Concerto del Primo Maggio: una piazza semicensurata riscopre l’amor patrio

By on maggio 2, 2011
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Roma. C’è ancora l’eco in piazza San Giovanni, dove oggi si è svolto il tradizionale concerto del Primo Maggio, Festa dei lavoratori, che ha chiamato a raccolta il fior fiore della musica italiana. Quest’anno, oltretutto, è stata anche l’occasione per festeggiare i 150 anni dell’unità nazionale, e mai come oggi le giovani generazioni hanno dato prova di possedere quello spirito nazionalista finora quasi del tutto sconosciuto. L’occasione si è presentata proprio con Eugenio Finardi che ha rielaborato in versione rock l’Inno di Mameli e con Ennio Morricone, che ha costruito un emozionante medley tra lo stesso Inno di Mameli, Va pensiero e Addio mia bella addio, classici della musica italiana. Mai come stavolta il pubblico è sembrato seguire l’onda nostalgica e i due artisti hanno trovato appalusi e grandi apprezzamenti della piazza gremita di bandiere e striscioni. Paolo Belli, Edoardo Bennato, Luca Barbarossa, Enzo Avitabile, Bandabardò, Modena City Ramblers, Edoardo De Angelis, Enrico Capuano, Giuliano Palma & The Bluebeaters, N’Duccio hanno accompagnato il pomeriggio musicale romano insieme alle nuove proposte Erica Mou e Lucariello. La kermesse è stata presentata dal bravo Neri Marcorè, ormai punto fermo della Rai e del cinema italiano, il quale ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente nella conduzione e nell’intrattenimento. A momenti di serietà ha armoniosamente alternato ironia e divertimento, tra canti, imitazioni e monologhi, fino al calare della sera, il momento musicale più caldo di tutta la manifestazione. Sul palco si sono esibiti i Subsonica, Daniele Silvestriora più che mai all’attenzione del pubblico con i loro nuovi album – il veterano Gino Paoli e Caparezza, acclamato dal pubblico per un bis che non è stato possibile effettuare. Ha chiuso la serata la coppia Francesco De Gregori e Lucio Dalla un po’ antipatico il primo, un po’ superato il secondo ma rinati recentemente con un disco e un tour assieme – i quali hanno riproposto alcuni classici della loro sfolgorante carriera. Non sono mancati momenti di prosa. Ascanio Celestini che ha “raccontato” un pezzo sulla Repubblica romana, lo scrittore Andrea Camilleri intervenuto in video a difendere l’importanza della patria, l’ex pm Gherardo Colombo che ha parlato della Costituzione, e poi ancora gli attori Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Carlotta Natoli e Marco Presta. Da non dimenticare la performance della Roma Sinfonietta, che il pubblico ha mostrato di saper apprezzare anche in una occasione così diversa. I 500mila giovani e non che hanno riempito piazza San Giovanni oggi hanno trascinato gli artisti scegliendo come filo conduttore tre canzoni: Bella ciao ormai un classico del Concertone – l’Inno di Mameli e Va pensiero, cantate più volte anche dal palco e novità assoluta di quest’anno. E viene da domandarsi se la manifestazione così spesso rappresentativa della sinistra italiana e meno apprezzata dalla destra non sia diventata ormai trasversale. A dircelo sono i pochi striscioni contro la guerra e contro il governo Berlusconitranne le bandiere per il sì al referendum contro il nucleare – tanti tricolori, e in generale anche dal palco scarsi riferimenti alla politica, quasi a voler testimoniare il potere della par condicio che stavolta ha bloccato anche la satira. Tant’è che lo stesso Marcorè ha imitato sia Antonio Di Pietro che Pier Ferdinando Casini. E gli artisti? La Rai ha chiesto a tutti loro di firmare una liberatoria nella quale si obbligava a non parlare di referendum e a non dare indicazioni di voto, in modo da poter mandare in onda la diretta sul terzo canale, anche se Caparezza ha ironizzato sulla bandiera italiana, mentre Gino Paoli, i Bandabardò e Ascanio Celestini hanno criticato la liberatoria. A loro avviso, infatti, si è trattato di un puro impedimento alla libertà di parola. Alla fine, tra polemiche e botta e risposta il concerto anche quest’anno è andato. Politicamente forse più fragile, patriotticamente forse più forte.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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