“I love italy”: la mancanza di originalità con ascolti discreti. Massimiliano Ossini è la vera forza (l’unica!) del programma

By on maggio 13, 2011

E’ andata in onda la “nuova versione” di “I love Italy“. Dico neo-versione non perchè sia cambiato il format proposto dalla Toro Produzioni per Raidue, ma fondamentalmente perchè ad essere mutata è la conduzione del programma. “I love Italy” è stato l’unico dei programmi ad essere riproposto tra i diversi “pilot” mandati in onda da mamma Rai. Nonostante l’idea alla base della trasmissione della seconda rete Rai non sia di certo così innovativa, si può dire che sia stato l’unico format ad avere ottenuto un discreto consenso di pubblico, tale da permettergli una riproposizione. La “prima messa in onda” del programma aveva riportato in luce un personaggio televisivo che mancava da anni dal piccolo schermo: Claudio Lippi. Il pubblico aveva risposto abbastanza bene al ritorno dell’ex conduttore di “Buona Domenica” e lui stesso era contento del risultato in Prime time di un programma che era tutto da sperimentare. Quando avviene la riconferma del programma in palinsesto, Claudio Lippi, visti i risultati raggiunti, è praticamente quasi sicuro di ritornare alla conduzione. Non tutte le ciambelle riescono col buco. La direzione di Raidue si giustifica affermando che, per motivi legati alla ricerca di un target di pubblico più giovane (secondo la “mission” della rete) al timone del programma ci sarà Massimiliano Ossini.claudio lippi i love italy Foto La risposta di Claudio Lippi non tarda a mancare e si mostra contrariato rispetto a una sua non riconferma. Andando alla prima della nuova serie con conduzione Ossini possiamo dire che il primo appuntamento col programma non è stato un glorioso successo, ma neanche un fallimento.

Lo show ha totalizzato poco più dell’8% di share con una platea di spettatori ben sopra i due milioni. “I love Italy” non brilla-come detto-in originalità e non è azzardato affermare che il format ricordi il celebre successo di Alessandro Greco che negli anni 90′ presentava “Furore“. Lo ricorda nella gestione degli spazi, nell’allestimento scenico, nella divisione in due squadre contrapposte composte da personaggi vip. E soprattutto lo ricorda la conduzione asciutta, ma al contempo grintosa di Massimiliano Ossini che utilizza per l’occasione, non a caso, anche l’occhialetto da intellettuale che fece al tempo, la fortuna, di un giovanissimo Alessandro Greco.

Se “I love italy” non è un programma innovativo e nell’atmosfera “celebra” quasi programmi stile anni 90′, non si può dire che il neo-conduttore Ossini non abbia fatto bene il suo lavoro. Aiutato dalla sua faccetta da bravo ragazzo, da un’ottima presenza scenica, dal suo porgersi al telespettatore in modo gentile e garbato, è forse veramente lui la vera e unica rivelazione di “I love Italy”, che non ci farà probabilmente rimpiangere Claudio Lippi, a cui però andrebbe, forse, data un’altra occasione.

About Giuseppe Marco

Autore, redattore, giornalista. In una parola "un creativo" della televisione. Si laurea in Scienze della Comunicazione. Al lavoro di analista tv, affianca la frequentazione del Master per autori tv e ha modo di studiare con E. Menduni e C. Freccero. Firma come autore due edizioni dell’Annuario della televisione e in seguito arriva l’esperienza con “Moltomedia”, il laboratorio creativo di Mediaset. Il suo “format crossmediale” viene selezionato dal team Mediaset come uno dei progetti vincitori e inizia il suo percorso di lavoro come autore, che porterà alla realizzazione di un prototipo del progetto. Attualmente lavora in trasmissioni televisive delle reti Mediaset.

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