Parla con me: le chicche di Nanni a Serena Dandini

By on aprile 22, 2011
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“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” (Ecce Bombo, 1978). Alla fine Nanni Moretti (segno zodiacale Leone, classe 1953) è andato! Ci riferiamo alla sua partecipazione a “Parla con me”, programma di Serena Dandini, diventato oramai un vero e proprio cult (l’ennesimo) di Rai3, anche grazie a Dario Vergassola e ai mitici Elio e le Storie Tese. Moretti ieri sera si è “elegantemente” accomodato sul divano rosso, ben disposto a raccontare qualche chicca sul suo ultimo film “Habemus Papam”.

Giacca blu, cravatta rossa, aria sorniona e dubbiosa alla Massimo D’Alema (ma non diteglielo però perché non lo considererebbe un complimento), il geniale regista e intellettuale romano, inizia a commentare la sua ultima fatica, rispondendo con tranquillità alle domande – provocazioni della Dandini, sua fan dichiarata.

Il punto, fa subito sapere la Dandini, è capire direttamente dalla voce dall’autore, il senso autentico del film, un film su cui si è detto e si sta dicendo tutto e il contrario di tutto (che è già un successo! No?). C’è chi è stato deluso perché pensava si trattasse di un racconto sull’attuale pontefice, chi sul precedente Karol Wojtyla. “Nulla di tutto questo” dice Moretti “anche se la pellicola si apre proprio con le scene del funerale di Giovanni Paolo II e in Polonia, suo paese natale, stanno aspettando tutti impazientemente di vederlo”. C’è poi chi invita a boicottarlo, come una parte dell’establishment cattolico e chi invece se n’è subito innamorato, preti compresi. Tanti commenti insomma, per un regista e personaggio che sa fare bene il suo mestiere, checche se ne dica.

Tu cosa ne pensi?”, ha allora insistito la Dandini. “Ognuno vede i film come crede” – ha precisato salomonicamente in un primo momento Moretti. “Non si tratta di un film sul pontefice”, ha continuato “per quanto” lo ha interrotto la Dandini “molti forse volevano una versione vaticana del Caimano, con tutti i segreti e i gossip della vita oltre le mura”. “E’ piuttosto una pellicola che parla degli uomini e delle loro debolezze. Anche papi e vescovi sono uomini e anche loro quindi possono avere momenti di sconforto e soffrire di solitudine”.

Un film che fa ridere e piangere, come ha sottolineato ancora la Dandini che prima di chiudere l’intervista è riuscita anche a strappare un paio di chicche al regista. La prima, sul protagonista assoluto della pellicola, il francese Michel Piccoli che stremato dalle riprese notturne del film una notte stava quasi per lasciare tutto e tornare in Francia: “quella notte, passato il rischio dell’abbandono di Piccoli, chiamai subito mio figlio Pietro a cui raccontai l’episodio e lui, anziché dar ragione a me disse: Piccolì è un grande!”.

La seconda, forse più importante è quella sul senso “prospettico” del filmAlla fine della pellicola c’è la scena del balcone di Piazza San Pietro, lasciato vuoto da un uomo che non se l’era sentita di diventare papa e aveva coraggiosamente deciso di lasciare”. “Il bello del cinema” – conclude Moretti – stà anche in questo: nascondere cose che ancora non riusciamo a vedere”. Caimano, docet!

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