tra lo sconcerto generale. Segno che alcuni giovani sono “imbottigliati” da notizie inutili e da sterili polemiche.In Italia il vero peccato non è il male, ma raccontarlo. La storia di Pippo Fava è una dura condanna per chi, invece, di provare a spezzare il giogo dei silenzi e degli accomodamenti, si accontenta di una connivente ipocrisia civile” dichiara il magistrato Gian Carlo Caselli.

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