Rocco Siffredi messo a nudo da Chiambretti

By on aprile 17, 2011

text-align: center;”>Rocco Siffredi a Chiambretti Night Canale5 Foto

Puntata “Vietata” quella dello scorso sabato notte al Chiambretti Night. In studio c’era Rocco Siffredi stella internazionale del cosiddetto cinema hard e icona del machismo italico. Annunciato dalla fanfara chiambrettana come una star di Hollywood, Siffredi ieri sera si è messo a nudo, anche se stavolta “solo” metaforicamente (d’altronde sull’altro versante aveva già ampiamente dato).

Ne è venuta fuori, come sempre una bella e originale trasmissione caratterizzata sia dai curiosi aneddoti legati all’ospite che dalla solita irriverente abilità del conduttore, Pierino Chiambretti, ancora tra i pochi veri provocatori e geniacci della tv italiana e nello specifico di Mediaset, dove pare che alcuni suoi colleghi, abbiano perso ormai l’ispirazione sulla via della fama. (Gialappas e Mammuccari su tutti, sempre molto ripetitivi e uguali a se stessi).

Ma torniamo alla puntata di ieri sera. Protagonista assoluto, come dicevamo, Rocco Siffredi. Un Siffredi assolutamente inedito che anziché mostrare addominali e muscoli “vari”, ha intrattenuto il pubblico parlando della sua vita e di un problemino decisamente da por*no divo. La chiacchierata è iniziata dalla sua adolescenza durante la quale, udite udite, era chierichetto di una parrocchia della sua città natale, Ortona, in provincia di Chieti. Che dire, un esemplare caso di eterogenesi dei fini!

Fino a 13 anni dunque, chierichetto, poi lentamente la metamorfosi, fino ad arrivare alla prima pellicola hard. “Andai a vederla al cinema di Ortona con mio padre e mio zio” – ha detto Siffredi – “due persone intelligenti, incuranti della morale bigotta di provincia, che non hanno ostacolato la mia carriera”. “Se i miei genitori me lo avessero chiesto” – ha continuato “avrei comunque smesso senza batter ciglio, ma evidentemente la mia professione doveva essere quella”. Questi i primi commenti dell’attore, come sempre sincero e senza ipocrisie e convenevoli di sorta, apparso decisamente più “onesto e determinato” di altri suoi colleghi di altri generi cinematografici, spesso più fumo che sostanza.

Piero Chiambretti e Rocco Siffredi Chiambretti Night Foto

Raccontati i primi passi, con curiosi intermezzi sulla dieta del po*no divo (uova, latte e carboidrati, fissi ogni giorno) Chiambretti passa al punto dolens dell’attore: la dipendenza da sesso. Siffredi, oggi quarantasettenne, nell’intervista ha infatti parlato della decisione presa qualche anno fa di smettere i panni di attore per concentrarsi solo sulla professione di produttore. Una intenzione difficile da metter in pratica, ha subito rivelato, difficile perché una “parte di se” non voleva saperne di smettere e perché il cinema professionistico hard, aveva ancora bisogno di lui. Nonostante la crisi economica del “genere erotico”, dovuto essenzialmente al file sharing su internet e nonostante la volontà di lasciare, Siffredi alla fine ha ceduto ed eccolo di nuovo in sella. A sostenerlo poi, quel suo particolare “problemino” (eufemismo) ad una parte del corpo che – ha detto Siffredi – “per un certo tempo mi ha portato perfino da medici specialisti, per capire se la voglia costante di “patatine” (bip), fosse o meno un problema”. Evidentemente no, forse una dote, chiosavano ironicamente (ma nemmeno troppo) in studio.

Alla fine della trasmissione, dopo un vera e propria seduta psicanalitica fatta all’attore dal Dottor Chiambretti (lo ripetiamo, come al solito geniale) e da una vera psicoterapeuta, arriva in studio un ultimo importantissimo pezzo della vita di Siffredi, la moglie Rosa, donna bella, intelligente “e soprattutto paziente, perché per sposare uno come me, la pazienza non è mai troppa”. Complimenti allora ai bravi Chiambretti, Siffredi e alla signora Rosa.

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