Silvio Berlusconi dilaga in tv, Famiglia Cristiana: è un arrogante

By on maggio 21, 2011
silvio berlusconi

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Non passa giorno in cui tv, quotidiani, radio e siti internet non parlino di Silvio Berlusconi (nella foto) Normale: si tratta, d’altronde, del presidente del consiglio. E, quando si ricopre quest’incarico, necessariamente si hanno le luci dei riflettori puntate addosso. Negli ultimi giorni, però, si è assistito a un dilagare del capo del governo nei telegiornali. Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto hanno mandato in onda interviste (o meglio, amabili conversazioni sotto l’ombrellone) a Berlusconi.

In vista del ballottaggio per le elezioni amministrative 2011, il capo del governo ha un incubo: che la città più importante del Nord, Milano, e la più importante del Sud, Napoli, possano finire in mano ai “comunisti”, quelli che “vogliono più tasse per tutti” e che “sono fiancheggiati dagli estremisti dei centri sociali”. Ma siamo proprio sicuri che la sua sovraesposizione, il suo ripetere all’infinito i soliti slogan porterà dei vantaggi ai suoi candidati? Sul web i commenti delle persone che non ne possono più di vederlo in tv non si contano. Ma a scagliarsi contro il premier, c’è anche Famiglia Cristiana.

Non è la prima volta che il settimanale cattolico critica duramente Berlusconi. Stavolta Famiglia Cristiana usa toni duri anche contro l’Agcom, i giornalisti. Il premier? Nell’editoriale di Giorgio Vecchiato viene giudicato monotono, arrogante, in pieno conflitto d’interessi, più dannoso che utile ai candidati che lui stesso sostiene.

Esiste una AgCom che dovrebbe fissare le regole della comunicazione e, in caso di irregolarità, punire gli inadempienti – ricorda Famiglia Cristiana. – Già il fatto che il premier irrompa nella campagna per Milano e Napoli usando le reti di sua proprietà dovrebbe far ricordare che c’è un piccolo inciampo, chiamato conflitto di interessi. Ma tutti zitti. E lo stesso, ciò che è peggio, per le reti a canone. Pare che la Commissione debba riunirsi mercoledi prossimo, lasciando che nel frattempo Berlusconi faccia altri monologhi davanti a reverenti cronisti. Nessuno dei quali, superfluo notarlo, si è sognato fin qui di avanzare contestazioni o anche semplici obiezioni. Ora non è da dubitare che i membri dell’AgCom siano carichi di incombenze private, tanto da dover rinviare una riunione di interesse pubblico. Ma se ritengono di poter attendere mercoledi, tanto vale posporre a giugno o luglio; tanto i buoi sono già scappati“.

Per il momento, senza bisogno di attese, sono state scritte due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l’altra – si conclude l’editorialeda un giornalismo tv che non tiene dritta la schiena ma si genuflette“. L’ennesima polemica politico-mediatica è servita. Al centro, ancora una volta, lui.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

One Comment

  1. gioca

    maggio 22, 2011 at 08:48

    berlusconi deve tutto alla rai della quale ha copiato pedissequamente l’organizzazione:la rai aveva la sipra per la raccolta pubblicitaria,allora berlusconi ha comprato tutte le imprese di raccolta pubblicità sulla piazza-la rai produceva chiavi in mano pieces pubblicitarie,allora berlusconi produce spot chiavi in mano per le aziene-insomma è talmente devoto alla rai che è presente mattina pranzo cena

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