Rai Tre, Report: c’è chi dice no alla corruzione

By on maggio 30, 2011
report

Ieri sera, su Rai Tre, un’altra puntata molto interessante di Report. La squadra di Milena Gabanelli ha dedicato un servizio alla Protezione civile e dunque alla cosiddetta “cricca”, focalizzandosi in particolare sugli sprechi della Maddalena, dove doveva tenersi il G8 poi spostato a L’Aquila. E poi c’era la storia di Raphael Rossi, un nome che dice poco o niente magari alla maggior parte di chi ci legge. Eppure, se fossimo un paese normale, la sua vicenda meriterebbe di essere argomento dei telegiornali. Ma i tg, si sa, preferiscono parlare d’altro: dal sole estivo al traffico nel fine settimana, dai vestiti per i cani alle mete dei nababbi. Ultimamente anche le invettive contro i colleghi giornalisti sono diventate materiale da notiziario televisivo. Che bellezza.

Meglio tornare a Report e alla paradossale vicenda di Raphael Rossi. Poco più che 30enne, diventa vicepresidente dell’azienda dei rifiuti di Torino. Nel suo ruolo, si oppone all’acquisto di un macchinario inutile, del costo 4 milioni di euro. Provano a convincerlo offrendogli 100mila euro. Rossi non ci pensa due volte a denunciare il tutto a un magistrato. I giudici gli danno ragione, almeno fino ad ora, ma il giovane perde il proprio posto di lavoro. Non solo: le spese legali deve sostenerle lui. Al comune di Torino la sua battaglia etica non interessa.

Del giovane manager, Report si era occupata già lo scorso anno. Molti telespettatori, indignati per quel che gli è successo, decidono di scrivere direttamente a lui. Si forma un gruppo di 50mila persone, che firmano una petizione: chiedono che sia il comune di Torino ad accollarsi le spese legali. L’amministrazione approva, anche se l’atteggiamento dell’ex sindaco Torino Chiamparino resta poco chiaro. Sarà diverso quello di Piero Fassino? Staremo a vedere.

Intanto il movimento anti-corruzione del capoluogo piemontese, “Signorirossi”, si rafforza sempre più. Lo scopo dell’associazione è quello di dare sostegno alle persone che della corruzione sono vittime, oppure che hanno assistito a episodi di questo genere. Purtroppo il problema, il dramma anzi, come dice Raphael, è sempre lo stesso: chi è corrotto rischia al massimo pochi mesi di galera; chi denuncia rischia di essere lasciato solo dalle istituzioni e di rimetterci di tasca propria. Ma in che Paese viviamo? Per fortuna che, al di là della retorica, dei tromboni della politica, esistono anche i Signorirossi.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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