La7, Enrico Mentana: la gente mi ringrazia per il tg che faccio

By on maggio 3, 2011
enrico mentana

Chi l’ha detto che un telegiornale debba per forza occuparsi del sole d’estate, del freddo d’inverno, del traffico nel week end? Chi l’ha detto che bisogna parlare per mesi e mesi dello stesso omicidio, della stessa persona scomparsa anche quando di pubblicamente rilevante c’è poco o nulla? Enrico Mentana (nella foto) col suo telegiornale, su la7, ha proposto un modello per certi aspetti nuovo nel nostro paese. Più spazio ai fatti veri, meno alle finte notizie. E i risultati, sin qui, hanno dato ampiamente ragione al giornalista.

Con l’ex direttore del Tg5, gli ascolti di la7 sono quadruplicati. Intervistato da Vanity Fair, il direttore spiega così il dato: “Significa che ci sono più pubblici – dice Mentana. – C’è ancora chi segue Avetrana, ma c’è una fetta, neanche marginale, che vuole altro. Chi mi ferma per strada dice sempre la stessa frase: ‘Grazie, perché mi ha restituito il gusto di vedere un vero telegiornale‘. C’era spazio per rifare un Tg come era vent’anni fa, prima che a cambiarlo arrivasse un vento a cui io, con la nascita del Tg5, ho fortemente contribuito“.

Il budget a disposizione della squadra di Mentana è del 75% inferiore rispetto a quello del Tg5. Ma il direttore pensa che questo non sia un grosso problema, se ci sono le idee. Anche lo stipendio di Mentana è nettamente inferiore rispetto a quello dei tempi di Mediaset, anche se… “Quando stai fermo a lungo e ti arriva un’opportunità come questa, lavori anche gratis – spiega il giornalista. – Dall’editore, Telecom, ho accettato uno stipendio che è alto, per carità – 320 mila euro lordi -, ma che è un quinto di quello che prendevo a Mediaset dopo tanti anni di lavoro. Però ho chiesto a La7 un premio di risultato per ogni punto di share di crescita. Quindi probabilmente guadagnerò parecchio“.

A Vanity Fair Mentana ha parlato anche del tentativo di Silvio Berlusconi di riportarlo all’ovile e, a una domanda su Augusto Minzolini, non si è sbilanciato più di tanto: “Il suo Tg1 è orgogliosamente filogovernativo“. Ma c’è ben poco di cui stupirsi: è così da oltre mezzo secolo. Sperare che la svolta potesse arrivare proprio con Minzolini era proprio da sciocchi.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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