Raphael Gualazzi: “L’Eurofestival è una vetrina che va sfruttata”. La Rai ha sempre creduto in lui

By on maggio 16, 2011
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L’Eurovision Song Contest 2011 di Düsseldorf ha segnato il ritorno dell’Italia in competizione dopo ben tredici anni di assenza: l’ultima partecipazione era stata nel lontano 1997, quando i Jalisse arrivarono quarti con la celebre Fiumi di parole. Nonostante la lunga pausa, l’Italia è tornata in gara con grande stile, grazie all’esibizione e al secondo posto di Raphael Gualazzi, il giovane vincitore della Categoria Nuove Proposte di Sanremo 2011. Un brano raffinato, un jazz non di facile presa ma che evidentemente è piaciuto tanto al pubblico europeo, in una competizione in cui il Pop e il Rap l’hanno fatta da padrona. Abbiamo creduto sin dall’inizio nelle potenzialità di Raphael Gualazzi e del suo progetto”, ha affermato al termine del programma il direttore di Rai Due, Massimo Liofredi.

Raphael Gualazzi FotoLo stesso Gualazzi, in una intervista di oggi a Il giornale, commenta così la sua vittoria: “L’Eurofestival e’ una vetrina che va sfruttata. Non è vero che è il tempio del trash: la musica e’ musica e io vado dove si puo’ suonare. In ogni caso, basta sfruttare sempre gli stessi cliche“. Nonostante fosse partito con un punteggio basso, l’Artista di Urbino ha raggiunto il podio soprattutto grazie ai voti di Spagna, Malta, Lettonia e San Marino: “E’ un errore considerare il jazz per pochi: e’ una delle matrici della musica moderna e senza dubbio il pop continua ad alimentarlo, attraverso colori e stimoli sempre attuali. Non sono due compartimenti a tenuta stagna“.

A Sanremo -dichiara Liofredi- quando si trattava di scegliere il rappresentante italiano per l’Eurovision Song Contest, lo abbiamo votato all’unanimità su proposta di Gianmarco Mazzi. La Rai, e in particolare il direttore delle relazioni istituzionali e internazionali Marco Simeon, ci ha creduto sin dall’inizio. Nonostante all’inizio molti nutrissero diverse perplessità sulla partecipazione di Gualazzi, la scelta si è rivelata più che mai vincente: “Rai Due, che è la rete della musica, ha fatto la sua parte promuovendo Gualazzi in tutte le sue trasmissioni musicali e un grazie anche a Caterina Caselli, che ha creduto in questo grande gioco di squadra. In tanti avevano mostrato perplessità sulle potenzialità in Europa del brano di Gualazzi. Ed invece la scelta di qualità della Rai è stata premiata da buona parte dei Paesi partecipanti“.

Raffaella Carrà Eurovision 2011Nonostante la portata dell’evento, che nel resto dell’Europa ottiene sempre un riscontro molto forte, in Italia l’appuntamento in Tv è stato un flop: solo 1,2 milioni di telespettatori e il 6% di share, tant’è che difficilmente torneremo a seguirlo in diretta. Molto piacevole la conduzione della Carrà, che ha spesso scherzato con l’ospite d’eccezione Bob Sinclar (“Parla piano perchè devo tradurre… altrimenti impara l’italiano!“) ma che non ha risparmiato le critiche ai Talent Show e ai vertici Rai (“Le pause prima di dare il voto prese dai talent? Macchè. Esistevano prima. Adesso tutto dai talent… Quelle vengono prima dalla recitazione. E a volte il silenzio è meglio di mille parole…” e ancora “Voi analisti di Tv Talk siete bravi e informati… Aumento di stipendio? Con la Rai di adesso non lo so“). Lo stesso Liofredi conferma: “Il ringraziamento più grande va a Raffaella Carrà, che ha capito lo sforzo e le ragioni per le quali Rai2 ha mandato in onda l’Eurovision Song Contest. Lo studio era molto bello e Sergio Iapino ha curato la regia della trasmissione con il suo inconfondibile stile“.

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.

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