Caso Elisa Claps: “Libera” Basilicata protesta con la Rai e Porta a Porta. Lettera di Don Marcello Cozzi

By on maggio 23, 2011
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Don Marcello Cozzi, referente di Libera in Basilicata, ha scritto e diffuso agli organi di stampa, una lettera indirizzata al Presidente della Rai, Paolo Garimberti, al Direttore Generale, Lorenza Lei, al Direttore di Rai 1, Mauro Mazza e al Presidente della Commissione di vigilanza RAI, Sergio Zavoli. Motivo della missiva, il silenzio della tv pubblica e in particolare di Porta a Porta sul caso Claps. A detta del sacerdote, quest’ultimo non avrebbe ricevuto la stessa “attenzione” di altri (citati nella lettera), rilegandolo ai margini della cronaca televisiva e per questo non contribuendo a fare luce sulle sue tristi e oscure dinamiche. Che dire… restiamo abbastanza basiti, proprio nei giorni in cui avevamo stigmatizzato i rischi di certo assedio mediatico. Se poi certe considerazioni vengono da Libera e da un sacerdote, forse ancora di più.

Possibile che la televisione debba essere vista e considerata come la panacea irrinunciabile di tutti i mali, anche di fatti di cronaca così gravi? Lasciandoci qualche altra ora per riflettere meglio sull’accaduto e sulla lettera, riportiamo per intero la lettera di Don Marcello Cozzi.

“Nella cronaca degli ultimi anni nel nostro Paese sono state scritte non poche pagine di violenza e di omicidi che hanno sconvolto e lasciato il segno in gran parte dell’opinione pubblica. Storie spesso arrivate ad una soluzione, e quindi all’individuazione dei responsabili, e storie, invece, a volte ancora aperte, con tanti punti interrogativi a cui dare una risposta e su cui gli organi competenti stanno ancora lavorando. Per ciascuna di queste dolorose vicende è stato indubbiamente prezioso e insostituibile il lavoro di approfondimento e di inchiesta degli organi di informazione, da quelli televisivi a quelli della carta stampata, che non solo hanno avuto il merito di far conoscere ad una vasta platea di cittadini ognuna di queste storie, ma talvolta hanno fatto da valido supporto alle stesse attività investigative. Da questo punto di vista, dunque, come non riconoscere i meriti del lavoro svolto dal Dott. Bruno Vespa nella sua nota trasmissione di Rai 1 “Porta a porta”, grazie alla quale tantissima gente ha avuto la possibilità di approfondire terribili vicende come quella del piccolo Samuele Lorenzi ucciso a Cogne il 30 gennaio del 2002, della studentessa inglese Meredith Kercher uccisa a Perugia l’1 novembre 2007, o come gli omicidi di Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010 e di Yara Gambirasio consumato a Brembate di Sopra il 26 novembre 2010; ma queste sono solo alcune delle tante pagine tristi che a Porta a porta in tanti anni sono state abilmente raccontate.

E’ fuor di dubbio, però, che fra le pagine più dolorose della recente cronaca nera del nostro Paese c’è quella relativa all’omicidio di una ragazza appena sedicenne, Elisa Claps, avvenuto a Potenza il 12 settembre 1993 e il cui cadavere è stato ritrovato nel sottotetto della Chiesa della Trinità lo scorso 17 marzo 2010. Una storia sulla quale, per le sue numerose complicanze fatte di depistaggi, omissioni e coperture, in questi anni tanto è stato detto e scritto da numerosi organi di informazione nazionale e soprattutto a partire dal 17 marzo 2010: in Italia non c’è stato quotidiano nazionale o rete televisiva che non si sia soffermato almeno una volta nell’approfondimento di questa brutta pagina di violenza.

La stessa attenzione, lo stesso approfondimento, la stessa ridda di ipotesi, teorie, analisi, ci saremmo aspettati di vedere anche nel salotto televisivo del Dott. Vespa, dove ciascuna di quelle storie succitate hanno avuto invece tutto lo spazio che meritavano. Per Elisa Claps invece niente; solo qualche minuto qui e là (probabilmente per un inevitabile dovere di cronaca), un veloce passaggio di neanche cinque minuti nella puntata del 20 maggio 2010, dove tra l’altro l’esperto conduttore ne parla come di una “ragazza inglese”, e nient’altro: nessuno di quei plastici che hanno reso famoso il salotto di “Porta a Porta”, nessun psicologo ad analizzare la psiche del presunto assassino, nessun commentatore o esperto a ragionare sulle coperture, sui personaggi potenti che si presume possano essere coinvolti. Niente di niente. Un caso davvero “appetibile” per chi fa un lavoro di inchiesta e di informazione, ed invece a “Porta a porta” nulla; il silenzio assoluto. Perché? Egregi signori, questa è una storia costellata da troppi misteri, molti dei quali (troppi) ancora insoluti; troppe domande alle quali ancora nessuno ha dato una risposta, e se pure grazie al lavoro degli investigatori si è finalmente giunti ad individuare l’assassino di quella povera ragazza, ancora permane il buio assoluto sulle coperture e sui depistaggi di tutti questi anni.

Aiutateci voi a capire che il silenzio di Porta a porta sia invece dovuto a banali ma spiegabili motivi e non è invece l’ennesima pagina inspiegabile di una storia che francamente ne ha avute troppe. Con stima e fiducia restiamo in attesa di una risposta”.

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