Omnibus: la politica del risveglio

By on aprile 2, 2011
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Sarà forse che la mattina ha l’oro in bocca, che al risveglio si è tutti un po’ più calmi, rilassati e di buon umore. Sarà che la levataccia per entrare in studio sottrae già un po’ di forze agli interlocutori. Sarà quel che sarà (come cantava Josè Feliciano) ma il dibattito politico mattutino di Omnibus, in onda ogni giorno dalle 7:50 circa alle 10 su La7 (subito dopo la prima parte del programma che inizia già un ora prima), offre quasi sempre un buon esempio di talk show di approfondimento. Si tratta infatti di un programma che, pur godendo dei toni sobri e concilianti del risveglio, non rinuncia mai ad analizzare temi scottanti e ospiti di primo piano con risultati di pubblico e di critica di assoluto rilievo. Considerando infatti la fascia oraria di programmazione, quella in cui mezza Italia è intrappolata nel traffico cittadino e ferroviario per raggiungere fabbriche, scuole e uffici, l’audience è di tutto rispetto.

Il programma, come dicevamo, è diviso in due parti. Nella prima, in onda dalle 7, le classiche informazioni di servizio del mattino: il meteo (sapientemente spiegato e annunciato dall’ottimo Paolo Sottocorona, per anni al Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare Italiana), il traffico e la rassegna stampa, ovvero le informazioni comuni più meno a tutte le trasmissioni in onda in quella fascia oraria, nazionali o locali che siano. Nella seconda parte, il cambio, si passa dall’informazione “pura” al dibattito. Omnibus può essere quindi considerato il primo barometro quotidiano della politica italiana, il medico che tasta il polso della situazione e che prefigura spesso gli sviluppi attesi o disattesi della giornata.

La levataccia della redazione porta a questo strategico risultato: arrivare primi sui commenti del giorno precedente e capire se la notte ha realmente portato consiglio ai sempre più scontrosi parlamentari nostrani. La trasmissione è aperta dal titolo (tema) del giorno, creato ad arte dalla redazione con giochi di parole e punzecchiature verbali più o meno esplicite riferite a fatti o personaggi presenti in studio o collegati dall’esterno. Si tratta di titoli che tentano di sintetizzare (bene) le 24 ore precedenti per un risveglio soft da servire ai telespettatori affamati di politica e subito in cerca di “emozioni”. Alcuni esempi: “Lampedusa in rivolta. Libia: schiaffo all’Italia e Berlusconi fa il legal-show” del 29 marzo oppure giusto per citarne altri due a caso “Il Cav, il Vice, il Senatur e il bolscevico: che bella impresa!” del 30 ottobre 2009 e “Silvio e Gianfranco: voto a rendere?” del 19 novembre 2009. In studio, a preparare i succulenti antipasti della giornata, esponenti di primo piano della politica e della stampa nazionale, con un turnover non eccessivo ma accettabile. Forse infatti non tutti sono disposti a vedere l’alba (chi sa) o probabilmente nelle misteriose stanze delle segreterie di partito (esisteranno ancora?) c’è chi decide quali volti e personalità sono più adatte al dibattito del mattino e quali agli scontri muscolari della sera.

Il risultato, però, almeno questo, è soddisfacente. Gran parte del successo va dato comunque ovviamente ai conduttori e alla struttura de La7 che continua la faticosa ma fruttuosa opera di posizionamento sullo scenario televisivo italiano, puntando a monopolizzare definitivamente il tasto numero sette dei telecomandi italiani e che ha tra l’altro da poco fatto il restyling al proprio logo, introducendo un trapezio giallo oro sulla destra del numero. A professionisti di lungo corso, come Edgardo Gullotta, Andrea Pancani, Andrea Molino o Gaia Tortora (tra gli altri), eleganti, capaci e mai sonnacchiosi, nonostante l’ora, il merito di aver istituzionalizzato l’approfondimento politico del mattino ideato e voluto una decina di anni fa dall’ex direttore del tg Antonello Piroso, un appuntamento divenuto oramai fisso per molti amanti del genere e che pare giorno dopo giorno attirare sempre più telespettatori.

 

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