Telegiornali, Silvio Berlusconi ha troppo spazio secondo l’Agcom

By on aprile 29, 2011
silvio berlusconi tg

Silvio Berlusconi (nella foto) dilaga sui telegiornali italiani. A sostenerlo è l‘Autorità per la Garanzia della Comunicazioni. Il presidente del consiglio, dunque, è sovraesposto rispetto a quelli che sono gli spazi dedicati all’opposizione. Per l’Agcom il problema diventa ancora più grave in quanto il capo del governo è direttamente coinvolto nelle elezioni amministrative del comune di Milano, che si terranno il prossimo maggio.

L’Autorità Garante per le Comunicazioni ha ribadito che tutti i notiziari televisivi devono “attenersi con particolare rigore ai principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste e i soggetti concorrenti, fino alla fine della campagna elettorale, ricordando che non è consentito un uso di riprese televisive con presenza diretta, non giustificata, di membri del governo o di esponenti politici“.

Augusto Minzolini, direttore del Tg1, già al centro di numerose polemiche perché troppo vicino alla linea politica del governo Berlusconi (ma non solo), non ci sta. L’ex giornalista de “La Stampa” sostiene di avere rispettato la par condicio e che esecutivo, maggiorannza e opposizione parlamentare hanno avuto spazi equi nel suo notiziario. Minzolini riporta alcuni dati per discolpare il suo telegiornale: “Io so solo che nella settimana tra il 17 ed il 23 aprile 2011, secondo l’Osservatorio di Pavia, il Tg1 nell’edizione principale delle 20.00 ha dato al governo il 17,6 per cento del tempo di parola (per fare un paragone il Tg2 gli ha dato il 32,7 ed il Tg3 il 26,8), alla maggioranza il 27,8 per cento, all’opposizione il 35,2 per cento”. E se si va ad analizzare il tempo di parola in tutte le edizioni, il Tg1 ha dato il 32,6 per cento al governo, il 25,3 alla maggioranza e il 32 all’opposizione“.

Per Minzolini non solo il monito dell’Agcom è troppo generico, ma anche i criteri di valutazione cambiano costantemente, non dando riferimenti certi ai telegiornali. Per il direttore del Tg1 e dell’Agcom, insomma, la questione è tutta quantitativa. In realtà, i problemi dell’informazione italiana sarebbero ben altri. Ma qua si aprirebbe un capitolo troppo lungo.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

One Comment

  1. anonimo

    aprile 29, 2011 at 11:09

    credo propio che abbia troppo spazio in tv ma che parcondicio è questa????

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