Talk show e reality: il futuro è dei “parenti”?

By on aprile 15, 2011
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Alla fine della stagione televisiva 2010 – 2011, ispirati da un imperativo categorico, non fare di tutt’erba un fascio, vogliamo soffermarci su un fenomeno che sta caratterizzando sempre più, trasmissioni e programmi di approfondimento della tv italiana: i “parenti”.

Lo ribadiamo, non è mai corretto buttare tutto in un unico calderone, ma nella tv italiana, il caso dei parenti di Vip, semi Vip e protagonisti della cronaca, presenti in reality e talk show, sembra continuare ad (auto) riprodursi senza sosta, rischiando di far diventare la parentela un indispensabile (non l’unico si spera) pre requisito per conquistare quelli che il grande Andy Warhol definiva “i propri 15 minuti di notorietà”.

Gli esempi positivi non mancano ma le domande restano: i “parenti di” sono effettivamente dei predestinati della “professione televisiva”? Sono diventati le nuove star del piccolo schermo? Interrogativi forse retorici e banali per la tv italiana che tanto per citare un episodio, nell’edizione 1989 del Festival di Sanremo, si inventò la “conduzione dei figli d’arte”, con risultati non proprio esaltanti e memorabili.

I “casus belli” della programmazione degli scorsi mesi sono due: la sezione ad hoc per “i parenti di” dell’ultima edizione dell’Isola dei Famosi e la tetragona presenza in reality e talk show, dei familiari delle vittime degli ultimi tragici fatti di cronaca nera, accaduti tra il 2010 e il 2011. Padri, madri, figli, fratelli, suocere, mogli ed ex fidanzate, senza escludere nessun ramo dell’albero genealogico, spingendosi fino “al vicino di casa del cugino dell’amante dello zio del concorrente”, hanno infatti affollato stabilmente gli studi di reality, talent, quiz e talk show, divenendo autentici protagonisti di un meta – reality a parte (un reality nel reality).

L’esempio dei familiari di vittime di episodi di cronaca nera o dei discendenti di personaggi storici (con tutti i dovuti distinguo del caso ovviamente), sono i più eclatanti ma se ne potrebbero citare tanti altri pescando alla cieca nei palinsesti di tv nazionali e locali. Si tratta molto spesso di casi in cui il “parente” sovrasta dopo poco il consanguineo e la sua presenza da sporadica e strumentale (per capirne di più o fare gossip sul congiunto Vip) diventa stabile e indispensabile (pensiamo ad esempio a La Vita in Diretta, Domenica 5 o al caso diretto dell’Isola). I parenti diventano così vere e proprie icone da rotocalco rosa. Il “punto” è che fanno audience e quindi emittenti e inserzionisti non vogliono rinunciarci, contendendosele come stelle di Hollywood. Qualcuno forse dirà che questa è la televisione “low cost del futuro”, quella “popolare e democratica”, ma non crediamo, molto modestamente e forse da bacchettoni, possa continuare ad essere considerata tra i modelli prediletti dei ricchi network nazionali.

Un tempo questa si chiamava “tv verità”; oggi, purtroppo la cosiddetta verità o familiarità, non fa sempre rima con “qualità” ma in ogni caso segnerà la stagione televisiva appena trascorsa.

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