Uman Take control. Conduttori poco affiatati. Reality senza ritmo e soprattutto “per niente estremo”

By on maggio 3, 2011
mago forest e siria de fazio

Ha esordito ieri su Italia 1, il reality show “Uman take control“. Qui ne abbiamo parlato  a più riprese e c’è chi lo ha definito “tv spazzatura”, chi lo ha trovato noioso e non è mancata la stampa di settore che di certo non ne ha tessuto le lodi. Di punti critici da evidenziare ce ne sarebbero moltissimi. Partirei proprio dai conduttori. La coppia scelta per “Uman take control” non mi convinceva fin dall’esordio ed era soprattutto Mago Forest il vero punto interrogativo. Al di là del fatto che la conduzione al maschile di un reality show è tutto dire, la presenza di Rossella Brescia, almeno sulla carta (e forse in solitaria) avrebbe potuto conferire al programma un’impronta diversa. Cosa che non è avvenuta. uman take control Italia1 FotoLa prima cosa che si evidenziava era proprio la mancanza di affiatamento tra i due conduttori, entrambi molto bravi (se presi in modo isolato e nei rispettivi programmi in cui hanno lavorato), ma completamente spaesati in “Uman take control“. Se nella Brescia si notava un certo impegno a portare a casa il compitino, in Mago Forest si evidenziava quasi un atteggiamento “sprezzante” nei confronti dello show. Battute fuori luogo, errori su errori (uno tra tutti chiamare il concorrente Sergio Volpini con un altro nome), un ritmo di conduzione lento, lentissimo e lontano anni luce dal genere reality show dove tutto deve “correre“. La bravura da attore comico di Mago Forest si perde così nei meandri del primo e ultimo reality show che probabilmente andrà a condurre. Rossella Brescia, invece, quando si collega con gli “omini” (sono soprannominati così i concorrenti di “Uman“) pensa di essere nella casa del Grande Fratello tanto che dice: “Colleghiamoci con la casa“. Ma non era per caso un laboratorio? Vabbè che c’è Maicol Berti che urla come uno sguaiato, Veronica Ciardi che già inizia a versare lacrime, George Leonard che ha deliri di onnipotenza e sembra di essere nella casa del GF, ma l’obiettivo (per chi non lo avesse capito) è cercare di renderli umani questi “omini”.

Inoltre, se non ci fossero state le clip illustrative a spiegare il meccanismo del programma, ben poco avremo capito dalla voce viva dei conduttori che, oltre a qualche breve spiegazione hanno sempre detto “questo ve lo spieghiamo dopo“. (quando? a programma finito?). Vogliamo parlare poi delle battute simpatiche come un cavolo a merenda di Mago Forest? Lui che guardando Maicol Berti vestito con la tutina verde afferma: “A te non potevano che dare la tutina verde pisello“. E guardando Nora Amile (la prima eliminata dal gioco) esclama: “Con te anche un gay diventerebbe etero“. Battute discutibili, pure troppo. Andiamo agli accorgimenti del programma. Regia “impazzita” visto che molto spesso, anche, le inquadrature che ci arrivano da casa risultano molto mosse e luci, probabilmente, poco adatte ad un reality show. Lo studio? Un pò scarno. Ci domandiamo se sia stato utilizzato lo stesso studio da dove veniva mandata in onda “La pupa e il secchione“.

Il “claim” del programma è forte sulla carta, ma non coincide minimamente a quello che poi va a rappresentare lo show e a ciò che vediamo in onda. La Brescia lo ripete più volte: “Uman Take control, il reality più estremo della storia della televisione“. Cosa ci sarebbe di estremo? Verniciare il volto di un concorrente, oppure fare scoppiare più palloncini possibile, o ancora farsi una doccia in “presa diretta”?!? Sembra di essere tornati indietro anni luce ai tempi delle prove di “Giochi senza frontiere“. E ho detto tutto. Uman take control Italia1 FotoPer non parlare della prova ispirata al classico videogioco Pacman in cui i concorrenti dovevano indossare costumi di scena e proprio come nel celebre game raccogliere, in un percorso ad ostacoli, frutti di ogni sorta.

L’idea alla base del programma è interessante, ma il punto è che mal realizzata ed è troppo legata al mondo di Internet e non è un caso che il format israeliano originale vada in onda praticamente soltanto nel web. Altro forte punto interrogativo sono i troppi televoti a cui viene sottoposto il pubblico da casa. Tutti in diretta e tutti piuttosto brevi e lo stesso “sondaggio” che decreta la prima eliminazione della puntata dura soltanto pochi minuti. Tutto si consuma per troppo tempo senza ritmo e con una durata oltre l’1 di notte. Anche il “Festival di Sanremo” era riuscito nell’obiettivo di terminare prima. Sperando in un cambiamento in corsa della formula dello show (e visto che il capo-progetto è la bravissima Simona Ercolani, non è detto che il “miracolo” possa accadere davvero), non ci resta che bocciare (per ora) lo show. Intanto, anche il pubblico nella puntata di ieri lo ha bocciato. Non si può dire che un programma sotto i 2 milioni di spettatori che termina oltre l’1 di notte sia un successo. “Uman”, insomma, bocciato anche alla prova Auditel!

About Giuseppe Marco

Autore, redattore, giornalista. In una parola "un creativo" della televisione. Si laurea in Scienze della Comunicazione. Al lavoro di analista tv, affianca la frequentazione del Master per autori tv e ha modo di studiare con E. Menduni e C. Freccero. Firma come autore due edizioni dell’Annuario della televisione e in seguito arriva l’esperienza con “Moltomedia”, il laboratorio creativo di Mediaset. Il suo “format crossmediale” viene selezionato dal team Mediaset come uno dei progetti vincitori e inizia il suo percorso di lavoro come autore, che porterà alla realizzazione di un prototipo del progetto. Attualmente lavora in trasmissioni televisive delle reti Mediaset.