Caso Ruby: Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti a rischio processo

By on maggio 6, 2011
caso ruby

Si fa sempre più complicata la posizione di Emilio Fede in merito al caso Ruby. Il direttore del Tg4, così come l’agente dei vip Lele Mora e il consigliere regionale Nicole Minetti, rischiano di essere processati dalla Procura di Milano per un reato molto pesante, come è quello dell’induzione alla prostituzione minorile. Sulla richiesta dei magistrati milanesi deciderà il giudice per l’udienza preliminare Maria Grazia Domanico.

In base alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori (nella foto),  è stata contattata per la prima volta ad un concorso di bellezza di Taormina da Emilio Fede, che come sappiamo ha origini siciliane. La ragazza marocchina, all’epoca minorenne, sarebbe stata poi inviata nella villa di Arcore, la residenza principale del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Ciò si sarebbe verificato almeno in tredici occasioni, a partire dal 14 febbraio 2010. 

Diverse volte, sempre secondo quanto sostengono i pm milanesi, si sarebbe svolto il cosiddetto “Bunga Bunga”, un rito di natura sessuale. Alle ragazze scelte dal premier, secondo l’accusa, sarebbero stati offerti soldi e beni di varia natura in cambio di rapporti erotici.  Sempre secondo la magistratura inquirente, il ruolo del giornalista del Tg4 e quello dell’agente dei vip sarebbe stato quello di attivarsi “per l’individuazione delle giovani donne disposte a prostituirsi. La consigliera regionale Nicole Minetti (ex igienista dentale di Berlusconi) si sarebbe invece occupata “della sistematica erogazione di corrispettivi per l’attività di prostituzione svolta” anche tramite “la concessione in comodato d’uso di alcune abitazioni ubicate a Milano 2 in via Olgettina“.

Tutti e tre gli accusati hanno smentito a più riprese di avere commesso qualche reato. Negli ultimi tempi c’è stato una sorta di scaricabarile, con la Minetti e Fede a prendersela con Mora e quest’ultimo a scagliarsi contro chi ha abboccato al presunto trabocchetto della Procura di Milano. Ai giudici, come ovvio, il compito di stabilire la verità dei fatti. Ma al di là di come essi saranno giudicati dal punto di vista penale, resta la certezza che siamo di fronte a una brutta e triste vicenda. Una vicenda emblematica della direzione che ha ormai preso il nostro paese.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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