Italialand, Maurizio Crozza: non riesco a imitare Scilipoti

By on maggio 28, 2011
maurizio crozza

Ieri sera, su la7, seconda e ultima puntata di Italialand, il riuscitissimo spettacolo comico di Maurizio Crozza. Non possiamo non ribadire quanto abbiamo sostenuto una settimana fa e cioè che il Crozza di la7 è molto più frizzante, incisivo, bravo e divertente di quello di Ballarò. Ma la Rai e la comicità, si sa, non sono mai andate troppo d’accordo: è una storia sin troppo nota e lunga per essere ripercorsa qui adesso. “Il mio lavoro è facile grazie ai politici che abbiamo – ha spiegato Crozza. – E’ da 20-30 anni che è facile. Continuerà all’infinito. Questa è Italialand, questo siamo noi. C’è chi pensa che senza Berlusconi non si potrà fare satira. Ma come si fa a pensarlo? Ce n’è di tutti i gusti, anche senza Berlusconi”.

Intervistato a conclusione del suo show, Crozza ha parlato anche di Domenico Scilipoti, l’ex dipietrista passato al gruppo dei “responsabili” e diventato famoso per i suoi deliri radio-televisivi. “Stavo cercando di imitare Scilipoti. Ma è difficile. Mi è più facile imitare personaggi intimi, non troppo sopra le righe. Bersani tutto sommato è contenuto. Lui ha questa cultura popolare. Lui dice: non è che se metti il grano, poi ti vengon su le fave: devi usare il seme giusto, no?”

Crozza è critico verso gli esponenti della sinistra italiana: “Sono nei terrazzi, sono distanti dalle persone. Io non mi riconosco nella destra, né nella sinistra. Mi riconosco nel mare. Vivo in mare appena posso. Mi riconosco nel libero pensiero. Di Beppe Grillo nessuno parla. Con 4mila euro ha fatto il 10% a Bologna. I crozzini sono possibili? I crozzini sono i miei figli, che vanno a scuola, dove è giusto che vadano. Io non voglio seguaci: non sono in grado nemmeno di modificare mia suocera, che mi rompe le scatole. Non saprei modificare nulla, ma idealmente vorrei che l’ultimo avesse le stesse possibilità del figlio del ricco. Bisognerebbe occuparsi soprattutto di chi non ha niente. Noi invece abbiamo i politici più pagati d’Europa e gli operai meno pagati. Ai politici stranieri conviene venire in Italia, agli operai conviene emigrare”. E questa non è una battuta.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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